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By potatore

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Dicembre: i simboli di fine anno!!

Dicembre è indubbiamente il mese in cui si concentrano molte emozioni: l’anno vecchio ormai al termine con il suo lascito di gioie e dolori e quello nuovo in arrivo ricco di aspettative e speranze. Un mese fra l’altro ricco di feste quasi una sorte di dispetto alla natura che dopo i fasti estivi e i colori di inizio autunno adesso riposa anch’essa in attesa della propria festa che coincide con l’arrivo della primavera. Ciò non toglie che anche in questo mese si fa ricorso alla natura per ravvivare le case con i simboli che caratterizzano questo periodo: l’albero, la stella di Natale, il muschio, il vischio e l’agrifoglio. L’albero di Natale è sinonimo di abete rosso (Picea excelsa o Picea abies) detto anche peccio e da qui il nome di peccete ad indicare le foreste di questa pianta che caratterizzano il paesaggio alpino rendendolo tra i più suggestivi in Europa e forse nel Mondo. L’abete rosso è una pianta molto longeva (vive circa 400 anni) e raggiunge dimensioni ragguardevoli circa i 50 metri con un fusto eretto e slanciato, una chioma verde scura, la corteccia sottile e rossastra. Oltre sulle Alpi e sulll’Appennino è presente, con immense foreste, in tutta l’Europa dalla Scandinavia ai Carpazi e dà vita alla Foresta Nera in Germania. L’utilizzo dell’abete è stato ereditato dalle antiche tradizioni pagane che consacravano l’abete più alto del bosco al Dio della Luce bruciandolo pubblicamente. La tradizione dell’abete è stata successivamente imposta da Margherita di Savoia e da allora ha trovato un posto definitivo dopo un certo periodo di dimenticanze e riscoperte nella tradizione popolare. Per essere sicuri di possedere a Natale un rigoglioso abete diventa importante acquistarlo uno due mesi prima delle festività da un vivaista serio con pianta preferibilmente certificata. Una volta rinvasato e innaffiato può essere lasciato all’esterno per poi essere gradualmente portato all’interno dell’abitazione possibilmente in un locale non riscaldato. Una volta finito l’utilizzo sempre gradualmente può essere riportato all’esterno o nel caso che non si abbiano a disposizione balconi o un giardino dove sistemarlo in attesa di un riutilizzo è possibile donarlo ai Comuni attrezzati al recupero degli alberi natalizi utilizzati per il rimboschimento di aree dismesse. Per chi volesse, infine, utilizzare lo stesso abete senza doversi trovare poi una pianta dallo sviluppo eccessivo è possibile utilizzare abeti nani (Picea albertiana conica) che al massimo raggiunge i due metri di altezza. Per quanto riguarda la Poinsettia o Stella di Natale (Euphorbia pulcherrima) c’è da dire che essa ha trovato posto nella tradizione natalizia in epoca più recente ma sicuramente ha recuperato in questi ultimi anni un interesse crescente anche per il fatto che il Natale è la festa in cui prevale il colore rosso e le brattee della Poinsettia il più delle volte confuse con il fiore rispondono a questa richiesta di mercato. La pianta in natura in effetti ha un portamento arbustivo e raggiunge anche i due metri di altezza. In Sicilia è facile trovarla in giardino in virtù del clima temperato e viene sovente utilizzata come pianta da fiore reciso anche per 10-15 anni. Nel resto d’Italia è prevalentemente una coltura da vaso fiorito e la particolare bellezza della pianta è data dalle brattee colorate rosse, rosa, arancio e bianco a seconda delle varietà che sono da richiamo anche per gli insetti impollinatori visto che i fiori gialli sono numerosi ma poco vistosi. Per chi si appresta ad acquistare una Stella di Natale va ricordato che la qualità della pianta è da individuare dalla vivacità dei colori, dal rigoglio vegetativo e dal numero di steli. Vanno scartate le piante che si presentano con fogliame ingiallito e non uniforme. Verificare che l’attaccatura degli steli sia ben salda e le infiorescenze ancora non completamente aperte. Le piante vanno tenute lontane da fonti di calore ed all’immediato contatto con termosifoni e camini accesi mentre va verificata l’umidità dell’ambiente in quanto l’aria eccessivamente secca provoca la perdita delle foglie delle piantine. Poche sono le esigenze colturali della pianta tenuta in ambiente chiuso: irrigazioni regolari una volta verificata che il substrato contenuto nel vaso sia asciutto e una concimazione con concime completo disciolto in acqua all’1% con cadenza quindicinale. Una volta completata la fioritura la pianta incomincerà a perdere le foglie (fine gennaio circa) e quindi successivamente va potata e sistemata in luogo freddo e poco illuminato mentre le irrigazioni vanno diradate. Si effettuerà così lo svernamento della pianta che successivamente in piena primavera verrà portata gradualmente in piena luce ed all’aperto per iniziare un nuovo ciclo. Sembra che sia buon augurio per gli innamorati baciarsi sotto il vischio in quanto questo è simbolo di tenacità in virtù della sua collocazione tra i rami saldi delle Querce di cui è parassita mentre fecondità e immortalità sia trasmessa dalla luna che la notte luccica fra il suo fogliame. Il vischio (Viscum album) è una pianta parassita resa celebre dalla serie di cartoni animati di Asterix appartenenti ai Druidi e magistrale oppositore delle milizie Romane invasori della Gallia. Secondo l’antica etimologia il nome dei Druidi deriverebbe drys-quercia albero sacro nella loro tradizione e il vischio parassita naturale di questa pianta ne ha assorbito gli influssi benefici e propiziatori. Propiziatore o meno in ogni caso conviene tenerla lontano dal giardino  di casa,  i caratteristici austori si attaccano ai suoi ospiti succhiandone la linfa.