Apr

10

By potatore

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ll riciclaggio delle batterie

michele ciarlo

Ogni anno in Italia si utilizzano circa 600 milioni di batterie. Il riutilizzo e il riciclaggio delle batterie è concentrato soprattutto nell’industria automobilistica, mentre tutte le altre piccole batterie, insieme ai loro cocktail di sostanze tossiche, come il mercurio, il nickel e il cadmio, sono gettati nella spazzatura indifferenziata e finiscono in discarica. Grazie ad una direttiva dell’Unione europea, si realizzeranno dei regolamenti che legifereranno finalmente sui rifiuti pericolosi per cercare di fermare l’inquinamento dovuto alle sostanze pericolose nel suolo e nei corsi d’acqua. I costruttori, in futuro saranno responsabili dalla raccolta delle pile al trattamento e riciclaggio. L’obiettivo è quello di raccogliere il 25% delle pile portatili, comprese quelle ricaricabili dei computer, entro il 2012, passando al 45% entro il 2016 (Secondo i dati del 2002, ben 75.155 tonnellate di batterie vengono buttate ogni anno). La nuova direttiva mira ad evitare lo smaltimento delle pile nell’ambiente migliorando i sistemi di raccolta e di riciclaggio. Essa prevede inoltre delle limitazioni all’uso di determinati metalli pesanti. Tra le modifiche introdotte:
• disposizioni che disciplinano la raccolta o il ritiro di tutti i tipi di pile e che fissano obiettivi a livello nazionale relativi alla raccolta delle pile portatili. Esse impongono la raccolta di almeno il 25% delle pile portatili utilizzate annualmente in ogni Stato membro entro il 2012, percentuale che passerà al 45% entro il 2016;
• obbligo di riciclare tutte le pile raccolte (con le eventuali deroghe per le pile portatili pericolose);
• limitazioni all’uso del mercurio in tutte le pile e all’uso del cadmio nelle pile portatili;
• divieto di smaltimento in discarica o mediante incenerimento delle pile industriali o delle batterie per autoveicoli;
• requisito che i processi di riciclaggio per i diversi tipi di pile debbano soddisfare determinati livelli di efficienza;
• obbligo, in conformità al principio della responsabilità del produttore, per i produttori di pile di finanziare i costi della raccolta, del trattamento e del riciclaggio delle pile usate.

Lug

11

By potatore

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Differenziata automatizzata

di ma.ga

Riusciremo a migliorare la raccolta per tipologia dei rifiuti,fino al 90 per cento:è solo un sogno? Un progetto già brevettato sarà invece realtà. L’ingegnere europeo Gianfranco Cioni ha studiato un metodo per risolvere il problema dell’immondizia, riducendone il volume e incrementando riciclo e raccolta differenziata. Il risultato è un sistema per lo smaltimento differenziato ed automatizzato dei rifiuti solidi urbani, per edifici esistenti ed in fase di progettazione. Brevettato come invenzione industriale presso il ministero delle Attività Produttive, il progetto prevede la riduzione in granuli di ogni materiale da smaltire. Sottoforma di particelle, i rifiuti, spinti dall’ aria attraverso un’unica canalizzazione,verrebbero trasportati in una condotta di smaltimento cittadina, simile alla rete fognaria, fino alle stazioni deputate alla raccolta. Qui sarebbero divisi a seconda del proprio peso specifico. Un progetto ambizioso che potrebbe portare al 100 per cento della differenziazione e del riciclo dei materiali di scarto prodotti a casa e nei luoghi pubblici. Ecco come: ogni nuova abitazione dovrebbe essere dotato di un “vano rifiuti”con 6 contenitori, uno per tipologia di sostanza:carta, vetro, plastica, metalli, rifiuti organici e rifiuti vari. All’ingresso del vano, un sensore riconosce la composizione chimica dell’oggetto da buttare e apre il contenitore corrispondente, dove un altro sensore verifica che non sono stati commessi errori. Anche se, 6 tubi, conducono i rifiuti divisi per materia, a fine fabbricato: qui vengono compattati e triturati, per ridurre il loro ingombro. In questo modo nei centri di raccolta arrivano solo i materiali puri pronti per essere riciclati e solo i rifiuti vari 10 per cento finirebbero in discarica.
Nonostante ho qualche dubbio sul fatto che si diffonda questo metodo o per lo meno sulla velocità di diffusione penso che sarebbe un bene visto i vantaggi che ne derivano per l’ambiente e di conseguenza per l’uomo.