Giu

25

By potatore

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Rampicanti e non solo…

glicine

Le piante rampicanti come l’edera e la vite russa sono utilizzabili negli ambienti più svariati e conferiscono sempre bellezza l’abitazione. Si ritrovano, infatti, sui muri esterni delle cascine alle quali danno un tono oscuro e misterioso quasi come gli antichi manieri, ma anche sui muri esterni delle villette o addirittura su quelli degli appartamenti in condominio, i quali, grazie ad questi vengono vivacizzati è resi più pregevoli alla vista. Bisogna dire che in questi ultimi anni giornali e riviste specializzate hanno esaltato molto questo tipo di vegetazione non so per la piacevole immagine data dalle case ricoperte da una coltre di rami e di foglie ma soprattutto per i vantaggi che queste apportano. Certo è ancora possibile trovare persone che ritengono che le piante rampicanti siano dannose alle facciate delle case perché creano eccessivo umidità , attirano gli insetti quali mosche e zanzare rendendo le case più fredde. Ciò non è vero anzi è vero il contrario perché le piante rampicanti, aderiscono alle pareti esterne e grazie al picciolo le foglie restano distaccati dal muro e si crea così un cuscinetto d’aria tra le pareti è l’ambiente esterno. In questo modo la parte verde che viene a creare, durante l’estate protegge dall’irraggiamento diretto del sole e quindi rende più fresco l’ambiente interno. In inverno, il cuscinetto d’aria, soprattutto nelle pareti a nord, provoca d’una minore dispersione del calore interno valutabile sino al 30% con evidenti risparmi per le spese di riscaldamento. Per quanto riguarda l’umidità, invece, è dimostrato che le radichette esterne assorbono l‘umidità presente nei muri mentre le foglie fanno da protezione alla pioggia battente. Per attuare un buon investimento delle pareti risulta fondamentale la conoscenza delle specie, del loro sviluppo e bisogna adottare ad ogni lato della casa soluzioni diversi sono i microclimi che si vengono a formare. Infatti, se si prendono in considerazione le pareti poste a nord ed a est, queste sono quelle dove il sole non batte o batte per poche ore al giorno, quindi sono le più fredde e umide. Al contrario quelle a sud o mezzogiorno e quelle a ovest sono le più calde ovvero quelle sulle quali il sole batte nelle ore più calde della giornata. Inoltre bisogna tener presente che solo poche specie si arrampicano spontaneamente mentre la maggioranza ha bisogno di un valico supporto permanente fatto con materiali diversi e che tengono conto del peso della pianta quando ha raggiunto il massimo sviluppo. Resta inteso che in partenza, l’intonaco deve essere sano e senza fessurazione altrimenti alcuni timori che la pianta ingrandiscono a difetti del muro risultano fondati, specialmente se il muro all’origine è rustico, con asperità è ricco di sassi irregolare. Resta il fatto che la pianta rampicante sulla facciata rappresenta un elemento distintivo che attribuisce all’edificio una caratteristica gradevole come detto abitare in un rustico di campagna; è anche in città le piante rampicanti e possono offrire numerose occasioni di impiego: è comunque necessario scegliere la specie giusta, quella cioè che si adatta luogo in cui si deve crescere e svilupparsi .

Mag

29

By potatore

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Difendiamo le nostre piante!!

insetto utile predatore di afidi

Gli ortaggi, come tutti i vegetali, vanno soggetti a malattie che possono arrecare gravi danni e pregiudicare l’intera produzione. I parassiti che colpiscono l’orto sono di natura vegetale, crittogamica o fungina e di origine animale. La lotta non è facile e comporta la conoscenza dei mezzi idonei al loro controllo ed una certa costanza negli interventi. In genere le malattie più pericolose sono di origine crittogamica e il loro sviluppo è favorito da condizioni ambientali caratterizzate da elevate umidità e temperature. Il mese di maggio, che si avvia alla fine, sicuramente ha creato le condizioni adatte allo sviluppo di tali malattie e pertanto si consiglia una costante attenzione. Eventualmente si dovessero notare i primi segni di insorgenza di muffe e funghi occorre effettuare dei trattamenti a base di zolfo attivi contro tutti gli oidi e composti a base di rame e calce che hanno un ampio spettro d’azione contro tutte le crittogame. Per quanto riguarda invece la difesa da insetti tra cui afidi e ragno rosso si utilizzano insetticidi sia di natura inorganica che di origine vegetale come il piretro, appunto, estratto da alcune varietà di crisantemo tra cui il piretro di Dalmazia. Per la scarsa persistenza e la bassa tossicità nei confronti dell’uomo questo prodotto viene utilizzato contro insetti infestanti le abitazioni per la lotta a zanzare, mosche e formiche. La lotta va effettuata solo nei casi di effettiva necessità e quando l’infestazione supera il 10% del fogliame, in quanto tali trattamenti oltre a distruggere i parassiti dannosi colpiscono, il più delle volte, anche gli insetti utili predatori di quelli dannosi alterando così l’equilibrio biologico. Se l’infestazione risulta circoscritta ad alcune piantine, può risultare utile il ricorso ad un preparato di aglio, rosmarino e tarassaco. Pestati nel mortaio e lasciati a macerare con dell‘acqua che verrà poi irrorata sulle piante con uno spruzzino.

Ago

5

By potatore

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Modena: reclutati pipistrelli contro le zanzare

Per combattere le zanzare Modena recluta i pipistrelli. Mammiferi predatori presenti nel territorio, ma in diminuzione a causa di pesticidi ed antropizzazione. Molto utili per combattere gli insetti dannosi all’uomo e alle coltivazioni, ora hanno solo bisogno di sconfiggere il pregiudizio di antiche leggende.Un modo tutto ecologico per combattere le zanzare? Reclutare i pipistrelli. Lo ha escogitato il comune di Modena, che in vista della stagione più calda, durante la quale le fastidiose bestiole cominciano a minacciare i nostri centimetri dermici, si è premunita in modo ecocompatibile. Il comune sta installando circa venti “Bat Box” per la città, piccole tane, nelle quali i pipistrelli potranno rifugiarsi e di notte cacciare le zanzare. E’ noto come questo tipo di mammifero sia un assiduo predatore delle zanzare tigre, ne mangia infatti, dalle 1.500 alle 2.000 unità al giorno. Spiega l’assessore comunale all’Ambiente Simona Arletti: “Abbiamo cercato di capire cosa potevamo fare in più per sfruttare i predatori naturali, e così abbiamo pensato ai pipistrelli. Finora i controrimedi si sono basati sulla prevenzione, nel senso che viene raccomandato ai cittadini di eliminare i depositi di acqua stagnante, per esempio, e sulla disinfestazione. In questo modo invece non solo ampliamo le azioni di contrasto in modo naturale, ma tuteliamo la biodiversità”. Le specie di pipistrelli presenti nel territorio emiliano sono circa 20, ma tutte in diminuzione a causa dei prodotti di sintesi utilizzati in agricoltura, senza dimenticare l’antropizzazione che ne ha ridotto i luoghi di caccia e rifugio.

Insomma Modena cerca di ridare spazio ai piccoli chirotteri (questo il loro nome scientifico) in cambio di un gustoso aiuto, fare scorpacciate di zanzare tigre che ogni anno infestano le nostre città, umide, calde e piene di rifugi dove proliferare. Ma i pipistrelli il cui compito essenziale è nutrirsi di insetti che noi chiamiamo dannosi, non solo per l’uomo ma anche per le coltivazioni, contribuirebbero a migliorare le condizioni anche di queste ultime, tutto nella perfetta armonia dell’ecosistema. Ultimo suggerimento, non averne paura. Sono molte infatti le leggende che si raccontano su questo piccolo predatore, tutte da sfatare almeno per quanto riguarda l’essere umano.

(a cura di Jacopo Lang)

Apr

8

By potatore

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Pagamento in natura

Questa forma do pagamento sembrava scomparsa mentre è ritornata prepotentemente alle cronache per l’illustre personaggio che lo ha preteso. Ebbene si diciamolo che Claudio Abbado ex direttore artistico del Teatro alla Scala, dell’orchestra Sinfonica di Londra e della Filarmonica di Berlino e non continuo a citare i vari meriti musicali del famoso Maestro ha richiesto per ritornare alla direzione della Scala il pagamento in natura. Dico ritornare visto che già giovanissimo nel 1968 aveva avuto lo stesso incarico e non ci è dato di saper quanto lo stesso incarico sia costato. Per il ritorno invece ha preteso che il comune di Milano piantasse 90.000 alberi come pagamento delle sue spettanze per la direzione artistica: speriamo che la richiesta con prestazioni “in natura”non lascia al verde le casse le casse del Comune anche se farà diventare più verde Milano. Piantare per credere.