Ott

31

By potatore

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Drosophila suzuki…

E’  tra gli ultimi arrivi in fatto di parassiti esotici. si riproduce con notevole facilità e di conseguenzasi diffonde con estrema rapidità e le segnalazioni e le preoccupazioni del suo arrivo tengono in allerta metà Europa. Proveniente con molta  probabilità dalla Cina, e simile ad una mosca,  misura circa tre millimetri di lunghezza e si caratterizza per la presenza di grandi occhi rossi.  Dopo essere apparso negli Stati Uniti nel 2008 ha fatto la sua comparsa  in Spagna  e nel 2009 le prime denuncie di avvistamento in Toscana  e recentemente segnalato in tutte le valli del  Trentino ove trova  abbondanza del suoi ospiti: i piccoli frutti.  I danni vengono causati dalle larve che mangiano la polpa oltre che di more e lamponi  anche di fragole, ciliegie, albicocco susino ma anche pesco e alcune varietà di vite. Visto la velocità di diffusione sembra difficile la sua eradicazione e al momento diventa difficile anche la lotta in particolare  con agenti di biocontrollo visto che si conosce poco di questo insetto.  I centri di fitoiatria del Trentino hanno cominciato ad allevare in laboratorio  il piccolo moscerino con la speranza di trovare i punti deboli della sua riproduzione e intervenire con lotta adeguata, possibilmente ecocompatibile per tenere “buono” il mangiatore di frutta. Sicuramente la preparazioni dei nostri entomologi ci permettera di far fronte anche a questo parassita ma resta la preoccupazione per le continue invasioni di popolazioni esotiche sia vegetali che creano sempre più anomalie negli ecosistemi: il mercato globale pare che non ha confini neanche per gli insetti.

Feb

7

By potatore

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Acqua in bottiglia quanto mi costi!!!!

acqua rubinetto

Ben l’87% degli italiani, invece di consumare l’ottima e controllatissima acqua di rubinetto, consumano acqua in bottiglia, per un totale di 11200 milioni di litri all’anno, cioè, oltre 190 litri a testa (mezza bottiglietta al giorno).
Quello delle acque minerali, è un mercato molto remunerativo. Il costo medio di una bottiglia da 1 litro e mezzo risulta essere di 40 centesimi contro i 70 centesimi al metro cubo, ad esempio, dell’acquedotto di Milano .

Buona parte del successo delle acque minerali è dovuto alla sempre maggiore pressione pubblicitaria e all’utilizzo di testimonial d’eccezione, come Miss Italia, Del Piero, la nazionale di calcio,… A dimostrazione di questo basti pensare all’investimento pubblicitario (netto), che nel 1990 era 31 milioni di euro con un consumo pro capite di 110 litri, mentre, 15 anni dopo, gli investimenti sono quadruplicati ed il consumo quasi raddoppiato.

Negli ultimi 15 anni, il consumo di acque minerali in bottiglie di plastica è aumentato fino al 65%. Gli imballi di plastica immessi sul mercato ammontano a 2200000 tonnellate, di cui circa 400000 tonnellate sono contenitori in PET.
Per produrre 1 kg di PET, sono necessari poco meno di 2 chili di petrolio e 17 litri di acqua, mentre, la lavorazione rilascia nell’atmosfera 2,3 chili di anidride carbonica, 40 grammi di idrocarburi, 25 grammi di ossidi di zolfo e 18 grammi di monossido di carbonio.
Il sistema riesce a riciclare soltanto il 34% dei contenitori PET immessi al consumo. A questo va aggiunto anche l’inquinamento dovuto al trasporto delle acque in bottiglia, che, a differenza di quella di rubinetto, vengono trasportate per larghissima parte su strada (solo per il 18% su rotaia).
Un camion consuma mediamente di 1 litro di gasolio ogni 4 chilometri. Se prendiamo, ad esempio, la famosa acqua della “bollicina” della pubblicità, scopriamo che la sede operativa è a Pratella in Provincia di Caserta. Quindi, seguendo il tragitto consigliato dalla Guida Michelin, risulta che percorre 180 km per arrivare a Roma, 400 km per arrivare a Firenze, 700 km per arrivare a Milano; il che equivale a dire che ogni camion consuma rispettivamente 45 litri di carburante per arrivare a Roma, 100 litri per arrivare a Firenze e 175 litri per arrivare a Milano.
Non solo nelle grandi città si fa largo uso di acqua in bottiglia ma anche in una regione come il Trentino, dove la qualità dell’acqua è ottima. Infatti, nonostante il sia il dato più basso in Italia, i consumatori di acqua in bottiglia sono, comunque, il 72,1% !
Questo mi fa riflettere, visto che molte delle marche che entrano negli scafali dei nostri supermercati provengono da questa regione, e, visto che l’acqua di rubinetto di Trento, in una recente classifica nazionale, si è posta all’undicesimo posto per qualità e al secondo per sapore.
Sulla base di una ricerca condotta da Legambiente risulterebbe che solamente 2 italiani su dieci saprebbero distinguere il sapore dell’acqua minerale in bottiglia da quella di rubinetto.
Dopo quanto riportato e dati i costi assai maggiori dell’acqua in bottiglia rispetto a quella di rubinetto, siete ancora convinti che l’acqua in bottiglia sia la migliore?

Set

12

By potatore

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La scuola e i dialetti locali

postato da Daniel Bernini


Qualcuno di recente ha lanciato la proposta di poter approfondire in classe il dialetto locale e di non affidare l’insegnamento al prof. che non lo conosca. E si è scatenato il putiferio. Da un lato le posizioni leghiste, per le quali è doveroso che sia proprio la scuola a dare spazio alla cultura locale, con la riscoperta delle tradizioni, delle lingue, degli usi e costumi di una data regione. Non solo: se arriva un prof. da fuori, egli deve dimostrare di conoscere la realtà in cui va a lavorare anche imparandone la lingua. Dall’altra tutti coloro che invece vogliono la scuola trasversale a tutto il Paese, col medesimo insegnamento dal Trentino alla Sicilia. Ognuna delle due posizioni ha i suoi torti e le sue ragioni. Se è vero che non vi è nulla di male nell’insegnamento generale, gettando ogni tanto l’occhio sulla realtà locale, è vero anche che non ha senso inserire in una scuola dei docenti solo in base alla loro conoscenza del luogo. Molto meglio scegliere in base alla preparazione culturale, alla capacità di trasmettere le nozioni, alla sensibilità e all’apertura mentale grazie ai quali possano diventare un riferimento positivo per i ragazzi. Perciò ben venga l’approfondimento e lo studio del luogo dove si vive ma soprattutto ben vengano insegnanti preparati, indipendentemente da dove arrivano.