Nov

30

By potatore

Commenti disabilitati su I commenti di Margherita

Categories: Potatore news

Tags: , , , , ,

I commenti di Margherita

 

Analfabetismo di ritorno
Questo nuovo fenomeno non deve essere confuso con il “vecchio” analfabetismo – dove si intende il non saper leggere e scrivere -bensì la perdita di tali capacità, acquisite durante la scuola d’obbligo; questo avvenimento viene anche chiamato illetteratismo.
Alcuni critici ritengono che le cause di questo debbano attribuirsi ai mass -media che hanno contaminato la lingua, come afferma Karl Popper che ha definito la tv ”cattiva maestra “. La sua visione, tuttavia, viene considerata “apocalittica”.
Altri ancora addossano la colpa all’ambiente familiare (per esempio quando si parla in dialetto regionale), sociale (il tempo congiuntivo è ormai considerato desueto, nella lingua parlata), inoltre le persone leggono sempre di meno o, quando lo fanno, leggono testi scadenti dal punto di vista della sintassi. Ma non è solo un problema linguistico, ma ha delle gravi ripercussioni individuali come: mancanza di autostima, difficoltà ad affrontare la quotidianità, limite nella scelta professionale, limita persino l’esercizio dei diritti civili. Le conseguenze potrebbero essere: perdita dell’uso del corsivo e delle maiuscole, perdita dell’uso di alcuni tempi verbali, del lessico ornato e di alcuni costrutti grammaticali. Penso che, se ciò accadesse, la lingua perderebbe la sua espressività poiché, sia usando il lessico che i tempi verbali adeguati, riusciamo a dare ad ogni frase una sfumatura diversa.
Sarebbe, quindi, un grave passo indietro nella cultura linguistica che si è arricchita nel corso dei secoli, avendola ereditata dai romani.

Apr

12

By potatore

2 Comments

Categories: Potatore news

Tags: , , , , , ,

Lutto e tv

di cavallo pazzo

Queste poche righe di  un nostro abituale utente del forum  ci sono state inviate ieri e siccome a mio avviso possono essere spunto di riflessione mi sono permesso di spostarle anche nel blog:  a voi i commenti.
Avevo 10 anni quando un mio zio cadendo da un albero di ciliegie e morì. Per i quaranta giorni successivi ci fu impedito, per lutto, di accendere la tv mentre i grandi portavano la camicia nera e i bimbi un bottone nero in petto. In alcuni casi la tv veniva ricoperta da un drappo nero o scuro e così rimaneva per tutto il periodo del lutto. In occasione del sisma che ha colpito l’Abruzzo  alle telecamere dei vari giornalisti si alternava persone che avevano perso i figli e altri che avevano perso zii, cugini e nipoti e tra le lacrime addolorati raccontavano come era crollato il tetto, il muro e via dicendo. Non voglio fare alcuna considerazione sulla “necessità” di apparire in tv ma solo sottolineare e ricordare come sono cambiate le forme di lutto. Piangere in tv forse consola maggiormente sulla perdita dei cari?