Mag

4

By potatore

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Sciopero, sciopero ed ancora sciopero….

Ci siamo già espressi sulla nostra posizione sulla scuola: è il momento di passare dalle parole allo sciopero! Non solo come docente ma in primis come genitore e profondo conoscitore della realtà scolastica mi preme domani partecipare alla giornata di protesta della scuola.

  • no ai super poteri del dirigente scolastico e a modelli di gestione autoritaria

  • subito un piano di assunzioni che assicuri la stabilità del lavoro per tutto il personale docente e ATA impiegato da anni precariamente;

  • organici adeguati al fabbisogno, per un’offerta formativa efficace e di qualità;

  • rinnovo del contratto scaduto da sette anni per una giusta valorizzazione del lavoro nella scuola;

  • no a incursioni per legge su materie soggette a disciplina contrattuale, come le retribuzioni e la mobilità del personale;

  • avvio di una politica di forte investimento su istruzione e formazione

La buona scuola esiste già e il governo non se n’è accorto mancano solo le aule, le palestre, le connessioni internet   e la carta igienica.  L e famiglie autotassandosi in stretto contatto con la classe docente continuano a sopperire a quanto di competenza statale mentre i vari governi ci mettono a disposizioni ministri che poco sanno della realtà scolastica….. Domani si sciopera con l’augurio che  da domani gli insegnanti abbiano una classe con un numero normale di alunni e che non cada niente in testa, una lavagna e un poco di carta … il resto spetterà al buon padre di famiglia e il docente è sempre stato …un buon padre di famiglia.

 

Nov

11

By potatore

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Gentilissimo prof.

 

 

Vorrei innanzitutto ringraziarla per lo spazio che mi vorrà concedere sul suo sito e spero che quanto mi accingo a scrivere possa interessare la discussione dei suoi alunni che vedo numerosi nei commenti e degli altri lettori con i quali spero di non  sembrare eccessivamente  noioso. Alcuni giorni orsono mi sono recato in un Ufficio del Registro per la cancellazione di un contratto d’affitto. Preso il biglietto multifunzioni mi accordo di essere in coda a ben 19 altri utenti. Dopo un’ora e mezza di attesa le discussioni  sentite all’interno sono state dalle più disparate. Mi ha colpito, tra questi, il ragionamento di un ultrasettantenne (intuisco) che giustamente lamentandosi dei tempi di attesa fa notare che alla sua età con viene non perdere tempo con lunghe code perchè la vita può essere breve. Autoironia  a parte il sig.re prosegue che “c’è qualcosa di strano in questo ufficio”.”Prego”. “Ebbene si” spiega che se è un Ufficio di Entrate Dirette significa che i soldi che entrano vanno direttamente all’erario e per dirla diversamente allo Stato Italiano. E allora:” perchè fare aspettare tanto chi ha voglia di pagare?” Mistero tutto italiano. Grazie per ospitalità.

Set

12

By potatore

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La scuola e i dialetti locali

postato da Daniel Bernini


Qualcuno di recente ha lanciato la proposta di poter approfondire in classe il dialetto locale e di non affidare l’insegnamento al prof. che non lo conosca. E si è scatenato il putiferio. Da un lato le posizioni leghiste, per le quali è doveroso che sia proprio la scuola a dare spazio alla cultura locale, con la riscoperta delle tradizioni, delle lingue, degli usi e costumi di una data regione. Non solo: se arriva un prof. da fuori, egli deve dimostrare di conoscere la realtà in cui va a lavorare anche imparandone la lingua. Dall’altra tutti coloro che invece vogliono la scuola trasversale a tutto il Paese, col medesimo insegnamento dal Trentino alla Sicilia. Ognuna delle due posizioni ha i suoi torti e le sue ragioni. Se è vero che non vi è nulla di male nell’insegnamento generale, gettando ogni tanto l’occhio sulla realtà locale, è vero anche che non ha senso inserire in una scuola dei docenti solo in base alla loro conoscenza del luogo. Molto meglio scegliere in base alla preparazione culturale, alla capacità di trasmettere le nozioni, alla sensibilità e all’apertura mentale grazie ai quali possano diventare un riferimento positivo per i ragazzi. Perciò ben venga l’approfondimento e lo studio del luogo dove si vive ma soprattutto ben vengano insegnanti preparati, indipendentemente da dove arrivano.

Feb

1

By potatore

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Professione Insegnante

Con grande divertimento seguo spesso l’interesse che i media, i ministri, i politici pongono nei confronti del corpo docente e faccio finta di meravigliarmi della fantasia di questi. Tralascio il continuo rimbalzo di notizie a proposito degli stipendi: poco, troppo, non fanno niente, solo diciotto ore; e ancora su esami di stato , trasferta, retribuzione media oraria e via dicendo… Tralascio perché è più interessante sapere delle qualità del corpo docenti e quindi anche mie: la fantasia qui si libera e a seconda del commentatore di turno: Fumati uno su due, su tre ecc. e se qualcuno nega: dicono tutti così. Prof. confessi qualche canna se le pur fatta. Frustrati e sovversivi: prof. non sia reticente quando arriva la busta paga si sente in colpa perché sa che non se la merita e poi dica la verità qualche molotov la lanciata sulle auto in soste. Non venga a dire che non ha istigato alla eversione e quei poveri ragazzi ancora tredicenni subito sulle barricata a fargli compagnia nelle “fumate” a lanciare sassi contro la polizia a richiedere il sei politico: maestrina torni al suo paese d’origine e non si faccia toccare il sedere dai nostri figli. Ecco che poi al momento delle elezioni probabilmente il nostro caro insegnante è anche un coglione tengo a sottolineare il probabilmente ma sicuramente se siculo o pachistano è anche manesco qualità che lo rende interessante dal punto di vista psicologico. Alle notevoli qualità prima esposte è da aggiungere per sottointeso alla abilità nel viaggiare da una sede di montagna all’altra, da una cattedra di Matematica e Fisica a una di informatica, da entomologia a agronomia, da topografia a laboratorio di chimica: che persone incostanti, non riescono a mantenere continuità nel lavoro per più di un anno. Lo scrivente si diverte a far notare come i suoi figli alle scuole medie non hanno avuto per due anni di fila, a scuola, lo stesso insegnate, a casa sì per fortuna perché quell’acida, occhialuta e vecchia signora, frustrata, sovversiva sicuramente c… ( al femminile) che si è fatta toccare il sedere dalle medie al superiore e la mia moglie ( cosa poteva essere se non insegnante di matematica) e io da buon siculo-pachistano stasera dopo la seduta dallo psichiatra la picchierò come in passato hanno fatto i miei avi.

P.S.:Ogni riferimento a politici di destra e di sinistra è puramente voluto.