Apr

11

By potatore

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Max Mara Fashion Group…. uno stile che uccide

sara azzaro

Max Mara è tra i nomi più noti dello stile italiano, un marchio storico in espansione in tutto il mondo, che non si è mai fatto scrupoli ad utilizzare pelliccia animale nelle sue collezioni.
Quello che loro proprongono come stile non è altro che una moda sanguinaria. Quel pelo che adorna i capi firmati era il manto di un animale, l’unico ad avere il diritto di indossarlo.
Milioni di animali vengono uccisi ogni anno dall’industria della pelliccia, un’industria senza scrupoli nascosta dietro al lucciante mondo della moda e dello spettacolo, che creano desideri volubili e allontanano gli individui dalla riflessione su ciò a cui stanno contribuendo con i loro acquisti.  Non possiamo non renderci conto che quello che vediamo nelle vetrine sono resti di animali morti; uccisi per una moda inutile.
Una moda per la quale esseri viventi diventeno semplici oggetti, merci da allevare, scuoiare, esporre in vetrina, impacchettare. Gli animali sono invece esseri capaci di emozioni e sensibili al dolore come gli umani, e come tali dovrebbero essere rispettati. Fermare questo massacro è possibile, a cominciare da una tua scelta : non acquistare capi con inserti di pelliccia. Negli allevamenti gli animali sono ammasati in minuscole gabbie di rete metallica sulla quale si lacerano le zampe e si provocano deformazioni. Lo stress e la sofferenza dovuti alla prigionia causano loro comportamenti ripetitivi, cannibalismo e autolesionismo ragion per cui vengono imbottiti di psicofarmaci e sedativi. Gli animali così confinati non toccano mai il terreno. I metodi di uccisione negli allevamenti sono economici e brutali, camere a gas, rottura del collo, scosse elettirche, bastonate o uncini nel cranio. Gli animali più utilizzati sono visoni, le volpi, i conigli, i cincillà, i procioni, ma anche cani, gatti, linci e ermellni. Ogni anno in tutto il mondo sono più di 40 milioni quelli uccisi appositamente per la loro pelliccia.  La produzione di pellicce è inoltre molto inquinante. Infatti la concia e la tintura delle pelli scarica nell’ambiente prodotti chimici altamente tossici, così come le tonnellate di deiezioni prodotte dagli allevamenti intensivi inquinano i suoli e le falde acquifere. L’industria delle pellicce cerca di confondere le persone proponendo non più solo i capi interi prodotti con decine di pelli, ma sopratutto inserti a prezzi accessibili come colli di giubbotti, sciarpe e perfino guarnizioni e oggetti di arredamento. Queste pelli vengono spesso lavorate stingendo il pelo, rasandolo o colorandolo, rendendole quindi difficili da identificare come vere.  Non possiamo non renderci conto che si tratta di resti di animali morti, uccisi per una moda inutile. E solo per ignorenza ed egoismo che altre specie animali vengono considerati inferiori e sfruttate.