Mar

9

By potatore

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La potatura degli alberi da frutta

 

Potare  correttamente  gli alberi da frutta  che  trovano posto nel giardino di casa è stato da sempre l’aspirazione di tutti a prescindere da eventuali insuccessi che si possono ottenere. Contrariamente a  quanto,  in  generale qualcuno può ritenere, le piante non potate,  inizialmente, producono  più di quelle potate, anche se i frutti prodotti sono   piccoli  e di qualità inferiore  ma successivamente tenderanno  a  formare  una eccessiva quantità  di  rami  e foglie  che il più delle volte pregiudicano gravemente  lo stato  sanitario della pianta. Pertanto, i vantaggi della potatura, si possono sintetizzare in tre punti: la possibilità di dare una forma, il mantenimento di  una equilibrata distanza   e armonia fra i rami e stimolare  le  formazioni vegetali in cui sono presenti le gemme portatrici di fiori.  Il  primo punto è sicuramente importante quando le  piante da  frutto  sono localizzate in giardino e alla  pianta  non viene  richiesta  solo la produzione di frutta ma  anche  la capacità di rimanere in armonia con arbusti e alberi ornamentali che normalmente  caratterizzano il  giardino.  In questo caso sono da scartare  a priori le forme obbligate  e orientare la potatura in modo che la pianta assuma una forma a  globo,  vaso  o fusetto a seconda   della  specie.  Oltre all’aspetto decorativo va in ogni caso ridimensionata,  alle proporzioni  del  giardino, la chioma che deve  rimanere  di dimensioni ragionevoli. Il secondo punto sull’esatto diradamento dei rami, è determinante in quanto influenza  notevolmente  lo stato sanitario della pianta: a tal  scopo   vanno inizialmente rimossi i rami che presentano anomalie causate da  cancri e gommosi, quelli danneggiati dalle gelate  o  da grandinate.  Cosi  facendo si eliminano eventuali focolai  di malattie e successivamente, una volta evidenziati i rami che caratterizzano l’impalcatura della pianta (quattro cinque al massimo) vanno effettuati pochi tagli che creino molta  luce e  passaggio  di aria all’interno della pianta. Il  terzo  e ultimo punto  è invece quello in cui viene richiesta una  più specifica conoscenza tecnica sui rami che sono portatori  di gemme a fiore o di gemme a frutto. Infatti le specie frutti­ficano  in  modo  diverso  e le  differenze tra  alberi  di  pesche  e di  mele, ad esempio, dopo una potatura  risultano notevoli. Il pesco, fruttifica principalmente  su rami misti lunghi 40-70 cm inseriti su branche principali o secondarie e  quindi  la vegetazione ogni anno va rinnovata  e  ridotta fino al 70%  mentre per ottenere un rinnovo  costante capace di  fornire produzioni ottimali su meli  occorre  asportare intorno al 20% dei rami presenti lasciando un giusto  numero di lamburde formazioni vegetali  in cui meli e peri frutti­ficano maggiormente. Prima  di effettuare qualsiasi intervento cesorio va  sempre valutata la vigoria della pianta e i tagli saranno abbondanti se questa risulterà debole mentre se la pianta è vigorosa vanno effettuati pochi tagli di sfoltimento.

Ott

11

By potatore

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I pesticidi sono l'ultimo dei mali

Nella ricerca che i consumatori fanno tutti i giorni per trovare i prodotti più sani chimica­mente, molto volte porta­no  a casa frutta e verdura con una carica  di  microtossine ben più dannose di quelle di eventuali residui di  fitofar­maci. Come dimostrano studi recenti non sempre non sempre il prodotto naturale è sinonimo di salute; infatti, in  natura la pianta per difendersi da funghi, batteri ed altri  paras­siti sia vegetali che animali produce una sorta di anticorpi che risultano molto più cancerogeni dei pochi milligrammi di residui  che si pos­sono trovare nei prodotti  ortofrutticoli come  residui  dei vari trattamenti  effettuati dal­l’uomo. Ormai  in campo alimentare la normativa è molto severa ed  i prodotti ortofrutticoli con resi­dui tossici superiori  alla legge sono solo una modesta ed irrilevante quantità. Da  non trala­sciare una fonte autorevole, la quale asserisce che il nostro organismo reagisce bene ad eventuali piccole dosi di sostanze  tossiche  o  velenose in quanto  anche  il  nostro organi­smo si difende con anticorpi. In ogni caso evitiamo di generalizzare poiché il prodotto eco­logico  purché  provenga da ditte serie  e  da  personale specializzato  è ed rimane un prodot­to di prima qualità,  ma bisogna  d’altro  canto evitare di pensare che alla  frutta bella,  liscia e lucente ci sia dietro chissà quale abbon­danza  di pesticidi ed altre diavolerie chimiche che  i  vari luoghi comuni rendono responsabili gli agricoltori. Non  serve, tra l’altro, ostinarsi a sbucciare a  tutti  i costi  le mele o le pere giustificando che le parti  esterne sono  le più ca­riche di sostanze tossiche; semmai  le  parti vicine  all’endocarpo o comunemente torsolo potranno essere le  più  ricche di sostanze nocive e  una  energica  lavata toglie sicuramen­te le sostanze nocive presenti sulla buccia. Lasciamo quindi che i bimbi ritornino a mangiare a morsi  le mele  che oltre alla componente vitaminica hanno una  azione balsamica per i nostri denti