Ott

13

By Il Potatore

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Ad ognuno il suo posto

Per favorire una crescita rigogliosa sono necessari clima e ambiente giusti. Qualsiasi ambiente o angolo, sia della casa che dell’ufficio può essere valorizzato sistemando opportunamente delle piante le quali con i loro colori rendono gli ambienti più ospital e confortevoli generando un piacevole sensazione rilassante. Il più delle volte però, nella scelta delle stesse non si tiene conto delle particolari condizioni climatiche e ambientali che le varie specie richiedono ma la scelta cade come si ci si trovasse di fronte a un pezzo d’arredamento considerando la colorazione delle foglie, la voluminosità della piante o ancora la bellezza della ciotola e solo poche volte si tiene conto delle reali esigenze della piante e dell’ambiente doveva bisogna collocarla. Per l’esatta sistemazione della piante in casa, bisogna tener conto di due fattori importanti che sono la luce e la temperatura. In effetti tale collocazione non dovrebbe essere difficile in quanto nella costruzione delle case sì che con i soliti collocare la camera da letto e nord mentre soggiorno, salotto e studio sono in genere le camere con l’esposizione alla luce migliore e quindi tra le più calde. In vista di queste considerazioni in questi ultimi ambienti , durante i periodi estivo vanno preferibilmente collocate Impatiens, Sanseveria, Euphorbia e le piante grasse però, se al caldo viene associata poca luminosità, sono da preferire piante come Maranta, e la Calathea, alcune varietà di ficus. Richiedono decisamente locale ombreggiato ma caldo il filodendron, comunissimo nelle abitazioni per le buone caratteristiche di resistenza e per il suo portamento a liana, il cissus e l’Hasparagus i quali nelle sale spaziose possono esser utilizzati per fare da separè tra una zona e l’altra. Il filodendron per le caratteristiche già citate, si adatterà bene in un ambiente particolare come il bagno, soggetto a frequenti sbalzi di temperatura con umidità e calore a tratti molto elevati e la cucina la quale presenta condizioni analoghe a bagno a causa del calore intenso sprigionato dalla cottura delle pietanze e spesso si passa al freddo immediato quando si aprono le finestre per eliminare cattivi odori; in questo caso è possibile unire l’utile al dilettevole posizionando nei vari angoli varie piante aromatiche oppure, qualora il locale fosse colori locale fosse abbastanza numeroso, si è venderanno molto bene anche ficus ed euforbia. Infine per la camera da letto dove generalmente si hanno condizione di poca luminosità e quindi di freschezza sono da preferire le felci bisogna convivere con armonia e sfatare la regola per cui nelle negli ambienti dove si riposa vanno allontanate le piante,  fermo restando che non si tratta di una vera e propria foresta.

Giu

18

By potatore

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Propagazione per talea

Il periodo estivo è ideale per la propagazione delle piante per talea. La riproduzione per talea è uno dei più diffusi metodi di propagazione delle piante insieme all’innesto e alla moltiplica­zione con bulbi, rizomi e tuberi. Le piantine ottenute da talea e provenienti dalla stessa pianta madre  vengono chiamati cloni. Hanno il vantaggio di  possedere caratteristiche identiche alla pianta madre da cui provengono  e pertanto eventualmente i stessi  pregi come colorazione, forma, resistenza alle malattie che con la propagazione per seme il più delle volte vengono perse a seguito della impollinazione incro­ciata che normalmente caratterizza la riproduzione per seme. Questo sistema permette inoltre di  ottenere velocemente piante e abbreviare quindi le fasi di crescita e di fioritura. Si possono propagare piantine di Pothos, Syngonium, papiro, ecc. semplicemente staccando una piccola porzione di ramo con un coltellino  affilato. La lunghezza e le porzioni vegetative  uti­lizzate sono diverse a seconda della specie. Si utilizzano  talee di  foglie  per la Begonia rex, Kalanchoe, Sanseveria;  germogli erbacei  per la Dieffembachia, Impatiens,  garofano e  geranio. Segmenti  di stelo con 1-2 gemme  per il Pothos, Syngonium,  Cro­ton. Dopo il taglio è possibile interrare gli steli recisi in  un vaso contenente torba e sabbia in rapporto di 1:1 oppure e possi­bile  far radicare le talee in vasetti di vetro contenente acqua. In questo modo si possono osservare lo sviluppo del nuovo appa­rato radicale. Per il Pothos, Philodendron e similari la  radica­zione risulta più semplice di altre specie, anche per il vantag­gio di possedere radici aeree in ogni caso per la maggior parte delle specie va dai 30 ai 40 giorni. Per il papiro  invece  per ottenere una pronta radicazione è opportuno immergere nell’acqua lo stelo capovolto con l’ombrella all’ingiù. In  entrambi i casi una volta sviluppatesi le radici, dopo 3-4 settimane circa, con cautela, trasferirle in vasi con del  buon  terriccio oppure continuare la coltivazione in idrocoltura. Nel primo caso le piantine vanno ambientate gradual­mente prima di trasferirle in ambiente diverso; se invece si opta per l’idrocoltura le piantine vanno tenute in ambiente con buon ricambio di aria per permettere l’ossigenazione dell’acqua che va tenuta sempre allo stesso  livello. Consigliabile aggiungere all’acqua dei preparati commerciali a base di resina a scambio cationico  facilmente  reperibili  nei  negozi  specializzati  in articoli per piante. Sia che si usa l’idrocoltura sia la radicazione in terriccio le piantine non devono essere esposte al sole ma in ambiente a luce diffusa e temperature all’incirca di 18-20 gradi. Temperature troppo elevate favoriscono lo sviluppo della parte aerea a scapi­to della emissione delle radici. Se si utilizza il terriccio si possono trattare le talee all’atto dell’inserimento con degli ormoni radicanti oppure con del letame fresco  dilui­to. Sulle talee, inoltre, va spesso nebulizzata acqua per evitare l’eccessiva disidratazione.

Set

30

By potatore

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Purificazione dell'aria

Le piante d’appartamento per quanto sensibili al sole e al freddo, sono utili perché resistono molto bene al fumo di sigaretta, ai gas delle auto, dei mobili e detersivi.  Si parla di sindrome dell’edificio malato: disturbi come bruciore agli occhi, cefalea, sinusite e sonnolenza, citandone solo alcuni, che colpiscono chi sta troppo chiuso in ambienti chiusi.  Lo scienziato Bill Wolverton ha dimostrato che le piante diminuiscono la concentrazione nociva. I veleni costituiti da molecole di idrogeno, carbonio e ossigeno penetrano nei vegetali dagli stomi e in parte formano zuccheri, lipidi e acidi organici, e in parte vanno nelle radici dove sono poi trasformati da batteri aerobici sempre in zuccheri, lipidi e acidi organici. I due rimedi contro la sindrome dell’edificio malato sono aprire le finestre e puntare sul verde.
E’ dimostrato che nei luoghi ventilati automaticamente l’aria è 100 volte più inquinata. Alcuni inquinanti sono: la formaldeide, proveniente da prodotti per l’incollaggio, spray, e vernici;
composti organici semivolatili  (Svoc) come CO2 , monossido di carbonio, biossido d’azoto e di zolfo provenienti da processi di combustione; e composti organici volatili (Voc) come cilene, toluene e benzene provenienti da solventi, vernici e  detersivi.
Lo scienziato Bill Wolverton ha individuato le 50 piante più adatte contro questo inquinamento.
Per esempio la Nephrolensis exaltata assorbe formaldeide, xilene e benzene; oppure le dracene divorano tutti i gas; l’aloe riduce la formaldeide e i Voc ridotti anche da banano nano e cactus colonnare; i Svoc sono ridotti dal ficus come pure dalla peperomia e dalla sansevieria.