Ott

7

By potatore

Commenti disabilitati su Inquinamento marino

Categories: Potatore news

Tags: , , , ,

Inquinamento marino

di Fr.Ma.
Gli animali acquatici si distinguono rispetto ai vertebrati per il lungo periodo di evoluzione, la quale ha consentito la diversificazione in tutte le forme attuali, specializzandosi e occupando tutte le nicchie ecologiche dei vari ambienti acquatici. Le particolari cause del loro rischio di estinzione:
la pesca intensiva causa il collasso delle popolazioni marine, che non sono in grado di riprodursi tanto velocemente da rimpiazzare gli esemplari sottratti.
L’inquinamento delle acque dovuto all’industrializzazione, ha provocato l’aumento di scarichi di vario tipo nelle acque, creando forti disagi tra i pesci. Ciò comporta anche il rischio di avvelenare l’ intero ecosistema.
Al malessere marino hanno contribuito anche le perdite di petrolio in mare dovuto agli incidenti. Il petrolio tende a ricoprire prima lo strato superiore e poi il fondo del mare uccidendo pesci, vegetali e uccelli. Solo dopo decenni la vita può ritornare come prima.
La pesca indiscriminata, individuabile specialmente in paesi tropicali, meno sentita nelle acque dolci ma distruttiva in mare, è molto visibile ad esempio nelle barriere coralline perchè i pescatori locali spruzzano una soluzione di cianuro per stordire i pesci e catturarli.
Anche l’ introduzione di specie “aliene” costituisce un pericolo per le specie marine.

Feb

25

By potatore

Commenti disabilitati su Per incontrare il gallo cedrone …alzarsi all'alba

Categories: Potatore news

Tags: , , , ,

Per incontrare il gallo cedrone …alzarsi all'alba

Davide Gotti

Questa specie popola tutte le selve più ampie dell’Europa settentrionale e dell’Asia; oggi i suoi confini non si sono ridotti, ma la si incontra in numero notevolmente minore. In Italia la specie è estinta sulle Alpi centrali ed occidentali mentre è ancora presente nelle zone montuose di Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli. Il suo areale è in costante diminuzione in tutto il continente europeo diventando più frequente soltanto nei vasti boschi di Scandinavia e Russia. Dovunque, preferisce i boschi di montagna a quelli di pianura, ed ha bisogno di alberi di alto fusto – soprattutto quelli resinosi – in zone abbondantemente irrigate e ricche di cespugli e bassi arbusti con bacche; ama pure i terreni paludosi.
Uccello stazionario, è indotto a spostarsi dalle sedi abituali solo dal sopravvenire di forti freddi e di abbondanti nevicate che rendono impossibile il reperimento del cibo: ma non appena la stagione migliora, riprende la via dei luoghi preferiti. Certe volte, quando il suo territorio è completamente coperto dalla neve, si ritira sui rami degli alberi, e vi trascorre lunghi periodi nutrendosi di foglie.
La sua giornata, in generale, trascorre sul terreno, in continue corse fra gli sterpi e i bassi arbusti dove va in cerca di alimento, levandosi in volo soltanto di fronte a qualcosa di sorprendente. Il cibo consta di gemme d’albero, foglie, bacche, semi, trifoglio ed insetti. Nel periodo dell’amore il gallo cedrone si accontenta di cibi più grossolani, e sembra non volersi quasi dar pena di cercare alimento; in ciò si differenzia dalla femmina, e da ciò proviene forse quella tenace fibrosità che rende le carni degli individui adulti quasi immangiabili, mentre quelle della femmina sono delicatissime e saporose. Per digerire il cibo ha bisogno di sabbia o di finissima ghiaia, e si accosta all’acqua più volte durante il giorno.
Questo magnifico uccello l’ho visto alcune volte sulle cime bergamasche,quando vado con i miei familiari a fare escursioni sulle Orobie.Il segreto per vederlo è quello di alzarsi molto presto e addentrarsi nei boschi rispettando il silenzio.

Gen

30

By potatore

3 Comments

Categories: Potatore news

Tags: , , , ,

Oceano Pacifico “ pattumiera globale”

Marchese Mattia

Sapete dove si trova la più grande discarica del mondo? Alcuni dicono a Napoli ma si tratta di un luogo insospettabile l’Oceano Pacifico. Gli americani la chiamano “rubbish soup” (minestrone di spazzatura). Si tratta di un enorme distesa di rifiuti che copre un’area addirittura doppia a quella degli Stati Uniti. L’immensa massa di spazzatura (divisa in due grandi blocchi) viene tenuta insieme dalle correnti, un pò galleggia finendo periodicamente sulle spiagge e un pò si deposita sul fondale. L’enorme discarica ha inizio a circa 900 km di distanza dalla costa californiana e si estende lungo l’oceano con il diametro di circa 2500 km pari ad una superficie di 4909000 km quadrati una profondità di 30 m con il peso di 3500000 tonnellate, supera le Hawaii e sfiora pure il Giappone. Pare che circa un quinto della spazzatura arrivi li perchè gettato dalle navi, il resto giunge dalla terra ferma. A preoccupare maggiormente è la smisurata quantità di plastica perchè si degrada difficilmente. Ci si trova di tutto: palloni di football, mattoncini di lego, siringhe, accendini… e una quantità enorme di sacchetti di plastica. La discarica marina è iniziata a formarsi oltre mezzo secolo fa ed è sconvolgente sapere che ogni pezzo di plastica finito li dagli anni ‘50 ad oggi è imprigionato ancora nel gorgo di immondizia. La plastica galleggiante provoca ogni anno la morte di migliaia di mammiferi marini e di circa un milione di uccelli ma rappresenta un rischio anche per la salute dell’uomo. Insomma abbiamo trasformato l’Oceano Pacifico in un contenitore per la raccolta della plastica. Quando impareremo a ripettare l’ambiente e noi stessi producendo meno plastica e a riciclare?