Ott

7

By potatore

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Inquinamento marino

di Fr.Ma.
Gli animali acquatici si distinguono rispetto ai vertebrati per il lungo periodo di evoluzione, la quale ha consentito la diversificazione in tutte le forme attuali, specializzandosi e occupando tutte le nicchie ecologiche dei vari ambienti acquatici. Le particolari cause del loro rischio di estinzione:
la pesca intensiva causa il collasso delle popolazioni marine, che non sono in grado di riprodursi tanto velocemente da rimpiazzare gli esemplari sottratti.
L’inquinamento delle acque dovuto all’industrializzazione, ha provocato l’aumento di scarichi di vario tipo nelle acque, creando forti disagi tra i pesci. Ciò comporta anche il rischio di avvelenare l’ intero ecosistema.
Al malessere marino hanno contribuito anche le perdite di petrolio in mare dovuto agli incidenti. Il petrolio tende a ricoprire prima lo strato superiore e poi il fondo del mare uccidendo pesci, vegetali e uccelli. Solo dopo decenni la vita può ritornare come prima.
La pesca indiscriminata, individuabile specialmente in paesi tropicali, meno sentita nelle acque dolci ma distruttiva in mare, è molto visibile ad esempio nelle barriere coralline perchè i pescatori locali spruzzano una soluzione di cianuro per stordire i pesci e catturarli.
Anche l’ introduzione di specie “aliene” costituisce un pericolo per le specie marine.

Ott

3

By potatore

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Il mediterraneo: un ambiente in via di degrado

a cura di Bi.Gi

I 22 Paesi che si affacciano sul Mediterraneo contano oltre 400 milioni di abitanti. Di questi, 143 milioni vivono nella fascia costiera, che ogni anno accoglie altri 175 milioni di visitatori. Il benessere di tutte queste persone dipende dallo stato di salute ambientale del Mar Mediterraneo. L’ambiente del Mediterraneo è al tempo stesso uno dei più ricchi e dei più vulnerabili al mondo: le sue regioni marine e costiere, infatti, sono esposte a una serie di pressioni, provenienti per l’80% da fonti di inquinamento di origine terrestre. Oltre la metà dei centri urbani del Mediterraneo con più di 100 000 abitanti non dispone di impianti di trattamento delle acque reflue e il 60% delle acque reflue prodotte in queste zone è riversato direttamente in mare. Nei Paesi del Mediterraneo sudorientale oltre l’80% delle discariche non è soggetto a controlli. Una particolare minaccia per l’ambiente marino mediterraneo è rappresentata da fattori quali i rifiuti agricoli, le particelle sospese nell’aria e le acque di ruscellamento, che trasportano in mare agenti patogeni, metalli pesanti, inquinanti organici, oli e sostanze radioattive. La rapida urbanizzazione e il progressivo sviluppo di un turismo non sostenibile nelle regioni costiere mediterranee hanno contribuito all’insorgere di seri problemi sanitari e ambientali. Anche l’inquinamento provocato da fonti industriali e domestiche e dal trasporto marittimo, la perdita di aree aperte e la distruzione degli ecosistemi costieri per la realizzazione di costruzioni contribuiscono al degrado ambientale.

Ago

27

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Le varie forme dell'inquinamento

di fe.pa

Generalmente si parla di inquinamento quando l’alterazione ambientale danneggia una o più forme di vita e i cicli naturali dell’ecosistema.
Esistono molti tipi di inquinamento (quello dell’aria, dell’ acqua, del suolo, acustico, luminoso, termico, genetico e nucleare) e sono causati da inquinanti diversi che possono essere naturali o artificiali.
Anche se esistono cause naturali che possono provocare alterazioni ambientali dannose alla vita, il termine “inquinamento” si riferisce generalmente alle attività umane agricole, industriali, urbanistiche e volte alla produzione di energia.
Quando si parla di sostanze inquinanti solitamente ci si riferisce a prodotti della lavorazione industriale o dell’agricoltura, ma è bene ricordare che anche sostanze apparentemente innocue possono compromettere seriamente un ecosistema come del sale versato in uno stagno. Inoltre gli inquinanti possono essere sostanze presenti in natura e non frutto dell’azione umana. Infine ciò che è velenoso per una specie può essere vitale per un’altra: le prime forme di vita immisero nell’atmosfera grandi quantità di ossigeno come prodotto di scarto in quanto per esse velenoso. La combinazione di tali molecole diede origine allo strato di ozono.
Un forte interessamento ai problemi causati dall’inquinamento industriale è avvenuta a partire già dagli anni settanta, ma anche negli anni precedenti tuttavia cominciavano a manifestarsi pericoli legati alla salute in seguito allo sviluppo industriale.
Per misurare la tossicità degli inquinanti sull’uomo, uno dei parametri è la “DL50”, cioè la dose letale di una sostanza che uccide il 50% degli individui sottoposti ad essa. L’ unità di misura della DL50 sono i mg di sostanza per i kg di peso dell’individuo: si tratta di una misura della tossicità particolarmente acuta.
Basandosi su questo parametro le sostanze si dividono in: scarsamente tossiche come l’alcool etilico : DL50 = 10000 mg/kg; moderatamente tossiche come il sale da cucina : DL50 = 4000mg/kg; molto tossiche come il DTT: DL50 = 100 mg/kg; altamente tossiche come la tossina del botulino: DL50 = 0,00001 mg/kg.
Dal punto di vista della tossicità cronica, le sostanze possono essere suddivise in base ai danni che esse provocano: sostanze cancerogene, tra esse ricordiamo fibre di amianto, cloruro di vinile, benzo(a)pirene (un tipo di diossina), il catrame delle sigarette, raggi X e UV. Sostanze teratogene cioè capaci di provocare malformazioni anche gravi sui feti; tra queste: mercurio metile, composti del piombo, alcool etilico, raggi X. Sostanze mutagene cioè in grado di innescare delle mutazioni che possono portare al cancro; tra queste: composizioni di piombo e mercurio, benzo(a)pirene, gas nervino, raggi X e UV.

Lug

2

By potatore

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Tassa sulla co2?

In Europa si pagherà una tassa sulla CO2? di le.lo

Purtroppo sono costretto a ripetermi per l’ennesima volta, ma bisogna sottolineare come il nostro Paese, per quel che riguarda i temi ambientali, sia distante anni luce rispetto ad altre realtà. Mentre infatti qui da noi si è lottato con il coltello fra i denti con l’UE pur di non accettare il pacchetto clima 20-20-20 per la riduzione delle emissioni, da tutt’altra parte c’è chi lancia proposte in netta controtendenza. Parliamo della proposta del Premier del governo svedese Fredrik Reinfeldt che a partire dal prossimo mese metterà sul tavolo dell’UE la questione di imporre una tassa sulla CO2 a tutti i cittadini europei. Il Presidente, che dal primo luglio prenderà le redini del Consiglio Europeo, intende proporre l’introduzione della tutti gli stati membri, sulla falsa riga del modello di tassazione sull’anidride carbonica attualmente applicato in Svezia. Non si tratta solamente, sottolinea Reinfeldt, di un sistema per far fronte ai cambiamenti climatici, ma anche di uno strumento che permetterà di aiutare l’Europa ad uscire dalla crisi economica e far fronte alle conseguenze sociali. Una tassa nazionale sulle emissioni di CO2, continua Reinfeldt, è il modo migliore per costringere gli Stati membri a rispettare gli obiettivi del Pacchetto Clima

Giu

19

By potatore

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La moria delle api

articolo di ma.ga

Nel corso del 2007 c’è stata una forte moria di api in Italia, tanto che sono dimezzate! Ma il fenomeno ha interessato tutta l’Europa, con perdite tra il 30% ed il 50% del patrimonio di api, mentre punte del 60-70% hanno interessato gli USA!!! Sono questi i dati che emergono dal workshop svoltosi il 29 gennaio 2008 ed organizzato dall’APAT e da legambiente. La moria delle api ha un risvolto economico considerevole a causa dell’insufficiente impollinazione delle piante e della conseguente riduzione dei raccolti, con ripercussioni circa 250 milioni di euro!! Solo in Italia.Oltre alle piante da frutto sono a rischio anche gli allevamenti, visto la sempre minore impollinazione da parte delle api delle colture foraggiere a seme.Danni ingenti soprattutto sul Nord Italia. Un elevata mortalità in così poco tempo è dovuta soprattutto all’ l’inquinamento (di aria, acqua e suolo) e i cambiamenti climatici repentini e prolungati, che avrebbero influito negativamente sulla disponibilità della qualità dei pascoli e dell’acqua. Per quanto riguarda l’inquinamento, le maggiori responsabilità sono attribuibili all’inquinamento da fitofarmaci, in particolare di quei fitofarmaci sistemici contenenti molecole neonicotinoidi i cui effetti negativi sulle api si hanno fin dal lontano 1991 (quando furono introdotti in Francia). Solo che in Francia, in seguito a vari pronunciamenti giudiziari, questi pesticidi sono stati bloccati e poi vietati, mentre in Italia le denunce e gli allarmi lanciati dagli apicoltori sono rimasti inascoltati (ti pareva…) a quello elettromagnetico e ad una conseguente recrudescenza di alcune malattie come virosi e varroa. Per quanto riguarda i cambiamenti climatici, le maggiori responsabilità sono attribuibili all’andamento sempre più irregolare del clima che comporta un’interruzione al flusso normale dei nutrienti necessari alle api per la loro crescita e per il loro sviluppo, indebolendo di conseguenza le difese dell’alveare. Nonostante la più diffusa coltura biologica il problema non è ancora risolto.

Feb

4

By potatore

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Gli scienziati falsificano ?

Leggendo qua e là non è raro trovare spiegazioni scientifiche che lasciano perplessi anche i meno informati.  Da qualche parte, ad esempio, ho letto che piantare alberi può avere effetti  deleteri anche sul clima e le motivazioni che ne seguivano avrebbero fatto ridere persino un alunno appena iscrittosi alla classe prima elementare. Il problema è che esperti a vario titolo assoldati dall’avidità del “Dio Denaro” accampano spiegazioni che poco hanno di scientifico, visto il padrone a cui compiacere. Così dopo un inverno nella norma, con freddo nella norma,  nevicate nella norma e via così all’infinito i sopracitati personaggi resuscitano con nuove “bufale“: “Avete visto che gli sconvolgimenti climatici sono solo invenzione dei catastrofisti e che non è vero che l’inquinamento destabilizza il clima?” Lasciamo perdere: rispondere a cotanta ignoranza è tempo perso anche perchè devo partire per esplorare un nuovo passaggio a nord-est: infatti grazie allo scioglimento della calotta polare riesco a   raggiungere prima l’America!!!!!!!

saluti

cavallo pazzo