Mag

21

By potatore

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Creazione di shoin da semi di acero

Flavio  Amici Del Bonsai Val Seriana

Volevo mostrarvi alcuni scatti di un’esperienza che sto portando avanti da qualche anno. Riguarda la creazione di piccoli shoin di acero palmato partendo da semi. E molto interessante e nello stesso tempo piacevole portare avanti questi piccoli alberelli, oltre alla tecnica corretta la pazienza è la cosa fondamentale. Sono sicuro che una volta visti i risultati crescerà in voi la delusione per non aver piantato altri semi precedentemente. Ora lasciamo da parte le chiacchere e guardiamo le immagini.

Questi sono semi di acero di 3 anni. Anni addietro leggendo un articolo su Bonsai&News ho provato a mettere in pratica il sistema che i maestri giapponesi utilizzano per creare ottimi nebari e ottenere internodi corti già dal primo anno di crescita. Ora non ricordo il numero della rivista ma vi assicuro che è molto interessante e ben spiegato, praticamente già alla nascita delle prime due foglioline viene tolto dalla terra il germoglio e si applica il taglio del fittone con una lametta da barba. Un consiglio piantate diversi semi perchè dopo questo intervento non tutte le piantine vegeteranno.

 

Anno 2009 queste sono le piantine di cui voglio mostrarvi le foto, sei anni sono passati dalla semina. Ne ho piantati cinque per vaso, infatti fin dall’inizio l’idea era di creare dei piccoli boschetti shoin.

2010 dopo il rinvaso, un boschetto l’ho impostato in un vasetto tradizionale, con l’altro come vedrete, ho creato un piccolo paesaggio.

2014 altri quattro anni di paziente lavoro sono passati tra rinvasi, potature e avvolgimenti. Direi non male! Undici anni di coltivazione per arrivare a questo risultato. La strada è ancora lunga ma già si può esporre come pianta di compagnia.

 

Ott

13

By potatore

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Orto: quanto mi costi !!

A meno che non si disponga di un discreto appezzamento di terreno e non si abbia a disposizione molto tempo risulta sicuramente difficile risparmiare sul bilancio familiare con le colture dell’orto. Il costo dei semi, dei fertilizzanti o degli antiparassitari consumano ben presto ogni margine di guadagno. Anche se questa prima osservazione può sembrare scoraggiante in pratica corrisponde alla realtà ma a sostegno delle motivazioni positive c’è da annoverare la qualità e la soddisfazione che se ne ricava dalla coltivazione anche di un piccolo orto. Inoltre la frutta e verdura presenti nei negozi pur presentando un aspetto qualitativo superiore riferito alla grossezza dei frutti o alla assoluta mancanza di abrasioni o necrosi dovute a malattie o ad errori di concimazioni non sono migliori in termine di sapore, freschezza e valore nutritivo di quelli del proprio orto. Nonostante che il sistema di trasporto dei prodotti agricoli sia molto veloce bisogna sempre considerare il tempo occorrente per la lavorazione o il confezionamento e pertanto tali prodotti non possono competere con la freschezza degli ortaggi appena raccolti nel proprio orto e portati in tavola. Questa regola è valida soprattutto per gli ortaggi da foglia come lattuga e spinaci in cui la freschezza è sicuramente determinante per la qualità del prodotto e per il mantenimento delle proprietà organolettiche e vitaminiche. Se pertanto non si dispone di molto spazio su cui far ruotare diverse colture è consigliabile concentrarsi sulle colture da consumo fresco e da foglia tipo insalata, valerianella e spinaci rifornirsi in negozio per quei prodotti tipo patate, carote, che oltre ad essere notevolmente economiche sono di più facile conservazione. Da evitare, infine, la coltivazione di cavoli, cavolfiori i quali richiedono decisamente più spazio e impiegano molto tempo per la completa maturazione.