Nov

9

By potatore

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La dieta: "Son cavoli miei"

 

Nessun medico potrà togliere dalla “dieta” un piatto di fresca insalata e a maggior ragione durante il periodo estivo in cui questa pietanza si distingue per il senso di freschezza che da all’organismo. Le varianti possono essere tante come la “Lollo” dalle foglie verdi arricciate con sfumature rossicce sull’orlo, disintossicante, diuretica ricca di potassio; Il radicchio verde dal gusto un po’ amaro e ricco di minerali tra cui ferro e calcio e di una buona dose di vitamine ideale per le insalate miste e la classica lattuga contenente acqua per il 95% ma contenete anche vitamine di tipo A, C e K e inoltre per il contenuto di un principio calmante, il lattucario che per il sapore dolce viene indicato particolarmente per i bambini. Il contenuto di elementi nutritivi e vitaminici rendono interessanti la coltivazione e la consumazione di prodotti orticoli in particolare durante il periodo estivo in cui il nostro organismo richiede pietanze ad alto contenuto di sali minerali e acqua. Il ravanello ad esempio e ricco di potassio e contiene molta vitamina C e calcio. Se provenienti direttamente dall’orto e quindi molto fresche possono essere anche utilizzate le foglie anche se un po’ piccanti. Poco conosciuto è il crescione ma è utilissimo per insaporire insalate miste e allo stesso tempo è portatore di vitamine A, E, _B1, B2 e PP inoltre grazie alla presenza di sostanze solforate protegge l’organismo dall’insorgenza di tumori. L’acido folico contenuto nel cavolo cinese migliora, invece, la funzionalità del sistema nervoso e questa è la stagione per farne “scorta”.

Mar

13

By potatore

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Il pomodoro nero

pomodoro nero

Ecco il “pomodoro nero” che combatte i radicali liberi
E’ un pomodoro ma quando matura la sua buccia assume una colorazione viola tendente al nero, grazie alla presenza degli antociani, pigmenti che si trovano in alcuni vegetali, come l’uva nera e i mirtilli. Gli antociani sono potenti antiossidanti, utili a contrastare la formazione dei radicali liberi e, quindi, a rallentare il processo di invecchiamento. “Sun black”, come è stato ribattezzato questo “pomodoro nero”, che però conserva una polpa di colore rosso e che mantiene inalterato il sapore, è un supernutriente e può quindi garantire benefici alla salute. Si tratta del risultato di una ricerca che non ha fatto ricorso a tecnologie OGM, nella consapevolezza che tali alimenti non incontrano, al momento, il favore dei consumatori italiani.
Il “sun black” è stato concepito nell’ambito del progetto interuniversitario “Tom – Anto”, finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e coordinato dal professor Pierdomenico Perata, ordinario di fisiologia vegetale alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Al progetto partecipano le università di Pisa (referenti scientifici il dottor. Fernando Malorgio e il professor Alberto Pardossi) , Modena e Reggio Emilia (referente scientifico è il professor Nicola Pecchioni) e della Tuscia di Viterbo (referente scientifico è il professor Andrea Mazzucato).
Il “sun black” unisce in un unico alimento le componenti nutrizionali di più frutti. Il team di ricercatori è partito da una constatazione: che l’aspettativa di vita è aumentata grazie anche all’aggiunta, in alimentazione, di molecole capaci di prevenire le malattie e di migliorare la qualità del metabolismo, rallentando l’accumulo di radicali liberi. E’ nata così l’idea di combinare in uno stesso alimento le qualità del pomodoro con quelle dell’uva nera o dei mirtilli che contengono un’elevata quantità di antociani, dall’azione antiossidante. Gli antociani sono infatti assenti normalmente nei pomodori. Per raggiungere l’apporto nutritivo del “sun black”, una possibile, salutare insalata dovrebbe essere arricchita dalla presenza di mirtilli o di uva nera. Il “pomodoro nero” è ormai arrivato al secondo anno di raccolta, anche per merito del lavoro svolto dal professor Gianpiero Soressi dell’Università della Tuscia (Viterbo), che ha ottenuto il pomodoro Sun Black effettuando un incrocio tra varietà di pomdoro con caratteristiche contrastanti. Uno dei genitori di Sun Black produce piccole quantità di antociani nella buccia, mentre l’altro genitore produce elevate quantità di antociani nelle foglie. Dall’incrocio di queste due varietà è nato Sun Black, che mostra la intensa colorazione viola-nera nella buccia del frutto. Il risultato ottenuto con il “sun black” rappresenta un’ulteriore conferma della vitalità della ricerca condotta in Italia: con circa 150mila euro (finanziamento del Ministero dell’Università) è stato infatti possibile un risultato che potrebbe modificare in maniera significativa l’alimentazione umana.Per il progetto si confermano due obiettivi: uno propedeutico rispetto alla ricerca agroalimentare e a un possibile ingresso del “sun black” nel circuito commerciale; il secondo sta nello studio dei geni coinvolti con il processo di produzione di antociani per migliorare ulteriormente, senza ricorso a ogm che non incontrerebbero l’approvazione dell’opinione pubblica, la componente nutrizionale degli alimenti.