Mar

22

By potatore

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Equinozio….in ritardo!!

La parola “equinozio” deriva dal laino”equi -noctis” e in pratica  significa che le ore di buio della notte sono uguali alle ore di luce del giorno. La definizione puramente teorica  perchè nella realtà  l’equinozio sarebbe solo un preciso istante del giorno in cui il buio e il giorno si dividono esattamente le 12 ore.  Nell’emisfero settentrionale, l’equinozio di primavera  cade il 20 o 21 marzo mentre a  settembre  cade il 22 o il 23  e quindi equinozio d’autunno. Per un sito di giardinaggio l’importante è che siamo in primavera e quindi le temperature diventano gradevoli e siamo in inizio fioritura di ciliegi e pruni mentre  i peschi più precoci sono, ormai in sfioritura. Al via le semine per gli ortaggi da frutto, anche se con qualche protezione al Nord. Rimandiamo ai vari articoli presenti sul sito per le modalità e ” buona primavera” a tutti ahimè per quelli affetti da allergie ai pollini.

Ott

14

By potatore

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Un po' di …luce

Il processo mediante il quale le piante verdi fabbricano il materiale che adoperano per il loro accrescimento si chiama fotosintesi, ossia sintesi di sostanze nutritive per merito d’energia luminosa. La luce e` quindi l’elemento indispensabile di vita per le piante: entro certi limiti, maggiore è la quantità di luce che la pianta riceve e tanto più è il suo sviluppo. Le ore di luce   solare variano, durante la giornata, con le stagioni; in Italia si va da un minimo di 8 ore circa durante l’inverno ad un massimo di 16  ore  circa d’estate. Queste variazioni  stagionali sono  minime all’equatore, dove il giorno si aggira  quasi, costantemente  per  tutto l’anno  sulle  12 ore di   luce,   mentre  diventano massime ai Poli dove si arriva a 24 ore di luce  destate e altrettante d’inverno di buio.  L’intensità delle radiazioni luminosa è massima   all’equatore e minimo verso i poli; andando, quindi, verso il Nord diminuisce l’intensità luminosa che però viene compensata da una maggiore copia di radiazioni riflesse; ciò consente a molte   piante coltivate di portare a maturazione i loro   frutti anche nelle regioni prossimi ai circoli polari. Raramente le piante soffrono per eccesso di luce: tuttavia è  più adatta allo  sviluppo delle piante a luce diffusa anziché quella diretta, specialmente   quando questa è troppo intensa: alcune piante ortensi e molte altre ornamentali, esigono un ambiente ombreggiato, non solo, ma   per ottenere particolari prodotti orticoli si ricorre all’ombreggiamento, come per l’imbianchimento dei cardi (gobbi), del sedano, dell’asparago ecc. L’ombra, però, nuoce alla maggior parte delle piante coltivate in pieno campo: il grano che cresce   all’ombra degli   alberi e lungo i viali va più facilmente ad allettare. Quando ad un’intensità luminosa si unisce anche un’elevata temperatura, come   accade nel Mezzogiorno, noi possiamo osservare che le piante producono   frutti più saporiti e in maggior quantità semi pi grossi e numerosi, mentre le altre parti   della pianta tendono a ridurre il rigoglio vegetativo e a diventare meno longeve

Apr

2

By potatore

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Grasse ma belle!

di giorgiap
PRIMA COSA: i cactus sono solo il 20% di tutte le piante grasse..
Adattatesi a vivere in zone dove l’acqua si vede raramente, le piante grasse sono tipi strani: sembrano extraterestri sbarcati sulla terra da chissà dove. Esistono tante famiglie, di sicuro numerose: contano circa 10000! specie, riunite in grandi famiglie.
Tra queste ci sono i cactus, che a volte hanno fiori grandi e vistosi ((anche se nelle nostre case difficilmente fioriscono!!!!), e le EUFORBIE: quando sono fiorite, secernano un latte con proprietà cicatrizanti ma tossico, per tenere lontani gli animali che provano a mangiarle. Le piante grasse (in realtà il nome più corretto è succulente), grazie a speciali tessuti spugnosi, trattengono i liquidi nel fusto o nelle foglie: sono come serbatoi, dove immagazzinano riserve d’acqua nei periodi piovosi, per poi prelevarla nei periodi di siccità. Non solo, per limitare la perdita di liquidi, hanno escogitato anche altri, ingegnosi sistemi. Rispetto alle altre piante hanno pochi stomi: sono i buchini delle foglie, di solito aperti di giorno per fare entrare anidride carbonica. Grazie a questo gas, e alla luce del sole, le piante possono fare la fotosintesi, nutrirsi e crescere. Problema: quando gli stomi sono aperti esce anche acqua. Per questo le piante grasse li aprono di notte: fa meno caldo e evaporano meno liquidi. Ma come fanno a fare la fotosintesi senza luce solare??? Usano reazioni chimiche in parte diverse da quelle delle piante”normali”. Il loro fusto, inoltre, è ricoperto da una CUTICOLA e da uno strato di CERE, per limitare l’evaporazione. Tal volta è così spesso che quando la pianta muore e secca, il guscio rimane”rigido”, dando l’impressione che sia ancora viva. Se vogliamo “adottare” un cactus e non vogliamo farlo morire ricordiamo queste semplici regole: è più facile ucciderlo bagnandolo troppo, piuttosto che troppo poco. Mettiamo sabbia nella terra quando lo travasiamo: così l’acqua in eccesso se ne va rapidamente e le radici non marciscono. Infine, anche se ogni pianta ha esigenze diverse, quelle più comuni da noi, d’inverno, è meglio tenerle in casa, sul davanzale della finestra (hanno bisogno di tanta luce).