Feb

22

By potatore

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A lezione di stili

di Matteo Caliendo

stile eretto casuale

“In questo articolo ci occuperemo di due  diversi stili presenti nell’arte del bonsai così anche il principiante che si avvicina all’hobby può districarsi, riconoscere e avere un’idea sul bonsai che vorrà realizzare o che solo, aimè, vuole  acquistare. Ci proponiamo di ritornare sull’argomento nelle prossime settimane per passare al vaglio altri stili.  Il bonsai si predilige filosoficamente la creazione di un albero, un vero e proprio albero in miniatura che acquisisca a tutti gli effetti le caratteristiche di un albero cresciuto e soprattutto plasmato dalla natura ed è proprio a questo punto che si caratterizzano i diversi stili che tratteremo. Eviterò nomi in giapponese che complicherebbero solo la lettura. Lo stile più diffuso e più facile da realizzare è l’”eretto casuale”, in cui la forma del tronco è meno “canonica” e riproduce o dovrebbe riprodurre fedelmente un albero cresciuto in natura. (seppur rispettando le tecniche che quest’arte impone ). Lo stile precedente è da contrapporsi all’eretto formale in cui si deduce già dal nome che il tronco ed i rami presenteranno un andamento più sinuoso e nel contempo scandito. È il tipico stile in cui traspare il vigore e la robustezza della pianta (tipico solitamente delle conifere). Il primo ramo sorgerà a destra o a sinistra a circa 1/3 dell’altezza totale, il successivo ad un 1/3 dello spazio che intercorre tra il ramo in questione e l’apice; brevemente al fine di non confondere, i rami si presentano opposti e sinuosi, attenzione però a non trascurare il fatto che non si possono trovare rami sullo stesso palco e che è necessario che i rami più lunghi si trovino in basso al fine di non creare disarmonici e non voluti effetti. La pazienza non può essere comprata e pertanto è la condizione primaria necessaria per scolgere un buon lavoro.