Feb

12

By potatore

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Sotto la pacciamatura c'è vita..

Il ricorso sistematico alla pacciamatura (cioè la copertura del terreno cono foglie , erba tagliata, strame) determina diversi vantaggi: miglioramento della struttura, risparmio idrico, controllo delle infestanti, precocità delle colture e non in ultimo miglioramento dell’attività microbica del terreno.  Per la pacciamatura di un orto di modeste dimensioni, non necessariamente si devono usare materiali dispendiosi ma al contrario materiali semplici com e paglia, aghi di pino, vinacce o foglie in genere. Altra regola da adottare in ambito di progettazione allo scopo di contenere lo sviluppo di parassiti e nello stesso tempo permettere il razionale sfruttamento del terreno è il ricorso alla rotazione e alla consociazione. Nel primo caso il sistema è stato ampliamento collaudato in passato e fino ad alcuni anni addietro, stranamente, veniva considerato superato. Basti pensare alle alberature fatte  per sostenere la vite diffuse in tutta Italia, ma in un orto famigliare basta semplicemente utilizzare delle piante di mais per sostenere piselli e fagioli o alternare nei filari piante leguminose con ortaggi da foglia. Con una corretta rotazione o avvicendamento tra specie sfruttatrici del terreno tipo le solanacee e le cucurbitacee e miglioratrici come leguminose si evita un eccessivo sfruttamento delle risorse nutritive del terreno e allo stesso tempo si evita il proliferare di malattie fungine e di parassiti animali che normalmente completano il ciclo su specie affini. Questi sistemi vanno visti nell’ottica di una loro interazione e non vanno presi singolarmente in quanto, da soli, non possono modificare radicalmente e subitaneamente il corso produttivo dell’orto.  Nel medio e lungo periodo, invece, i vantaggi sono visibili e la qualità del terreno e  di conseguenza quella delle produzioni aumenta notevolmente, l’ambiente riprende la forma naturale e si favorisce il proliferare di specie utili all’agricoltura come la famiglia delle Coccinellidae predatrici di afidi, autentici flagelli  degli orti e dei frutteti.

Nov

20

By potatore

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I commenti di " Margherita"

Margherita

Per favore non parlatemi di dioabrotica perchè senò sclero di brutto!!!! L’anno scorso hanno messo delle trappole nel campo di mais..sembrano quei nastri dove si appiccicano le mosche…solo che quì si attaccano sti maledetti insetti… Però ogni settimana dovevo contare quanti esemplari si erano appiccicati questo serviva a decidere se l’anno dopo era il caso di disinfettare… Solo che finchè il mais era basso era tutto apposto, ma quando è cresciuto è stato un inferno…dovevo girare per mezz’ora prima di trovare la 1 trappola…Poi se ci agggiungiamo le foglie taglienti con cui ogni voltami graffiavo e quello strazio di mia zia che neanche a cacciargli in bocca una pannocchia, sta zitta…vedete voi cosa viene fuori!!?? Tutto questo per sentirmi dire , alla fine dell’estate , che il mio lavoro era stato inutile perchè il campo sarebbe stato disinfestato comunque…!! Vorrei concludere con appello , lo sò che non centra con l’articolo , ma non c’è nessuno che desidera avere 3 zie adottive (ve le regalo…)???Non consumano molto parlano solo un pò…potete anche non dargli da mangiare così ve ne liberate prima…