Feb

10

By Il Potatore

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Orchidee come conoscerle ed apprezzarle!

 

Guardare e non toccare o magari guardare e acquistare il dilemma si pone sicuramente nei confronti di una delle specie vegetali più ricercate al mondo: le orchidee. Infatti, le oltre cento specie che crescono spontanee in Italia allo stato selvatico sono protette al fine di evitare il “saccheggio” dei numerosi appassionati. Mentre non esiste limite all’acquisto delle specie coltivate se non quello del portafoglio a fronte sicuramente di un prodotto che soddisfi i gusti più fini di amanti delle piante.  Narra la leggenda che Orchide, un bellissimo giovinetto accortosi che il suo corpo non assomigliava né agli uomini ne quantomeno alle donne disperato del suo ermafroditismi si lanciò da una  rupe, sfracellandosi. Sul prato dal suo sangue spuntarono dei bellissimi fiori ognuno diverso dall’altro ma allo stesso tempo simili che presero il nome di orchidee cioè fiori di Orchidee. In pratica, poi, le specie di orchidee constano di oltre 17.000 specie conosciute che si sono adattate ai diversi climi. E origine totalmente diversa hanno le tre specie  più importanti ai fini della coltivazione commerciale: la Cypri­pendium originaria dell’estremo oriente, la Cymbidium, dall’India e dalla Cina e la Cattleya originaria dell’America tropicale. Le prime due specie sono adatte alla coltivazione sotto serra e in piena terra mentre l’ultima  provenienti da  climi più calde come alcune Bromeliacee  è una pianta epifite e quindi vive su tronchi e rami. Ciò è possibile in quanto a livello botanico presenta alcune particolarità come delle radici aeree che sono in grado di catturare l’umidità presente nell’aria. Il fusto spesso è un rizoma e da esso si formano degli ingrossamenti chiamati pseudo-bulbi che danno origine alle foglie sessili e senza peduncolo. La particolarità dei fiori si articola sulla forma che assumono i 6 petali presenti su ciascun fiore: tre di questi formano il calice mentre uno forma il caratteristico labello che gli antichi Greci chiamavano sandalo del mondo per la caratteristica somiglianza alla punta di tale calzatura. Nelle coltivazioni in serra o per quanti allevano in piante di questa specie occorre inizialmente stabilire la provenienza geografica necessaria a creare le condizioni ottimali di temperatura  che possono oscillare dai 8-18 gradi per le specie da climi  freddi fino ai 30 per quelli provenienti  da  regioni equatoriali. Per le specie epifite il substrato deve essere organico, molto poroso e di lenta decomposizione con pH compreso fra 5,5 e 6,5. Le radici di Osmunda e il Polypodium in parti uguali sarebbero il substrato ideali  ma  per delle difficoltà di reperimento di queste due felci  in alternativa si utilizza  scorza di sequoia grossolana e sughero (40% circa di entrambe) e per completamento il 20% di torba o sfagno buoni risultati si possono ottenere anche con l’impiego di scorza di pino grossolana e torba.

Giu

24

By potatore

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Quel bouquet che parla d’amore

Rose, orchidee e violette sono tra i fiori che generalmente vengono regalati da fidanzati, mariti e figli ma anche usati in molte altre situazioni. Per chi li riceve sicuramente, i fiori, sono un omaggio gradito e se il problema è solo quello di farli durare a lungo ciò non è difficile, a patto che si mettano in acqua il prima possibile e si seguano alcune regole. Le rose vengono generalmente regalate in numero dispari e in bouquet composto da fiori in boccio, a stelo lungo e di colore rosso. Generalmente questo tipo sono rose Baccarat commercializzate avvolte in foglio di cellophane: va tolto, come la stagnola che ricopre i gambi. Con un coltello o forbice va rimossa la legatura, gli steli vanno raccorciati effettuando dei tagli obliqui e allo stesso tempo le foglie basali. Per esaltare la bellezza il vaso che le conterrà deve essere alto almeno la metta della lunghezza degli steli mentre, invece, per migliorare la durata, occorre aggiungere alla normale acqua del rubinetto una bustina di conservante per fiori. Il vaso va, quindi, sistemato in posizione luminosa e lontano da fonti di calore come camini e termosifoni. Ogni due tre giorni vanno raccorciati i gambi di uno due centimetri e ogni quattro-cinque va sostituita completamente l’acqua del vaso e nuovamente aggiunto il conservante. Conservate in questo modo avranno una durata di 10-15 giorni. Poca differenza nel caso di mazzi di roselline, per le quali, invece, rispetto al precedente, conviene non disfare il mazzo mentre sono valide il resto delle cure.
Le orchidee, sia a fiore singolo sia a tralcio, vengono vendute con l’apposita fialetta di plastica che contiene acqua sufficiente a mantenerle fresche durante la commercializzazione. Vanno tolte dalla confezione e liberate di eventuali nastri o legature o almeno accertarsi che queste non siano troppo stretti. Per le orchidee a fiore singolo vanno scelti vasi con la bocca stretta mentre per quelle a tralcio un contenitore più slanciato è il più indicato. Anche in questo caso all’acqua va aggiunta un piccola quantità di conservante per fiori. L’acqua del vaso va sostituita e ogni giorno e ogni tre raccorciare il gambo di pochi millimetri usando un coltellino ben affilato per effettuare tagli obliqui che aumentano la superficie di assorbimento. Ultimo intervento sarà quello di eliminare i fiori che via via appassiscono. Le orchidee a fiore durano da 7 a 15 giorni (secondo la varietà), quelle a tralcio circa tre settimane. Per quanto riguarda le violette, infine, sarà conveniente non disfare il bouquet, che è formato da un gruppo di fiori (con stelo cortissimo) circondato da foglie con gambo lungo una decina di cm e legato strettamente legato da un filo. Il bouquet va messo in un piccolo vaso con l’imboccatura stretta, l’acqua ivi contenuta deve lambire la base del bouquet e sostituita ogni giorno fino per una settimana circa probabile durata dei fiori.