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By potatore

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Potatura….da esperti!!

Potatura: non si parla mai a sufficienza, specialmente in questo periodo in cui è già iniziata la potatura primaverile è, che vede, i giardinieri  e quanti si cimentano  per hobby a questa pratica, alle prese con i mille problemi. Molti sono gli interrogativi che questa attività fa sorgere in coloro i quali si dilettano di giardinaggio: domande alle quali non sempre possibile trovare risposte immediate ed esaurienti. Nostro nostro compito sarà quello di dare indicazioni ai meno esperti in modo che procedano correttamente ad alcuni interventi di una certa importanza per la crescita e mantenimento delle piante trattate. Parlando di potatura, cominciamo a considerare l’aspetto dello sfoltimento di piante di medio sviluppo che, dopo alcuni anni, tendono ad infittirsi e pertanto vanno alleggeriti della chioma in eccesso. Il primo intervento è quello di eliminare da queste piante  tutti i rami che si mostrano deboli o secchi a causa di eventi naturali legate all’andamento meteorologico o semplicemente perché colpiti da problemi relativi alla circolazione della linfa. Si passa quindi alla soppressione di rami paralleli al tronco principale e che tendono a contrastare lo sviluppo centrale della pianta, avendo cura sempre di utilizzare forbici e lame ben affilate. L’attenzione va, quindi posta, a tutti quei rami che si sfregano l’un l’altro è di una certa consistenza. Vanno inoltre asportate  tutti i ricacci lungo il tronco principale fino all’altezza in cui si dipartono le branche principali, di solito  quattro-cinque, o leggermente sopra. In ogni caso è importante che i ricacci debbono essere sempre soppressi, meno che non si debba sostituire una branca mancante o danneggiata. I ricacci sviluppati è alla base del tronco vengono  chiamati polloni e alcuni di questi possono essere  utilizzati come materiale di propagazione per la loro capacità di emettere facilmente radici. Meli da fiore, tigli , ulivi hanno la facile tendenza dei emettere un folto numero di polloni che tendono a togliere preziosa linfa al fusto principale e pertanto vanno prontamente eliminati. Quando si interviene tempestivamente questi possono facilmente essere eliminate strappandoli, tuttavia talvolta è necessario intervenire con le forbici tra l’altro occorre smuovere il terreno sottostante per arrivare alla base dell’asta degli stessi. Altro accorgimento peri rami, di una certa dimensione, è quello di accorciarli inizialmente fino 30- 40 centimetri e il moncone rimasto eliminarlo  tagliando  inizialmente dal basso verso l’alto di alcuni centimetri e successivamente al contrario fino al completo distacco il modo di evitare pericolosi scortecciamenti. Il taglio deve risultare netto e liscio e, se è il caso va ripassato con un coltello in modo di favorire l’azione cicatrizzante della stessa pianta. Infine, ricordarsi di sterilizzare gli attrezzi al fine di evitare la facile trasmissione di malattie tra cui quelle virali. La semplice immersione in alcol e il successivo  passaggio alla fiamma è più che sufficiente per impedire la trasmissione di batteri.

Dic

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By potatore

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Bonsai: ci vuole pazienza!!

di Matteo Caliendo
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Come  già ricordato nell’articolo precedente,  l’ideale per in iniziare è senz’altro una specie autoctona come per esempio un abete rosso (non molto semplice da trasformare ma molto resistente) oppure un ligustro…Personalmente per iniziare ad avvicinarsi a quest’affascinante hobby sceglierei una latifoglie con foglie già per natura di taglia piccola (per evitare rischiose e continue defogliazioni che per un principiante potrebbero risultare difficoltose).  Il fatto di scegliere specie autoctone e latifoglie sta nella considerazione che le latifoglie sono facili da potare, e laddove si commettesse un errore di taglio, la pianta risponde prontamente (rispetto ad una conifera) nel rimpiazzare il ramo stesso.  Secondariamente la crescita più rapida soddisferà senz’altro il frettoloso neofita che dovrebbe essere il più paziente possibile; ricordo che gli errori sono molto spesso e per la maggior parte dei casi frutto di impazienza. Una pianta autoctona inoltre non necessita di continui e critici spostamenti dall’interno all’esterno, cambiamenti che devono essere effettuati gradualmente e seguiti da potature delicatissime e talvolta radicali che potrebbero spiazzare e demotivare chi si avvicina a tale arte. Riassumendo chi vuole avvicinarsi all’hobby (se così accidentalmente lo si può definire) si armi prima di tutto di una buona guida semplice e soprattutto illustrata utile principalmente nella scelta della pianta da destinarsi allo scopo (che non dovrà presentare rami a gomito, biforcazioni del fusto, numerosi rami su palchi orizzontali  per quanto riguarda la parte epigea; da non sottovalutare neppure l’ipogea –radici- che non dovranno essere di forme armoniche, poco intrecciate o con un fittone poco  pronunciato…). La scelta (come rammendato nel corso del testo più volte) di specie autoctone ancor meglio se prelevate in tenera età in natura; meglio le latifoglie con foglie per predisposizione molto piccole, optare per una scelta effettuata nella stagione primaverile o autunnale cosicchè la pianta possa essere lavorata da subito; scegliere come primi “stili” i più naturali come un eretto casuale o se si vuole “osare” maggiormente anche un eretto formale. “Armarsi di pazienza prima di iniziare a tagliare “alla cieca” sarebbe meglio farsi almeno mentalmente uno schizzo od un’idea della pianta ad opera se così si può dire ultimata; scegliere il lato da cui la pianta andrà osservata (il lato in cui non dovranno crescere rami verso l’osservatore), non avere eccessiva premura nel trapiantare il pre-bonsai nel vaso predisposto ma lasciarlo nel vaso di coltura abbassando progressivamente il “pane” di radici eliminando parzialmente il fittone (se la pianta non dispone di radici fascicolate) ed infine ricordare che il bonsai non va considerata come un’opera ultimata, in quest’arte anche la più piccola foglia ha il suo scopo(…)  Per qualsiasi parere od intervento sono a disposizione ed eventualmente -avendo una discreta quantità di libri sull’argomento- sarò disposto a fornire materiale utile.  Non va dimenticato che come in tutto l’esperienza e la pazienza ancora una volta sono i migliori “suggeritori” per avere risultati più che soddisfacenti nella maggioranza dei campi;  il bonsai non fa eccezione. “