Apr

16

By potatore

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Pere Kaiser provenienza SudAfrica

Pere Kaiser provenienza SudAfrica, pere Williams provenienza argentina è quello che si legge negli stand della frutta dei supermercati: che fine ha fatto la frutta italiana.  Negli anni Novanta l’Emilia era un tappeto rosso di meleti in fioritura e l’abbondante produzione ha fatto crollare i prezzi a circa 90lire al chilo quando la sola raccolta ne costava 100 di lire. Poi è stata la volta delle pesche, albicocche e prugne e via dicendo. La crisi del comparto agrumario è invece atavica e pensare che basterebbe alzare la quota di succo d’arancia nelle bevande, oggi al 12%,  per smaltire una parte della produzione e rialzare i prezzi alla produzione. L’ultima novità comunitaria  stabilisce che si può immetterre sul mercato aranciata senza che contenga succo di agrumi: siamo al paradosso.  Il risultato è che gli agricoltori hanno letteralmente abbandonato  gli agrumeti e in particolare quelli con produzioni marginali, che gli emiliani hanno tagliato i meleti, i campani le pesche e le prugne visto la scarsa remunerazione del prodotto. Si comincia così ad importare frutta dalla Turchia, dalla Grecia, dall’Argentina a prezzi più competivi ma con grande spreco di carburante ( trasporto via arerea) e quindi di inquinamento del pianeta.  Pensare che la nostra agricoltura era il fiore all’occhiello nella produzione di frutta (rimaniamo secondi per la produzione mopndiale di Kiwi) ed eravamo assolutamente autosufficienti. Le colpe come al solito sono degli altri ma sicuramente sono di tutti: i produttori che non hanno diversificato le produzioni, i commercianti e i dettaglianti che alzano i prezzi disincentivando all’acquisto e i consumatori che invece di utilizzare frutta di stagione preferiscono le fragole a Natale e l’uva a Pasqua. Chissà se si ritornasse a consumare frutta di stagione……… con poca presenza di pesticidi……….. senza necessità di lunghi trasporti………. che in etichetta spicca prodotto italiano…………