Mar

8

By potatore

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Categories: Giardino

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Aria di primavera..

La  primavera è ormai alle porte e  l’inizio  di  questa stagione,  si sa, coincide con la riapertura dei lavori  nel proprio  orto;  bisogna cominciare a pensare quali  colture impiantare  per  avere  un orto rigoglioso  durante  i mesi successivi. Per ottenere buoni risultati non c’è bisogno di grandi  fatiche,  è necessario solo  effettuare,  fin dalle prime  fasi  della coltivazione, le giuste operazioni.  Non appena  il terreno sarà asciutto e ben riscaldato  si  potrà cominciare  a  preparare le aiuole;  innanzi  tutto  bisogna togliere la pacciamatura invernale e  qualora  il  terreno fosse  già stato lavorato in autunno basterà solo  smuoverlo superficialmente  e poi spianarlo. Una volta  rimosso  il terreno,  è  preferibile incorporare un pò  di concime, ad esempio  nei primi 5-6 cm di terreno è consigliabile  intro­durre concimi naturali organici e minerali.  Una coltura che si può già impiantare nell’orto è la fragola la quale  oltre a dare  dei  frutti buonissimi,  non  richiede particolari accorgimenti ed è abbastanza resistente al freddo in quanto essa appartiene alla famiglia delle erbacee  perenni. Per tale  pianta questo è il periodo di liberarla dalle foglie vecchie e infestanti e rimuovere la pacciamatura. Non  biso­gna  però pensare che piantare fragole vuol  dire  togliere spazio ad altre colture dell’orto perché tra le fila  delle fragole è possibile seminare rucola, valerianella,  porri, ecc.. Queste ultime oltre ad essere utili per il consumo  quoti­diano lo sono anche perché‚ prevengono alcune malattie  delle piante  come  ad  esempio la muffa grigia. In  ultimo,  si ricorda  che,  per  chi  avesse   intenzione  di   seminare all’aperto  cetrioli, zucchine, peperoni e melanzane bisogna tener  conto che le  temperature minime del periodo che  non devono essere inferiori ai 15-16 gradi mentre per il pomodo­ro diventano sopportabili temperature vicine ai  10 gradi.

Apr

2

By potatore

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Categories: Potatore news

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Proteggiamole!!

Non sempre  le difese attuate dalla pianta sono  valide  e dopo certe  annate più  rigide è facile trovare  in primavere rami secchi, piantine morte ed anche in piante  di notevole circonferenza   notare le tipiche  fessurazioni  verticali  del  tronco e   più propriamente  della corteccia a sottolineare temperature invernali non “sopportabili” per la pianta. Normalmente sono le piante più giovani a giovarsi della cura dell’uomo che con opportuni accorgimenti aiuta  le  piante dell’orto e  del giardino   a  limitare  i danni  da gelata o addirittura alla morte per  allessamento.  Con  l’arrivo della “bella stagione” alcune protezioni utilizzate per l’inverno possono essere valide anche per l’estate mentre per le piante giovani messe a dimora in autunno o alla fine dell’inverno occorrre pensare a della protezioni dai raggi solari. Il materiale organico o meglio la pacciamatura utilizzata su alcune colture organico posto  sul  terreno attorno al fusto se durante il periodo invernale proteggeva dall’eccessivo gelo, in primavera, evita l’eccessivo riscaldamento del suolo e riduce la necessità di irrigazioni. Nelle piante da frutto, invece, vanno tolte dal fusto eventuali sacchi di iuta, tessuto non tessuto, stuoi o altri materiali che proteggevano dal freddo per approntare dei ripari dal diretto contatto con i raggi solari. Infatti, risulta  efficace pennellare  il  tronco  con solfato di rame  e  calce  nella proporzione di 1:1 o 1-2. Con questo semplice rimedio si disinfetterà  efficacemente il fusto da parassiti animali e  vegetali ed in particolare del muschio responsabile della marcescenza dei frutti. Il bianco della  calce farà protezione ai raggi infrarossi emessi dal sole che, nelle piantine con poca chioma, sono responsabili di fastidiose scottature alle sottuile cortecce. A tale trattamento non dovranno essere sottratte le piante, ormai,  piantumate da diversi anni in quanto la protezione è sempre, come già detto , non solo di natura protettiva dai raggi solari ma anche di difezione da parassiti animali e vegetali presenti sulle cortecce dele piante ormai a dimora da diversi anni. L’effetto “bianco” dei tronchi è anche piacevole esteticamente. Una vecchia scopa o un vecchio pennello possono essere utili per pennellare i tronchi fino e compresi le diramazioni principali: le piogge e le avversità metereologiche col tempo provvederanno a rimuovere la calce e il rame ma dopo aver espletato al meglio le sue funzioni.

Feb

27

By potatore

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Categories: Istruzione

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Terminologia agraria

Quando si hanno delle difficoltà sul significato di  alcuni termini  si ricorre al dizionario o alla enciclopedia e  non sempre  si riesce nello scopo specialmente se si  tratta  di termini  tecnici o parole composte. Per venire  incontro  ai lettori di questa rubrica si darà  di seguito il significato dei termini tecnici più utilizzati. Relativamente  al ciclo compiuto dalla pianta con “germina­toio” si intende il luogo ove i semi vengono fatti germinare e dove la piantina rimane per due-quattro giorni. In  vivaio  le piantine da orto rimangono dalle quattro alle sei setti­mane ben distanziate tra loro in modo di evitare la filatu­ra degli internodi cioè l’eccessivo sviluppo in lunghezza  a scapito dell’ingrossamento. Con  “messa  a  dimora”  viene inteso  il luogo dove la pianta compie la maggior parte  del  proprio  ciclo e dove produce i suoi frutti. Ciò non  toglie che  i semi di alcune   piante come ad es.  le  cucurbitacee vengono  direttamente seminati senza subire i vari  passaggi che pregiudicano lo sviluppo dell’apparato radicale.  Per quanto riguarda invece le operazioni colturali, queste si  dividono “operazioni molto profonde” che vengono  effet­tuate una due volte l’anno come ad esempio la vangatura  con la  quale  si  può anche incorporare il  letame,  da  altre “superficiali”  come la sarchiatura o la  rincalzatura.  La prima  serve  al contenimento delle erbe infestanti e alla rottura  delle croste superficiali per  evitare  l’eccessiva evaporazione; la seconda pratica, invece, consiste nell’ac­cumulare  alla  base del fusto delle piante del  terreno al fine di stimolare la formazione delle radici, proteggere la pianta dal gelo, per favorire l’imbianchimento ecc..  Con “scacchiatura e sbottonatura” si intende  rispettiva­mente  la soppressione dei germogli ascellari pratica  molto diffusa  nel pomodoro, e dei bottoni fiorali ascellari  come nel caso tipico del garofano. Infine con “sostanza organica” si  indica tutto ciò che brucia come letame, torba,  foglie, residui di cucina ecc.

Feb

12

By potatore

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Sotto la pacciamatura c'è vita..

Il ricorso sistematico alla pacciamatura (cioè la copertura del terreno cono foglie , erba tagliata, strame) determina diversi vantaggi: miglioramento della struttura, risparmio idrico, controllo delle infestanti, precocità delle colture e non in ultimo miglioramento dell’attività microbica del terreno.  Per la pacciamatura di un orto di modeste dimensioni, non necessariamente si devono usare materiali dispendiosi ma al contrario materiali semplici com e paglia, aghi di pino, vinacce o foglie in genere. Altra regola da adottare in ambito di progettazione allo scopo di contenere lo sviluppo di parassiti e nello stesso tempo permettere il razionale sfruttamento del terreno è il ricorso alla rotazione e alla consociazione. Nel primo caso il sistema è stato ampliamento collaudato in passato e fino ad alcuni anni addietro, stranamente, veniva considerato superato. Basti pensare alle alberature fatte  per sostenere la vite diffuse in tutta Italia, ma in un orto famigliare basta semplicemente utilizzare delle piante di mais per sostenere piselli e fagioli o alternare nei filari piante leguminose con ortaggi da foglia. Con una corretta rotazione o avvicendamento tra specie sfruttatrici del terreno tipo le solanacee e le cucurbitacee e miglioratrici come leguminose si evita un eccessivo sfruttamento delle risorse nutritive del terreno e allo stesso tempo si evita il proliferare di malattie fungine e di parassiti animali che normalmente completano il ciclo su specie affini. Questi sistemi vanno visti nell’ottica di una loro interazione e non vanno presi singolarmente in quanto, da soli, non possono modificare radicalmente e subitaneamente il corso produttivo dell’orto.  Nel medio e lungo periodo, invece, i vantaggi sono visibili e la qualità del terreno e  di conseguenza quella delle produzioni aumenta notevolmente, l’ambiente riprende la forma naturale e si favorisce il proliferare di specie utili all’agricoltura come la famiglia delle Coccinellidae predatrici di afidi, autentici flagelli  degli orti e dei frutteti.