Lug

31

By potatore

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Alimenti per il bestiame: l’avena

 

Classe: Monocotyledones             
Ordine: Glumiflorae
Famiglia: Graminaceae
Genere: Avena
Specie: sativa L.

Su scala mondiale vengono prodotte circa 20 milioni di tonnellate di granella da una superficie in continua diminuzione di circa 10 milioni di ha. In Italia è soprattutto diffusa nelle regioni meridionali. La diminuzione dell’avena è causata da: la diminuzione degli allevamenti equini, alla minor produttività dell’avena in UF rispetto all’orzo ed ai limiti d’impiego dell’avena nei mangimi bilanciati.

Generalità botaniche:

Il frutto è una cariosside vestita, oblunga, con solco longitudinale e peluria diffusa. Viene impiegata nell’alimentazione del bestiame. Il peso di 1000 semi si aggira tra i 20 e 45 g. Il peso ettolitrico è pari a circa 40-60 kg. Le rese variano da 2 a 5 t/ha. Possiede un valore nutritivo pari a 80-90 UF.

Modalità di stoccaggio:

La conservazione viene effettuata a temperatura ambiente, all’interno di silos refrigerati oppure, posizionata a terra all’interno di magazzini con scanalature nel pavimento per permettere un raffreddamento con l’ aria e mantenere inalterate le caratteristiche chimico-fisiche ed organolettiche. L’avena viene poi confezionata solitamente in sacchi da 25-40 kg.

Alimentazione:

Composizione chimica della cariosside

Umidità

10-12%

Carboidrati

56-58%

Proteina grezza

11-13%

Lipidi

4.2-4.6%

Fibra

12-12.8%

Ceneri

3.2-3.6%

L’avena è un cereale comunemente impiegato nell’alimentazione del cavallo, sia come costituente singolo della razione, sia in miscela con altri cereali, sia all’interno di mangimi industriali, dove spesso occupa un’alta percentuale. Viene somministrata dopo essere stata bagnata per limitare la poderosità e ammorbidire il seme. Viene anche utilizzata per l’alimentazione di ovini e suini; anche per i bovini destinati all’ingrasso ma solo in seguito a macinazione. Di maggiore appetibilità risulta il seme schiacciato, il fiocco d’avena, con un valore nutritivo di circa 115 UF ed una percentuale proteica maggiore. Un cavallo del peso di 4-5 q ha bisogno giornalmente di circa 4-5 Kg di avena da dividersi in due somministrazioni.L’avena contiene un’ elevata percentuale di carboidrati, proteine ed un buon contenuto di vitamina B, vitamina A e fosforo. Inoltre le glumette contengono una sostanza, l’avenina, che stimola il sistema neuromuscolare.

Per quanto riguarda le sue funzioni è importante sottolineare che:

– E’ utile per la forza (equini a uso sportivo)
– Fortifica i tendini (equini a uso sportivo)
– Arresta la diarrea
– Stimola la traspirazione
Questo cereale è considerato ottimo per le proprietà stimolanti del tono muscolare, ma un eccesso può provocare fenomeni di acidosi.

Giu

8

By potatore

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Il made in Italy ….è sicuro!!

posted cerere

Mucca pazza, febbre aviaria, febbre suina, maiali e uova alla diossina l’elenco delle emergenze alimentari non ha sosta e non appena la notizia passa ai giornali succede l’irreparabile: crollo dei consumi. Questo si ripercuote immediatamente sui produttori che nel giro di pochi mesi si trovano le stalle piene di animali invenduti e costretti a macerare tonnellate di frutta e verdura che hanno il solo torno di trovarsi nel bel mezzo di una campagna di “diritto di informazione” che nella realtà si traduce nel evitare il consumo in successione di carne bovini, di quella aviaria e quindi di carne suina e via di questo passo. Effetti devastanti sugli agricoltori e sugli allevatori che si vedono sfumare anni di lavoro faticoso con una legislazione , quella italiana, molto severa in fatto di controlli sui prodotti agricoli. Quanti casi di mucca pazza in Italia? Quanti di aviaria? quanti di febbre suina? Resta da porsi la domanda sul perché i consumatori italiani si lasciano, così facilmente, scoraggiare dagli allarmismi europei e  mondiali quanto hanno piena e ripetuta certezza che la filiera dei prodotti agricoli Italia, dà garanzie di qualità dei prodotti consumati. Sì, è proprio così, i prodotti agricoli italiani sono dal punto di vista qualitativo sicuri e  certificati e allora perché non continuare a consumare carne, frutta e ortaggi italiani?  Perché mortificare gli sforzi e l’esperienza delle nostre produzioni agricole? Perché non accertarsi, nell’acquisto del prodotto che sia “Made in Italy” e tranquillamente gustarsi il piacere del prodotto fresco e genuino e meglio se a “km 0”. Mistero dei consumi e forse della corretta o insufficiente informazione. Per intanto segnaliamo i nuovi aiuti Europei a causa della crisi del comparto agricolo che lasceranno qualche goccia di rinfresco su una agricoltura fin troppo “arida”.

Mag

10

By potatore

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La febbre suina sta passando?

Finalmente i suini sono passati a notizia di seconda pagina e speriamo presto anche in terza. Come da noi previsto in tempi non sospetti  ( vedi articoli “chi ha paura dei maiali” ancora maiale a cena”) l’elevato clamore che  si è dato alla notizia non ha fatto che creare inutile panico e il crollo o quantomeno la notevole riduzione dei consumi di carne suina come già accaduto ai bovini nella “stagione di mucca pazza” o nella aviaria. L’allarmismo percepito e fatto circolare in Italia eè del tutto infondato visto che i nostri allevamenti sono con un grado di controllo da parte delle autorità veterinarie di ottima elevatura e le eccezioni  quà è la rilevate sul territorio nazionale sono del tutto marginale. Vigilare è sempre un fenomeno positivo, gridare in continuazione “al lupo al lupo” può provocare assuefazione, mangiare carne suina è positivo e aiuta anche il portafoglio.