Feb

11

By potatore

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La stagione dei massacri!!!

Spesso nei viali cittadini nei giardini privati si nota uno dei mezzi propri scempi di alberi e arbusti quotati con tecniche che niente hanno a che vedere con le nozioni generali di al lavori cultura e che fanno impallidire chiunque si occupata sembra di piante. I risultati di tali interventi sono un precoce invecchiamento delle piante che mostrano estese zone di carie tali da interessare completamente la parte interna della pianta fino al midollo centrali che più delle volte si risolve dopo nevicate abbondanti o forti venti nel crollo a terra della pianta stessa. La capitozzatura degli alberi erano una tecnica di potatura in voga negli anni passati e che affatto non poche vittime vegetale sia tale pianta dei viali cittadini e tra i più celebri, per esperti nel settore e, ulivi del Gargano. Gli studi successivi alle nuove concezioni materia hanno dimostrato l’inutilità di tale tecnica un miglio i gravi danni arrecati alla pianta da tagli troppo grossi, di difficile rimarginazione. Facile insediamento di parassiti vegetali e animali che in poco tempo creano danni irreparabili. Purtroppo per motivi diversi quale un mal celato senso estetico che poi non è altro che transitati sveltire le pratiche e di potatura per diminuire i costi oppure le scarse conoscenze sulla sviluppo finale della pianta fanno sì che tale tecnica sia ancora largamente usata. Basta pensare a tal proposito alle betulle che sovente sono presenti nei parchi e i giardini, indubbiamente pianta da superbo sviluppo ed all’impareggiabile bellezza non solo per fusto bianco, diritto ma anche per la rigogliosa vegetazione. Una volta che sia accorge che lo sviluppo della pianta di anno in anno supera i piani delle nostre case o pur avendo una propria bellezza la visuale la luce solo è poco che si interviene con mutilazione e capitozzature terminali che sfasciano completamente la naturale crescita in altezza della pianta. Forse se in partenza si fossero ricercate le caratteristiche della pianta una normale enciclopedia ove si evinceva con estrema facilità che l’altezza media di tali piante è di circa 25 metri e sede dimensione del giardino erano capaci di contenere tale sviluppo sarebbe stato il caso di optare per un atto nocciolo che pur appartenendo alla stessa famiglia botanica della betulla, ha uno sviluppo più contenuto. È certo, poi, che per piccoli interventi all’atto dell’impianto e per eventuali leggeri interventi alla base la betulla non va apportata mai. Identico trattamento per tutte le conifere ad alto fusto agli interventi di potatura devono è esclusivamente interessare la parte bassa della pianta è mai la parte apicale o quella laterale.

Giu

22

By potatore

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Il giardino Zen

Il giardino giapponese rappresenta la ricerca di un modello ideale di perfezione. Una ricerca che nasconde un sogno: di fermare il tempo, di raggiungere l’immortalità, tramite un’opera a sua volta mortale. Il sogno, purtroppo, è destinato a finire: da ciò la tristezza e l’angoscia che ogni giardino racchiude in sé. Pietra, piante, acqua sono i tre elementi che sono quasi sempre presenti nel giardino giapponese. L’equilibrio tra questi elementi è assai delicato e ha diversi scopi. Tra questi l’illusione, che ha l’osservatore, della sensazione che il giardino sia di grandi dimensioni, che generi un senso di pace e di armonia e che il tutto sia rigorosamente naturale. Le simmetrie e in generale i numeri pari sono da evitare in quanto ricordano gli elementi e i paesaggi artificiali. La sensazione di grandezza sarà invece determinata dalla presenza di piante piccole, sullo sfondo, e più grandi, al centro. Diversi sono i tentativi di spiegare il disegno caratterizzante de i giardini Zen ma a grandi linee possiamo dire che la ghiaia rappresenta l’oceano e le pietre rappresentano le isole del Giappone. La presenza di rocce rappresentano una mamma tigre con i cuccioli che nuotano verso un drago.  Alta simbologia viene dato al ruolo delle piante che hanno un alto valore estetico nella giusta separazione tra piante maschili e femminili. Le piante maschili devono essere con forme slanciate e spigolose e il loro numero deve essere esiguo all’interno del giardino, ma con esemplari di notevole dimensione. Le specie tipicamente femminili, per contro, tipicamente basse e dalle forme tondeggianti, sono invece più diffuse e presenti in tutte le zone “docili” e “tranquille” del giardino. Un’ulteriore distinguo va fatto tra piante sempreverdi, piante da fiore, e piante a foglia caduca(Acero,Gingko Biloba, Pino, Ginepro, Bamboo). La fioritura e la caduta delle foglie diventano caratterizzante a simboleggiare la gioventù e la vecchia della vita umana. In ultimo le rocce: TAIDO (abbinato al legno) pietre alte e verticali a simboleggiare grandi alberi e, per il loro aspetto fallico, la fertilità e disposte volutamente verso il fondo, dietro a tutte le altre. Il secondo tipo,REISHO, (abbinato al metallo) pietre verticali basse e simboleggiano le due delle qualità del metallo: stabilità e fermezza e raggruppate con le pietre verticali alte. Le SHIGYO (abbinato al fuoco) appartenenti alle pietre arcuate e ramificate a ricordare la forma della fiamma e posizionate di fronte e lateralmente rispetto alle pietre di altre forme. L’abbinamento all’acqua delle SHINTAI è caratterizzato da pietre piatte o orizzontali che vengono poste lateralmente agli altri gruppi per armonizzarli. Il quinto tipo detto KIKYAKU che simboleggiano la terra sono pietre prostrate o reclinate e vengono utilizzate per armonizzare gli altri raggruppamenti dove ve ne sia bisogno e utilizzato ai fini completativi. I tempi di realizzazione danno, infine, la proporzione del tempo: il maestro maestro Zen Muso Soseki impiegò dal 1275 al 1351 per la sua realizzazione del giardino Kyoto in puro stile karesansui. La disposizione delle otto pietre presenti, disposte prevalentemente su di una direttrice orizzontale, fanno pensare ad un design di recente realizzazione, ma sono in realtà state posate in momenti diversi dallo stesso autore del giardino, che ebbe a lungo dubbi sul loro posizionamento: in caso di dire “quando il dubbio non ha tempo”

Nov

6

By potatore

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Un po' di… umidità

Le piante come tutti gli esseri viventi, hanno  bisogno, per  svolgere le loro funzioni di un certo grado d’umidità. Alcune  piante n’abbisognano di più (ad es. le piante delle  zone paludose) altre ne necessitano  meno (piante delle zone  desertiche)  secondo le esigenze e le diverse capacità d’adattamento. Se l’umidità scende sotto i 35% la maggior parte delle piante  coltivate non può vivere a lungo. Parlando d’umidità atmosferica dobbiamo distinguere:
a)  l’umidità assoluta che e` la quantità di vapore contenuto  in un metro cubo d’aria; si aggira su valori molto piccoli.
b)  l’umidità  relativa  che è il rapporto fra  la  quantità  di vapore acqueo esistente in un metro cubo d’aria e la quantità` che questo  metro cubo dovrebbe contenere per essere saturo:
……………umidità assoluta
ur =—————————————-     .100
……………punto .di saturazione
Poiché il punto di saturazione dell’aria (relativo al vapore acqueo)  aumenta con l’aumentare della temperatura, ne consegue  che, a  parità d’umidità  assoluta (cioè a parità  di  vapore  d’acqua  effettivamente  esistente) l’umidità relativa diminuisce con  l’aumentare  della  temperatura.  In pratica e,  specialmente  ai  fini fisiologici,  assume maggiore importanza l’umidità relativa  perché  dice se siamo più o meno vicini a punto di saturazione. Durante il periodo incernale, ormai prossimo, è necessario verificare lo stato di umidità negli appartamenti eccessivamente secco per l’utilizzo dei riscaldamenti e il poco ricambio di aria. Prevedere manciate di argilla espansa nei sottovasi e sopra posizionarci le piante è un ottimo sistema per garantire attorno al fogliame la giusta umidità. Occorre, a tal proposito, ricordare che la pianta manifesta l’eccessiva secchezza dell’aria seccando le punte delle foglie e quindi occhio vigile in casa se ci tenete alla bellezza dei vostri “ospiti”. Un sistema molto pratico è quello di posizionare una manciata di argilla espansa nel sottovaso e tenerla immersa nell’acqua, e sopra posizionarci il vaso: la pianta sopra ne trarrà i benefici dell’evaporazione determinati dall’ambiente interno caldo.

Dic

17

By potatore

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Altro che condizionatori: meglio le piante

12La scelta delle piante per il giardino influisce sul clima della casa: una fascia di alberi sempreverdi sul lato nord, per esempio, blocca i venti freddi, tiene sottovento la casa e riduce gli sbalzi termici. La presenza di caducifoglie sul lato sud, invece, è necessaria per ombreggiare la casa durante l’estate; d’inverno, al contrario, il sole può battere sulla parete grazie alla caduta delle foglie. Sulla facciata est, abbandonata presto dal debole sole mattutino e quindi soggetta a sbalzi termici, rampicanti come l’edera sono l’ideale: infatti, grazie alle sue foglie sorrette dai brevi piccioli, forma una camera d’aria che riduce le escursioni termiche, impedisce alla pioggia di battere sulle pareti proteggendo dall’umidità, aumenta la durata dell’intonaco e riduce la presenza di polvere e rumori. Infine sulla parete ovest, che necessita degli stessi accorgimenti adottati per il lato sud, si può utilizzare la vite americana rampicante, caducifoglie e dal notevole effetto estetico.

Set

30

By potatore

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Purificazione dell'aria

Le piante d’appartamento per quanto sensibili al sole e al freddo, sono utili perché resistono molto bene al fumo di sigaretta, ai gas delle auto, dei mobili e detersivi.  Si parla di sindrome dell’edificio malato: disturbi come bruciore agli occhi, cefalea, sinusite e sonnolenza, citandone solo alcuni, che colpiscono chi sta troppo chiuso in ambienti chiusi.  Lo scienziato Bill Wolverton ha dimostrato che le piante diminuiscono la concentrazione nociva. I veleni costituiti da molecole di idrogeno, carbonio e ossigeno penetrano nei vegetali dagli stomi e in parte formano zuccheri, lipidi e acidi organici, e in parte vanno nelle radici dove sono poi trasformati da batteri aerobici sempre in zuccheri, lipidi e acidi organici. I due rimedi contro la sindrome dell’edificio malato sono aprire le finestre e puntare sul verde.
E’ dimostrato che nei luoghi ventilati automaticamente l’aria è 100 volte più inquinata. Alcuni inquinanti sono: la formaldeide, proveniente da prodotti per l’incollaggio, spray, e vernici;
composti organici semivolatili  (Svoc) come CO2 , monossido di carbonio, biossido d’azoto e di zolfo provenienti da processi di combustione; e composti organici volatili (Voc) come cilene, toluene e benzene provenienti da solventi, vernici e  detersivi.
Lo scienziato Bill Wolverton ha individuato le 50 piante più adatte contro questo inquinamento.
Per esempio la Nephrolensis exaltata assorbe formaldeide, xilene e benzene; oppure le dracene divorano tutti i gas; l’aloe riduce la formaldeide e i Voc ridotti anche da banano nano e cactus colonnare; i Svoc sono ridotti dal ficus come pure dalla peperomia e dalla sansevieria.

Apr

8

By potatore

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Pagamento in natura

Questa forma do pagamento sembrava scomparsa mentre è ritornata prepotentemente alle cronache per l’illustre personaggio che lo ha preteso. Ebbene si diciamolo che Claudio Abbado ex direttore artistico del Teatro alla Scala, dell’orchestra Sinfonica di Londra e della Filarmonica di Berlino e non continuo a citare i vari meriti musicali del famoso Maestro ha richiesto per ritornare alla direzione della Scala il pagamento in natura. Dico ritornare visto che già giovanissimo nel 1968 aveva avuto lo stesso incarico e non ci è dato di saper quanto lo stesso incarico sia costato. Per il ritorno invece ha preteso che il comune di Milano piantasse 90.000 alberi come pagamento delle sue spettanze per la direzione artistica: speriamo che la richiesta con prestazioni “in natura”non lascia al verde le casse le casse del Comune anche se farà diventare più verde Milano. Piantare per credere.