Mag

18

By potatore

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Differenza tra confetture e marmellate

Davide Dp


Ho deciso di scrivere questo articolo perchè mi sono sempre domandato la differenza fra confettura e marmellata…Dopo una mia piccola ricerca online ho scoperto che la vera marmellata è quella fatta da agrumi come il limone l’ arancia ecc. mentre la confettura e formata dalla frutta in generale (pesche,fichi ecc.).Inoltre nella marmellata la percentuale di frutta che deve essere deve essere superiore o uguale 20% mentre nella confettura è del 35% e nelle extraconfetture del 45%.Ciò che a noi sembra una semplice e banale distinzione è in realtà presente anche in una direttiva dell U.E. A dir la verità quando mangio una bella crostata che fa mia mamma non penso alla gran distinzione di confettura o marmellata che sta a farcire la torta =)
By dipydavide saluti a tutti

Ago

21

By potatore

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Educare i bambini è ancora di moda?

An.Bo.
“Mamma ho mal di pancia e non mi va di andare a scuola”. E’ il solito ritornello del bambino che non vuole andare a scuola, di solito si pensa sia per colpa delle interrogazioni, ma in realtà è una vera e propria “fobia scolare”.
Un fenomeno in aumento, secondo gli esperti intervenuti al forum dal titolo “Educare i bambini e’ ancora di moda?”, organizzato a Roma dall’Agenzia di stampa Dire. All’incontro, moderato dalla giornalista Daniela Daniele (La Stampa), hanno partecipato la psicoterapeuta dell’eta’ evolutiva Magda Di Renzo, la dirigente scolastica Tiziana Sallusti, la responsabile della comunicazione dell’Associazione genitori (Age), Miela Fagiolo D’Attilia, e il vicedirettore della Dire, Nico Perrone.
La fobia della scuola riguarda soprattutto bambini piccoli e ragazzi delle scuole elementari e medie. Non è la paura del brutto voto perchè riguarda anche ragazzi con un buon rendimento, si tratta invece di una fobia, dover lasciare la famiglia per andare in un luogo dove si è continuamente messi alla prova, dove ci sono difficoltà e dove bisogna confrontarsi con gli altri.
Una conferma arriva da Tiziana Sallusti, dirigente scolastica: “Ci sono bambini che piangono in modo inconsolabile perchè non vogliono venire a scuola. Ma non hanno certo paura delle interrogazioni”. Più in generale, si registra un grave mancanza di educazione.
La colpa va suddivisa in parte a bambini sempre più tecnologici e quindi soli, con le settimane cadenzate e pieni di impegni, dall’altro adulti spesso “nevrotici”, incalzati da ritmi frenetici che non si fermano mai e non hanno mai il tempo di ascoltare e aiutare i propri figli.
Una realtà che i piccoli denunciano con comportamenti di protesta e di ribellione fino alle forme più estreme: dal bullismo ai disturbi disciplinari e della condotta.
Da anni gli adulti hanno immagazzinato l’idea che il bambino deve essere pronto a diventare adulto in pochissimo tempo, e deve quindi acquisire conoscenze e saper fare tutto in un breve periodo, in una specie di corsa ad ostacoli. Quindi, una sorta di bambino tecnologico, spiega Di Renzo.
Da questa problematica è sorta un gran confusione. E’ giusto educare il bambino a quelle che sono le richieste della società, ma non basta. Educarlo significa anche aiutarlo a costruirsi una sfera intima, prepararlo alle relazioni affettive con il mondo. Spesso però viene tralasciato quel bisogno del bambino di sentire accanto il genitore che fa da punto di riferimento. È come se stesse sempre di più venendo a mancare il ruolo di mediatore dell’adulto.