Gen

12

By potatore

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Bombi, crisope e forficole……

 

Molto spesso il rapporto che l’uomo ha con gli insetti da vita ad una sensazione di fastidio e di molestia generalizzando e enfatizzando i disturbi che mosche e zanzare principalmente nella stagione estiva arrecano. In effetti solo una parte ristretta degli insetti presente in natura è causa di fastidi all’uomo mentre una parte consistente oltre a non arrecare nessun disturbo all’uomo diventa indispensabile per le coltivazioni che lo stesso attua. Un esempio notevole e significativo viene dato dalle api che come noto oltre alla produzione di miele sono indispensabili per l’impollinazione e per lo stesso motivo negli ultimi anni nelle serre vengono posti delle arnie di bombi (Bombus terrestris) imenotteri dal corpo tozzo e peloso di colore nero-giallo che con il loro lavoro aumentano le rese dei pomodori e di altri ortaggi. Oltre a questi, meno conosciuti, ma non di minore importanza sono le coccinelle, le Crisope e le Forficole oltre ad una notevole schiera di Imenotteri e Ditteri che essendo dei predatori naturali di afidi, autentico flagello delle coltivazioni, riducono in materia consistente il proliferare di quest’ultimi. Purtroppo in quest’ultimi tempi si assiste ad una diminuzione di ripari naturali per la popolazione di insetti utili e inoltre l’utilizzo di antiparassitari non selettivi riduce notevolmente lo sviluppo di questi antagonisti naturali con l’aumento delle infestazioni di afidi, cimici, ragni. Pertanto risulterà molto utile non eccedere nei lavori di pulizia degli affranti, dei cigli inerbiti o di zone cespugliose in prossimità di orti e giardini in quanto è proprio in questi luoghi che normalmente svernano la maggior parte di insetti utili mentre sarà il caso di mettere da parte i pregiudizi su alcuni insetti tra cui le forbicine, innocue per l’uomo ma predatori di afidi e infine anche per le nauseabonde cimici dei campi forse sarà il caso di avere una più “umana comprensione”.

Ago

5

By potatore

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Modena: reclutati pipistrelli contro le zanzare

Per combattere le zanzare Modena recluta i pipistrelli. Mammiferi predatori presenti nel territorio, ma in diminuzione a causa di pesticidi ed antropizzazione. Molto utili per combattere gli insetti dannosi all’uomo e alle coltivazioni, ora hanno solo bisogno di sconfiggere il pregiudizio di antiche leggende.Un modo tutto ecologico per combattere le zanzare? Reclutare i pipistrelli. Lo ha escogitato il comune di Modena, che in vista della stagione più calda, durante la quale le fastidiose bestiole cominciano a minacciare i nostri centimetri dermici, si è premunita in modo ecocompatibile. Il comune sta installando circa venti “Bat Box” per la città, piccole tane, nelle quali i pipistrelli potranno rifugiarsi e di notte cacciare le zanzare. E’ noto come questo tipo di mammifero sia un assiduo predatore delle zanzare tigre, ne mangia infatti, dalle 1.500 alle 2.000 unità al giorno. Spiega l’assessore comunale all’Ambiente Simona Arletti: “Abbiamo cercato di capire cosa potevamo fare in più per sfruttare i predatori naturali, e così abbiamo pensato ai pipistrelli. Finora i controrimedi si sono basati sulla prevenzione, nel senso che viene raccomandato ai cittadini di eliminare i depositi di acqua stagnante, per esempio, e sulla disinfestazione. In questo modo invece non solo ampliamo le azioni di contrasto in modo naturale, ma tuteliamo la biodiversità”. Le specie di pipistrelli presenti nel territorio emiliano sono circa 20, ma tutte in diminuzione a causa dei prodotti di sintesi utilizzati in agricoltura, senza dimenticare l’antropizzazione che ne ha ridotto i luoghi di caccia e rifugio.

Insomma Modena cerca di ridare spazio ai piccoli chirotteri (questo il loro nome scientifico) in cambio di un gustoso aiuto, fare scorpacciate di zanzare tigre che ogni anno infestano le nostre città, umide, calde e piene di rifugi dove proliferare. Ma i pipistrelli il cui compito essenziale è nutrirsi di insetti che noi chiamiamo dannosi, non solo per l’uomo ma anche per le coltivazioni, contribuirebbero a migliorare le condizioni anche di queste ultime, tutto nella perfetta armonia dell’ecosistema. Ultimo suggerimento, non averne paura. Sono molte infatti le leggende che si raccontano su questo piccolo predatore, tutte da sfatare almeno per quanto riguarda l’essere umano.

(a cura di Jacopo Lang)

Mag

8

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Frutti sconosciuti: l’annona

massimo


È molto diffusa, e è presente anche nelle regioni mediterranee. L’albero di questa specie può raggiungere i 6 metri di altezza. Contrariamente alle altre annone e una pianta semidecidua, in quanto perde quasi tutte la foglie dopo aver maturato i frutti. Nei climi meno caldi della nostra penisola, ma pur sempre temperati come Capri, la penisola di Sorrento e la Riviera ligure, può essere allevata a spalliera, cioè contro un muro esposto a sud. La buccia è verde giallognola con curiose squame polpose, la polpa del frutto è bianca, cremosa, dolce-aromatica, con il sapore di pera e di cannella, per questo viene anche chiamata mela-cannella. Appartiene alla Famiglia delle Annonaceae e al genere Annona, che comprende circa 60 specie.
E’ una piccola pianta con portamento eretto, chioma aperta e sviluppo lento.
Nei climi caldi e’ sempreverde, mentre nelle zone subtropicali e temperate perde tutte o parte delle foglie.
I fiori bianco-verdastri sono solitari o riuniti in gruppi di 2-3; sono ermafroditi ma gli organi sessuali si sviluppano in tempi diversi.
La struttura del fiore rende difficile sia la fecondazione anemofila (il vento) che entomofila(da insetti come i pronubi); per questo motivo in alcuni Paesi si ricorre all’impollinazione artificiale. Nei climi temperati la fioritura si ha tra la fine di giugno e i primi di luglio e dopo 5-8 mesi si ha la maturazione dei frutti. Questi sono un’infruttescenza (sincarpio) costituita da 60-70 frutti ognuno dei quali contiene un seme bruno avvolto da una polpa bianca aromatica, butirrosa, con sapore simile all’ananas e alla banana.