Ott

3

By potatore

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Roccioso è..bello!!

Un giardino roccioso deve ricreare un ambiente mondano ove declivi e pietre si alternano senza un ordine preciso o regole fisse. Necessariamente le piante adatte a colonizzare tale ambiente devono essere capaci di vivere e prosperare in terreni irregolari e sassosi. Tali piante sono relativamente facili da coltivare a condizione che vengano messe a dimora correttamente e che il terreno abbia un ottimo drenaggio. In natura queste specie sono abituate a sopportare condizioni estreme e la loro robustezza le permette di sopportare terreni anche aridi o battuti da forti venti. Unico punto a sfavore può essere dato dal fatto che durante i mesi invernali, queste specie, vengono protette nella maggiore parte del tempo, da un soffice strato di neve che le difende dalle basse temperature e dell’eccessiva umidità cosa che in giardino verrà sicuramente a mancare. Un giardino roccioso può essere allestito anche con una spesa ridotta purché si utilizzando sassi di qualsiasi tipo e quindi senza ricorrere a pietra provenienti da cave. Come è facile intuire tra il costo iniziale e le spese di trasferimento la spesa complessiva per il reperimento di pietre, provenienti da cave, può lievitare anche in modo notevole. Pertanto il primo passo è quello di verificare se in zona è possibile reperire le pietre adatte e in particolare rocce arenarie e calcaree, indubbiamente le migliori per tale scopo e che in ogni caso possono essere acquistate a prezzi ragionevoli. Evitare di scegliere pietre con dimensioni troppo varie, ma stabilire in partenza le dimensioni massime e minime, tenendo conto inoltre, che per allestire un roccioso di 2,5-3 metri quadri occorre all’incirca una tonnellata di pietre. Oltre a ciò va prevista la collocazione di altri sassi di piccole dimensioni, frammenti di calcare e di ghiaia che serviranno da riempimento tra gli interstizi di quelli più grossi e creare tonalità diverse di colore. A questo punto occorre procedere alla scelta del luogo e delle piante necessarie anche sicuramente quantomeno il luogo è stato già definito. Vanno però esclusi dalla scelta luoghi troppo umidi in quanto provocano marcescenze e troppo asciutti per motivi opposti mentre sotto gli alberi la sistemazione di un roccioso va evitata in quanto durante le piogge si creano dannosi effetti di gocciolamento. Per quanto riguarda le piante alcune considerazioni generali sono fondamentali per ottenere Un giusto equilibrio tra specie e parte rocciosa. Alternare piante erette a piante prostrate o a rosetta in modo da avere il massimo effetto decorativo e sempre per lo stesso motivo le piante erette come piccole conifere o arbusti vanno piantati alla base delle rocce. Le piante prostrate vanno invece messe a dimora in cima alle rocce in modo che crescendo vi ricadono sopra e infine le piante a rosetta possono essere sistemate nelle fessure verticali introducendo con molta precauzione la zolla con le radici nelle fessura e comprimendo in terreno sottostante e riempendo dall’alto gli spazi rimasti vuoti con terra e pietrisco.

Gen

16

By potatore

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Progetto io…

 

I mesi invernali piovosi e freddi possono essere utilizzati per la progettazione del giardino di casa o di eventuali modifiche da apportare a questo nel caso in cui vengono a mancare o a rendersi libere alcune aree. La progettazione è sicuramente la strategia migliore per ottenere che alla fine del lavoro i risultati coincidano con quanto effettivamente ci si aspetta in modo da ottenere un luogo di relax per eccellenza. Questo a prescindere dal fatto che al futuro giardino si voglia dare uno stile particolare italiano, giapponese, inglese o che invece rispecchi il gusto personale e le preferenze verso taluna o tal altra specie con presenza di rocciosi, di laghetti o di altro. Se, come auspicato, la forma di ideazione passa prima dalla fase progettuale per poi realizzarsi con l’attuazione pratica, alcuni suggerimenti di seguito riportati daranno una mano alla realizzazione di questo progetto che occuperà sicuramente una parte consistente del tempo libero invernale. L’esatto disegno in scala, su carta millimetrata, della riproduzione dell’area da sistemare o di tutto il giardino è la prima regola da seguire avendo cura di evidenziare anche le specie già esistenti ed eventuale luoghi con diversa inclinazione o dislivello. Successivamente vanno riportate eventuali opere in muratura come muretti, vialetti di accesso ed collocazione di vasi, statue, fontane o quant’altro formi l’ossatura centrale del giardino stesso. A tal proposito, va sottolineato, che il giardino è generalmente il prolungamento della casa e le scelte effettuate sugli esterni devono per alcuni versi richiamare gli interni anche perchè dalle finestre delle abitazioni la visione di ampie zone del giardino deve risultare armonica con quella dell’arredamento interno. Altro particolare non trascurabile è la funzione che lo stesso giardino deve avere e che in ogni caso deve tener conto di necessità future. Se il giardino viene utilizzato da una famiglia nei quali vi siano bambini al di sotto dei cinque anni, diventa importante che vialetti e muretti non diventino un impedimento per i giochi di quest’ultimi o addirittura pericolosi e che la creazione di una area giochi o una semplice vasca di sabbia renderebbe il giardino molto funzionale. La vasca non necessariamente deve essere costruita in cemento, bastano infatti delle semplici assi come bordo con forma varia per ottenere la possibilità d’utilizzo e possibilmente con bordi in legno da rimuovere una volta cresciuti i bambini. In altri casi vanno tenuto a debito conto gli eventuali ricoveri per auto, cisterne per il gasolio da riscaldamento, contenitori per rifiuti domestici e per i quali oltre a definire l’idonea area vanno anche ideati idonei sistemi atti alla mimetizzazione o quantomeno ad una armonica convivenza. L’ armonia delle forme deve infine concretizzarsi con l’adeguato utilizzo di materiali e delle specie vegetali che vanno sempre ricercati in quelli tipici delle zone circostanti al fine di creare anche col paesaggio circostante un perfetto connubio.

Dic

19

By potatore

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Freddo brrr!!!!

Il freddo invernale e le brinate  danno un duro colpo  alle coltivazioni sia di tipo arboreo  che  erbaceo. Normalmente le piante arboree hanno delle  difese naturali che le permettono di superare, con o senza danni il periodo invernale.  In particolare con l’approssimarsi della   sta­gione fredda le piante lignificano i germogli più teneri  in modo  che la lignina e a cellulosa facciano da riparo  alle rigide temperature. Le gemme, invece, vengono rivestite da particolari formazioni vegetali  chiamate perule che per la loro consistenza faranno  da riparo  fino alla primavera successiva quando si schiuderanno lasciando avanzare  il nuovo germoglio.  Non sempre, però, le difesa attuate dalla pianta sono così valide e dopo certe  annate più rigide è  facile trovare in primavere rami secchi, piantine morte ed anche in piante  di notevole circonferenza è possibile notare le tipiche  fessu­razioni verticali del tronco e più propriamente della  cor­teccia a sottolineare temperature invernali non sopportabili per la pianta. Normalmente sono le piante più giovani a giovarsi della cura dell’uomo che con opportuni accorgimenti aiuta  le piante dell’orto e  del giardino a limitare  i danni da gelata  o  addirittura alla morte per allessamento. Della paglia o altro materiale organico posto sul terreno  attorno al fusto evita il più delle volte l’eccessivo congelamento del  terreno,  mentre  avvolgere il fusto  con  paglia ben asciutta e successivamente avvolgere il tutto con un film di materiale  plastico  è l’ideale per la protezione  di que­st’ultimo. Nelle  piante da frutta risulta invece efficace  pennellare il  tronco con solfato di rame e calce nella proporzione  di 1:1. Con questo semplice rimedio si disinfetterà efficace­mente il fusto da parassiti animali e vegetali ed in parti­colare del muschio responsabile della marcescenza dei tessu­ti

Dic

17

By potatore

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Altro che condizionatori: meglio le piante

12La scelta delle piante per il giardino influisce sul clima della casa: una fascia di alberi sempreverdi sul lato nord, per esempio, blocca i venti freddi, tiene sottovento la casa e riduce gli sbalzi termici. La presenza di caducifoglie sul lato sud, invece, è necessaria per ombreggiare la casa durante l’estate; d’inverno, al contrario, il sole può battere sulla parete grazie alla caduta delle foglie. Sulla facciata est, abbandonata presto dal debole sole mattutino e quindi soggetta a sbalzi termici, rampicanti come l’edera sono l’ideale: infatti, grazie alle sue foglie sorrette dai brevi piccioli, forma una camera d’aria che riduce le escursioni termiche, impedisce alla pioggia di battere sulle pareti proteggendo dall’umidità, aumenta la durata dell’intonaco e riduce la presenza di polvere e rumori. Infine sulla parete ovest, che necessita degli stessi accorgimenti adottati per il lato sud, si può utilizzare la vite americana rampicante, caducifoglie e dal notevole effetto estetico.

Dic

3

By potatore

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GIRO TONDO

di Tina Campesi

 

Giro tondo
giro tondo,
è malato questo mondo,
c’è nell’aria
un pò di tutto,
l’universo è ormai
distrutto.
Ma che dico:
non ancora,
c’è rimasta qualche ora
per salvare la natura.
Un’idea io l’avrei
e da zero
partirei:
or sorvolo monti e mari
spiagge, coste, litorali,
ma non vedo
lo splendore,
la natura, è qui che muore.
C’era un albero
in giardino
e sul prato…
un fiorellino,
or la rosa più non sboccia
e dell’albero… non v’è traccia.
Quella rosa
non si schiude,
non fiorisce,
è già  morta quando nasce,
che peccato;
era bello questo mondo.
Giro tondo,
giro tondo.

Dic

14

By potatore

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I commenti di "Natale" di Margherita

margherita posted

Una delle più diffuse tradizioni (pagane) in Italia, è quella dell’albero di Natale. Essa è presente già nel mondo antico e nel medioevo, in seguito assimilata dal Cristianesimo. Una cronaca di Brema del 1570, ritrovata dal tedesco Ingeborg Weber-Keller,  raccontava che l’albero di Natale veniva decorato con noci, mele, datteri e fiori di carta. Il primo albero addobbato risale al 1510 nella città di Riga, a cui è stata anche dedicata una targhetta scritta in otto lingue. Di solito si addobba un abete o una conifera sempre verde (in Italia è molto diffuso il Peccio o abete rosso, mentre nell’Europa centrale e nei paesi nordici, gli abeti comuni), con piccoli oggetti colorati, luci, festoni, dolciumi e ai suoi piedi, i regali. Come da tradizione si deve addobbare l’8 dicembre, il giorno dell’immacolata, e si disfa il 6 gennaio, il giorno della befana (cioè anche il giorno dedicato alle mie zie e a mia nonna…) La moda diffusa negli ultimi anni è quella di portare nelle case alberi artificiali, che risultano essere più economici e più pratici, perché quando finiscono le feste, si possono disfare e mettere in soffitta, pronti per essere riutilizzati l’anno successivo, sebbene siano molto meno poetico e “grazioso”. Altri ritengono che l’albero artificiale sia molto importante perché, altrimenti,se tutti utilizzassero abeti veri, si incrementerebbe il disboscamento. Questo è un problema facilmente risolvibile, perché basta addobbare delle piante sempreverdi che possano stare in appartamento, in questo modo si rispetta la tradizione a cui gli italiani sono molto legati.
Secondo il mio parere, l’unico buon e serio motivo per utilizzare alberi artificiali è solo quando in casa ci sono persone che soffrono di allergie alle conifere, però anche questo problema può essere risolto, infatti, basta addobbare un albero in giardino.
Per cui vi consiglio di utilizzare solo alberi veri,così si rispetta la tradizione,è molto più decorativo e più carino….
Secondo voi, non è più bello avere in casa un po’ di natura “viva”con un verde sgargiante e qualche sfumatura di giallino,decorato dai mille colori delle lucine.…piuttosto che un mucchio d plastica uguale per tutti gli anni e soprattutto inespressivo con il solito verde “morto” o “sbiadito”,  che poi magari brucia con il calore..??
E poi scusate, per la prima volta è d’accordo pure mia zia!!!!
È la prima cosa sensata che dice in tutta la sua vita!!!!!!!Il problema è che anche lei usa quello di plastica..!!é mitica mia zia,anche se è un po’ stressante……Però mi è venuta una bella idea…..Visto che si avvicina il periodo natalizio, (e ci si scambiano i regali…) potrei impacchettarle e spedirle a qualcuno….ma sono sicura che mi ritornano indietro…..Oppure posso metterle sul campanile così predicano loro al posto del parroco..e per sentire la messa non c’è bisogno di andare in chiesa……

Set

20

By potatore

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La raccolta dell’acqua piovana

di Daniel Bernini


In questi tempi si sente sempre di più parlare di risparmio idrico. Il risparmio può avvenire senz’altro partendo dalle nostre case, cercando di evitare gli sprechi laddove possibile: usare la doccia anziché la vasca da bagno, aprire l’acqua sotto la doccia in fase di risciacquo e non mentre ci si insapona, durante la pulizia dei denti aprire l’acqua solo lo stretto necessario, scegliere cicli più brevi possibili per lavastoviglie e lavatrice, usare l’acqua potabile solo per usi alimentari. Ma come reperire acqua non potabile per tutti quegli usi fuori casa? Raccogliendo l’acqua piovana attraverso adeguate realizzazioni. Pertanto, decidendo di costruire un impianto di raccolta, occorre scegliere tra vasche interrate e vasche esterne. Le vasche interrate possono essere collegate sia all’impianto idrico della casa integrando l’acqua dei servizi igienici o quella della lavanderia, sia a quello esterno per l’irrigazione del giardino. Nelle vasche esterne, invece, l’acqua viene raccolta ed utilizzata solo per gli usi esterni. In entrambi i casi occorre innanzitutto predisporre le grondaie del tetto in modo adeguato. Utilizzando l’acqua piovana, si può arrivare ad un risparmio di acqua potabile oltre ogni aspettativa, senza contare il risparmio economico davvero notevole che permette, in tempi brevi, di ammortizzare il costo dell’impianto.