Feb

1

By potatore

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I lavori dell'orto di febbraio


Sementi – sta per partire la stagione delle semine e pertanto sarà conveniente non farsi trovare impreparati. Il segreto per ottenere buone produzioni è quello di possedere delle buoni sementi. Quelle prodotte in proprio raramente lo sono perché non sempre vengono rispettati i criteri di una corretta impollinazione, giusta conservazione e trattamenti. Tutta la semente proveniente da ditte specializzate, invece, possiede questi requisiti in quanto deve rispondere alla severa normativa C.E.E ed inoltre è preventivamente trattato, in genere con thiram, che garantisce una buona protezione durante la fase di germinazione.

Semine – nelle giornate assolate prime semine di quelle specie come cipolle, lattuga e spinaci che possono germinare anche a temperature molto basse o vicino allo zero. Le semine vanno effettuate a spaglio e, dopo una leggera irrigazione, le particelle possono essere coperte con un film di plastica trasparente che trattenga al suolo il poco calore accumulato durante il giorno. In caso di semi molto piccoli, come quelli di lattuga, è sempre opportuna la previa miscelazione con sabbia in modo da rendere uniforme la semina.

Lavorazioni – Vanno sempre effettuate nelle ore più calde della giornata e con substrato asciutto altrimenti si rischia di compattarlo eccessivamente. In pratica il terreno va lavorato solamente quando è in tempera e cioè in condizioni intermedie di umidità. I terreni lavorati quando sono eccessivamente bagnati tendono facilmente a costiparsi e talora a diventare asfittici creando non pochi problemi di ristagni idrici e marciumi radicali. Risulterà pertanto utile tener conto, durante le varie lavorazioni, del giusto sgrondo della acqua, in caso di terreni eccessivamente compatti, distribuire un valido ammendante.

Blanquette – La sistemazione a blanquettes dei vari appezzamenti offre diversi vantaggi: si tratta in pratica di dividere l’orto in aiuole larghe 1-1,20 metri e rialzate dai vialetti di circa 20 cm. La possibilità di poter effettuare alcune operazioni con una motozappa richiederà delle blanquettes indubbiamente più lunghe, al contrario se le varie operazioni come la zappettatura sono eseguite a mano. Nelle aiuole così sistemate si possono effettuare interventi sulle colture evitando il calpestio, che è uno dei motivi di cattiva circolazione dell’aria nel terreno.

Mar

15

By potatore

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Al Nord bel tempo!.

Il perdurare delle condizioni di bel tempo ha dato la possibilità alle colture dell’  orto di sviluppare notevolmente la crescita. Bisogna in ogni caso essere prudenti ancora per qualche giorno per la messa a dimora di quelle specie come pomodoro, zucchine e cetriolo che necessitano di temperature non inferiore ai 10-12 gradi. Eventuali ripari con film in plastica o campane in pvc possono ancora risultare necessari nelle ore notturne e nei terreni esposti ad est.
La siccità ormai prolungata determina il ricorso sistematico alle irrigazioni che devono essere effettuate nelle ore mattutine e in quelle serali evitando di utilizzate acque molto fredde provenienti da pozzi o condutture molto profonde. In questi casi può risultare utile riempire delle tinozze o dei recipienti in latta, lasciarli al sole per tutta la giornata ed irrigare nelle ore serali. Per coloro che utilizzano grossi fusti per l’irrigazione, possono sciogliere in questi 100-200 grammi di concime completo e utilizzare successivamente l’acqua come fertirrigazione. Per evitare competizione vanno eliminate tutte le infestanti presenti nell’orto e molto cura va posta nella pulizia degli appezzamenti di aglio da erbacce, come “gli occhi della madonna” o veronica comune che tendono a tapezzarle fragole e per le cucurbitacee, invece, il ricorso alla pacciamatura con paglia può essere uno dei migliori sistemi sia per la difesa dalle infestanti che per l’igiene dei frutti. L’utilizzo in ogni caso della pacciamatura a prescindere del materiale usato apporta indubbi vantaggi alla coltura e oltre agli aspetti sanitari determina un risparmio di acqua di irrigazione e trattiene il calore di irraggiamento. Le serre vanno aperte completamente per favorire il ricambio di aria e d evitare lo sviluppo di malattie crittogamiche. Lattuga, spinaci, bieta da coste o erbette ed in ogni caso le specie a semina invernale in genere non sopportano temperature superiori ai 21-23 gradi e pertanto vanno molto aerati.

Gen

27

By potatore

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Limone!

Fiori e frutti insieme è la particolarità che contraddistingue le piante di limone. Appartenente al genere Citrus, il Citrus limon è un albero che raggiunge al massimo i 5-6 metri di altezza ed alcune varietà non superare il metro e mezzo. Gli alberelli coltivati in vaso con l’arrivo della primavera vanno spostati all’aperto e in pieno sole condizione ottimale affinchè la pianta fiorisca. Ma già in questo periodo molti esemplari tenuti in condizioni ottimali durante l’inverno sono pronti a aprire i fiori profumatissimi chiamati zagara e allo stesso tempo portano ancora i frutti dei fiori fecondati in tarda estate. La doppia fruttificazione che avviene in questi alberelli oltre ad essere una caratteristica della varietà è in gran parte  stimolata da un certo periodo di siccità a cui vengono sottoposte le piante durante il mese di agosto. Ciò induce la pianta a stimolare la produzione di nuovi fiori che formeranno   quelli che vengono chiamati limoni verdelli per il colore della buccia. Una varietà molto conosciuta in Sicilia, chiamata “femminello”, ha molto accentuata questa caratteristica e riesce a rifiorire anche cinque volte durante l’anno con la pregevole caratteristica di espandere quasi tutto l’anno nell’aria il delicatissimo profumo dei fiori di zagara e allo stesso tempo riempire la pianta di splendidi   e colorati frutti dalle mille tonalità di giallo. Attenti alle irrigazioni, in particolare per le piante in vaso: vanno abbondantemente annaffiate solo dopo che il substrato si è asciugato quasi completamente.

Ott

11

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I fontanili lombardi

stefano

I fontanili sono una caratteristica particolare della pianura lombarda, che proprio per l’abbondanza di acqua è sempre stata fertilissima e particolarmente adatta all’agricoltura. Dal punto di vista geologico, viene suddivisa in “alta pianura” e “bassa pianura”. Il sottosuolo dell’alta pianura è costituito da ghiaie grossolane deposte nel periodo quaternario ai piedi delle Alpi, ma queste ghiaie diminuiscono di volume verso sud. Il sottosuolo della bassa pianura è invece composto da sedimenti prevalentemente fini. Nella fascia di transizione tra le due pianure, dove le frazioni più fini cominciano ad essere presenti in proporzioni rilevanti, le acque delle falde s’innalzano per effetto del rigurgito provocato dalla diminuzione di permeabilità. Le acque che sgorgano in superficie sono dette “risorgenti” e i pozzi dove sboccano prendono il nome di “fontanili”. Si tratta di acque che, provenendo dalla falda sotterranea, mantengono una temperatura costante tutto il corso dell’anno (attorno ai 10/14 °C) e di conseguenza non ghiacciano nei mesi invernali. Questa continua fonte di acqua relativamente calda è stata una delle ragioni prioritarie dello sviluppo di un’agricoltura molto redditizia nella Pianura Padana; le “marcite”, tipiche coltivazioni di foraggio ad elevata produttività, erano principalmente alimentate con acque di risorgiva.
La temperatura costante, la limpidezza e la portata sempre regolare delle acque risorgive permettono tra l’altro lo sviluppo di una vegetazione acquatica del tutto particolare e di una fauna estremamente ricca e variata. Nella sola provincia di Milano sono presenti circa 600 fontanili, dai quali prende origine un sistema di rogge che consente l’irrigazione di vaste aree agricole. La stessa città di Milano è sorta in corrispondenza della fascia a più alta densità di risorgenti.
Eppure anche i fontanili hanno subito le conseguenze di un uso irrazionale dell’acqua da parte dell’uomo. L’abbassamento della falda, verificatosi intorno agli anni sessanta, ha, infatti, prosciugato un’alta percentuale dei fontanili milanesi e lombardi.

Set

20

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La raccolta dell’acqua piovana

di Daniel Bernini


In questi tempi si sente sempre di più parlare di risparmio idrico. Il risparmio può avvenire senz’altro partendo dalle nostre case, cercando di evitare gli sprechi laddove possibile: usare la doccia anziché la vasca da bagno, aprire l’acqua sotto la doccia in fase di risciacquo e non mentre ci si insapona, durante la pulizia dei denti aprire l’acqua solo lo stretto necessario, scegliere cicli più brevi possibili per lavastoviglie e lavatrice, usare l’acqua potabile solo per usi alimentari. Ma come reperire acqua non potabile per tutti quegli usi fuori casa? Raccogliendo l’acqua piovana attraverso adeguate realizzazioni. Pertanto, decidendo di costruire un impianto di raccolta, occorre scegliere tra vasche interrate e vasche esterne. Le vasche interrate possono essere collegate sia all’impianto idrico della casa integrando l’acqua dei servizi igienici o quella della lavanderia, sia a quello esterno per l’irrigazione del giardino. Nelle vasche esterne, invece, l’acqua viene raccolta ed utilizzata solo per gli usi esterni. In entrambi i casi occorre innanzitutto predisporre le grondaie del tetto in modo adeguato. Utilizzando l’acqua piovana, si può arrivare ad un risparmio di acqua potabile oltre ogni aspettativa, senza contare il risparmio economico davvero notevole che permette, in tempi brevi, di ammortizzare il costo dell’impianto.