Set

3

By potatore

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Spettegoliamo?

di fe.pa

Il pettegolezzo è raccontare qualcosa di molto personale o di falso con lo scopo di mettersi in mostra o farsi due risate. I pettegoli non immaginano quanto possano far male “spettegolando” verso gli altri.
Martha Putallaz, una psicologa che si occupa dei pettegolezzi fra bambini, afferma che solo per il 7% del tempo tra gente comune si spettegola per far del male, per lo più spettegolare gli affari degli altri è solo un modo per creare un legame con il gruppo. La cosa vale anche per gli adulti, perché secondo recenti studi il pettegolezzo è un istinto primario che è presente in molte società del mondo.
Chi mette in giro storie di altre persone all’inizio pensa di essersi fatto molti amici, ma poi scopre di essere una persona di cui nessuno si fida. Sono anche state scoperte differenze sui pettegolezzi di maschi e femmine. Le ragazze per lo più spettegolano sui vestiti, sulla stanza, il nuovo fidanzato di un’amica; i ragazzi invece preferiscono spettegolare su caratteristiche fisiche, sui giochi posseduti, sulle capacità sportive, sulle debolezze e anche il nome o il cognome che considerano ridicolo diventa oggetto di pettegolezzo.
Il pettegolezzo porta a non fidarsi degli amici, e ci fa sentire un po’ soli, fa pensare a qualcuno di essere sbagliato nel suo essere e allora si allontana dagli amici. Fare un pettegolezzo ogni tanto non vuol certo dire che si è perfidi o stupidi; non esiste un gruppo o compagnia senza pettegolezzi, essi fanno parte della nostra vita e prima o poi tutti li facciamo e li subiamo, ma non dobbiamo mai esagerare con essi.
Uno dei modi più furbi di reagire ai pettegolezzi è…….. non farci caso!

Mag

10

By potatore

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L'arte del quieto vivere

Sollecitato dall’articolo “bulli e bulloni” mi appresto a scrivere quanto segue.              Dall’esperienza a vari titoli fino a questo momento raggiunta, o meglio, dall’osservazione costante di quello che mi vedo intorno noto che il problema dei bulli come molti altri problemi di cui la scuola soffre sono pressoché irrisolvibili, e dico questo senza nessun pessimismo congenito. Ho notato che gli organi preposti a risolverli con estrema cura fanno di tutto per evitarli, ridurli nasconderli con naturalezza, anzi con grande “savoir faire”. Vengo con un esempio pratico e molto reale noto a tutti. Immaginiamo di avere un bullo in una classe dopo varie note, trascrizioni e richiami di varia natura cosa di fatto è successo? Nulla: il ragazzo si vanterà scolasticamente di aver raggiunto 40-50 e oltre note e di essere primo nella classe per numero di “attenzioni”anche se il suo primato è in bilico perché i soliti emulatori cercano nella stessa classe di raggiungerlo. Nel frattempo quanti lavorano con serietà e si comportano correttamente vedono con dispiacere come in classe esistono due pesi e due o forse tre misure: il bullo arriva in ritardo, non prende appunti, risponde sempre in modo irrispettoso in definitiva fa quello che vuole e il docente di turno chiude due o tre occhi e alla fine della lezione esclama in cuor suo “per oggi è andata”. Al fesso alunno dal normale comportamento niente è permesso: deve prendere appunti, studiare, comportarsi bene ecc.ecc. Nel frattempo il bullo affina la sua “bravura” mette un paio di occhiali all’ultimo grido ed appariscenti ( frutto dell’ultima prestito) fa i suoi proseliti, fa provare le sue sigarette speciali, consiglia i suoi adepti sul comportamento da tenere con questo o quel insegnante ( a secondo del permissivismo o potere nella classe di questo. In definitiva in bullo si alimenta, si ingrassa si esalta.  Il consiglio di classe decide, propone in conclusione dopo varie discussioni decide di non decidere perchè le sue decisioni saranno contestate dal garante di turno che con motivazioni varie tipo: ma son ragazzi, ma sono ragazzate, ma chi non si è fatto una canna, anche io avevo sette in condotta, ma la famiglia non riesce a tenerlo a casa, ma noi abbiamo il compito di recuperali. Alla fine risulterà insomma che la colpa e del pirla ( affettuosamente) di docente che non è stato in grado di gestirlo… il come è tutto un programma. Giorno dopo giorno nell’aria si espande soave, aleggia una brezza nuova: l’arte del quieto vivere. Niente problemi, niente rogne, evitiamo gli eccessivi allarmismi, attenti a segnalare anomalie, problemi e quantaltro può fare finire una scuola sul giornale o in tv. Qua vogliono andarci solo le veline e tutti quelli che aspirano ad un successo facile. Figuriamoci se la scuola intitolata al famoso pedagogo“ Felice la Quiete” va a finire sul giornale per un episodio di droga o di bullismo. Le statistiche dicono che sono i minorenni sotto i quindici anni a utilizzare varie forme di droga più o meno leggere ma quante scuole hanno permesso ai cani della Guardia di Finanza di quantomeno farsi vedere come deterrente. Quante denunce dei Dirigenti scolastici per fatti di droga o bullismo? Gli alunni non hanno visto, i docenti devono star zitti, i dirigenti non hanno avuto nessuna notizia o sentore, i provveditore parla di provincia indenne o oasi felice, il Ministero sta provvedendo: l’esaltazione del quieto vivere!!