Mag

29

By potatore

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La regina dei fiori

La rosa è la regina dei fiori e il suo regno non è stato ancora scalzato da nessuna “repubblica” .  Il motivo ? svariate tonalità di colori dei suoi fiori,  fiori profumatissimi, adattamento a diverse condizioni ambientali e pedologiche. Per ottenere delle belle rose non basta possedere un buon terreno, condizioni climatiche ottimali o una buona varietà ma occorrono soprattutto interventi di potatura regolari e ben eseguiti. L’epoca migliore per la potatura dei rosai è il periodo gennaio-febbraio ma può essere prolungato in quelle località in cui l’inverno tarda a lasciare il posto alla primavera. In genere le nuove varietà di rosa fioriscono sui rami prodotti nello stesso anno e quindi su legno nuovo mentre i rosai sarmentosi e rampicanti tendono a portare fiori sul legno dell’anno precedente. Nel primo gruppo a cui fanno parte gli ibridi di tea, di floribunda e i rosai a cespuglio lo scopo della potatura sarà quello di formare una struttura circolare rada al centro in modo di garantire una ottima esposizione ai raggi solari. Si procede asportando inizialmente tutti i rami morti, deperiti o colpite da forme parassitarie nella precedente stagione. Il ramo va reciso in una zona in cui il legno da garanzie di tessuti sani e vigorosi altrimenti la branca va asportata completamente. Allo stesso modo vanno eliminati tutti i rami deboli e sottili e quelli che si incrociano eliminando in questo caso ovviamente il più debole. Dopo questi primi interventi dovranno rimanere cinque-sei branche di un certo spessore che vanno raccorciate. Sul numero di branche principali o sulla natura dell’accorciamento delle stesse possono essere fatte diverse considerazioni che tengono conto di diversi fattori e che in misura rilevante vanno legate all’esperienza di potatura. In piante poco vigorose danneggiate eccessivamente da fattori ambientali il numero di branche principali può ridursi a due-tre e l’accorciamento delle stesse può avvenire dopo la prima o seconda gemma ; in piante vigorose, in ottimali condizioni ambientali e su certi tipi di rosai di notevole vigoria il numero di branche può aumentare vistosamente e l’accorciamento essere meno drastico ed effettuato dopo la quarta-quinta gemma. Una attenta osservazione sullo sviluppo e sulla produzione di fiori durante l’anno può in ogni caso dare ottime indicazioni sulle reali esigenze della pianta specialmente in tutti quei casi in cui il potatore è armato di buona volontà ma di scarsa esperienza. Per quanto riguarda invece i rosai rampicanti occorre eliminare i ramoscelli sfioriti, tutti i rami vecchi e improduttivi, quelli deboli e successivamente accorciare le ramificazioni principali evitando di toccare quelle dell’anno in quanto fioriranno l’annata successiva. Infine una regola valida per tutte le specie è quella di eliminare dopo la prima caduta di petali le rose sfiorite accorciandola al di sotto di due tre foglie ed evitare sempre la formazione di capsule di semi (cinorrodi) perché sottraggono eccessive energie alla pianta.

Mag

13

By potatore

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Era il tempo delle rose

“Era  il  tempo delle rose” citava una nota canzone  e si aveva  subito l’idea di trovarsi a  Maggio  unico periodo possibile in cui si poteva assistere alla splendida fioritu­ra di questi fiori. Ma tanti anni sono trascorsi da allora e tante altre canzone si sono occupate di un fiore intramonta­bile e in continua evoluzione botanica. Infatti  in  passato era la Rosa  Gallica  originaria del Centro-Europa  a caratterizzare la fioritura di questa specie e per il fatto che la stessa non era rifiorente limitava ad un periodo ristretto l’utilizzo e la commercializzazione di questa Rosacea. Con l’arrivo dall’oriente della Rosa  tea (Rosa  indica fragans) si è introdotta nelle  colture  indu­striali la caratteristica rifiorenza cioè la capacità di più fioriture in un anno che caratterizzano il mercato  attuale. Sono  appunto le rose cespugliose rifiorenti a fiore  grande ad  interessare il mercato e tra queste oltre la Rosa tea, l’ ibrida rifiorente e la pernetiana e i  loro ibridi  ad essere largamente usati nell’opera i selezione verso varietà che ne migliorano la sfumatura dei colori e le caratteristi­che di conservabilità dei fiori. L’interesse  invece manifestato per le specie a mazzetti e uniflore  a  fiore  piccolo sta nel fatto  che è possibile ottenere con queste un prodotto a basso prezzo e più  di massa.  L’aspetto  che i genetisti hanno molto curato  e  la floribundità della specie cioè la capacità di una produzione elevata di fiori vendibili e i brevetti di nuove varietà si sono  succeduti con la stessa rapidità con cui si  è accre­sciuto  negli  ultimi anni l’interesse dei  consumatori  che hanno  fatto  delle rose il fiore di  tutte  le  occasioni. All’occasione  si  regaleranno  rose  rosse  per  rendere esplicito  un  messaggio di amore ardente  ed  un manifesto segno d’attrazione, rose gialle quando la gelosia dell’amo­re tradito accomuna in n silenzio reciproco e rose  bianche in omaggio all’innocente fanciulla. Resta beninteso che  le rose rosse arrivate alla mamma per il suo compleanno possono anche  significare  perdono  per la brutta  pagella  che  il figlio ha portato a casa. Rosai, rampicanti, antiche, a mazzetti, rosse e rosa sono una  delle tante soluzioni per il giardino e sulla colloca­zione  non vi è mai il rischio di sbagliare vista l’estrema adattabilità  della  pianta e la capacità  di abbinarsi a qualsiasi contesto e contrasto di colori che il giardino più austero  può  presentare. Una buona concimazione e un  buon terreno sono ovviamente premessa per una fioritura  duratura ed  abbondante. Molta cura va invece posta per la potatura che deve tenere conto del portamento della pianta e delle caratteristiche. Vanno potate basse con tagli netti e  lisci le  specie da rosai ad aiuole mentre sfoltire e mantenere rami sempre giovani sarà la prerogativa da tener conto  per quelle rampicanti.