Giu

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By potatore

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Il giardino roccioso!

Una particolarità che contraddistingue i giardini di nuova concezione è la presenza del giardino roccioso. Forse ciò è dovuto al fatto che esiste un indiscutibile senso naturale che porta l’uomo a circondarsi di una oasi verde che sia quanto più possibile somigliante alla realtà. E’ risaputo, tra l’altro, che anche che parchi e giardini non sono indenni ai dettami della moda e dalle ventate più o meno naturalistiche che caratterizzano la creazione degli spazi verdi.
Sicuramente la costituzione di un giardino roccioso all’interno di una area verde più o meno grande trova un un indiscutibile fascino, fermo restando alcuni criteri di natura botanica e più generalmente di armonia delle forme che rendano l’insieme gradevole. Per procedere alla collocazione delle varie parti costitutive di un roccioso o in ogni caso di qualsiasi elemento che riguarda l’orografia di un giardino, occorre inizialmente effettuare su carta un disegno quanto più possibile vicino. Un roccioso ideale va posto in luogo aperto e lontano da zone ombreggiate o con eccessiva influenza di piante di alto fusto. L’esposizione ideale sarà sud sud-ovest o in ogni caso lontano da zone fredde e con presenza di ristagni idrici. La pietra utilizzata, preferibilmente locale, darà la possibilità di limitare i costi e entrerà in armonia con il paesaggio limitrofo. Le rocce calcare sono decisamente sconsigliate a meno che non si decide per piante che prediligono tale sostanza. Il peso delle rocce utilizzate dovrà essere inferiore ai 50-60 Kg per facilitare gli spostamenti ed non inferiore ai 20-30 kg per i motivi opposti. Prima di provvedere alla collocazione occorre scavare il terreno sottostante al luogo prescelto in modo da “piantare” la base, favorire la risalita dell’umidità e dare un aspetto naturale. Una volta costituita la base verranno collocate le altre rocce provvedendo in contemporanea alla messa a dimora delle piante negli affranti più stretti visto che successivamente tale operazione risulta più difficoltosa. Una volta completata la messa in opera delle parti rocciose occorre riempire gli spazi e le varie fenditure con un supplemento di terra e torba o altro miscuglio per roccioso. Ottimo per le specie alpine risulta un miscuglio di terra e compost integrato di torba e con l’aggiunta di sabbia per migliorare l’effetto drenante. Una volta riempite bene la cavità occorre ultimare la collocazione delle specie vegetali e provvedere ad una prima irrigazione che favorisca una leggera compressione dell’apparato radicale. Sempervivum e garofanini nani sono insieme alla erica le specie maggiormente utilizzate ai quali possono essere associate sassifraga, alisso, piccole succulente striscianti, ciuffetti di felci, piccole conifere e,  qualche aromatica.

Set

11

By potatore

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Astri settembrini

L’Aster, promosso a “Pianta del Mese” di settembre nei maggiori garden d’Italia, è inconfondibile per la fioritura autunnale, un ultimo ricordo colorato dell’estate arrivata al termine. Questa pianta perenne entra in fioritura proprio quando le altre sono sfiorite e continua a produrre boccioli fino all’autunno inoltrato. I capolini, simili alle margherite ma più piccoli, hanno il cuore giallo dorato. Sono disponibili cultivar a fiore semipieno e a fiore pieno, nei colori varianti dal rosa pallido al porpora e dall’azzurro al bianco. Di diverse specie di Aster si possono recidere gli steli, per comporre graziosi bouquet campestri, che rallegrano la casa. Sono ideali specialmente gli ibridi novi-belgii, chiamati anche settembrini perché fioriscono in settembre e ottobre, arrivando ad altezze di 90-100 cm. Vi è una ricca scelta di varietà a fiore pieno, come le ‘Crimson Brocade’, a fioritura rosso carminio, ‘White Ladies’, écru, ‘Patricia Ballard’, rosa vivo, e sua sorella minore Marie Ballard’, azzurro intenso. Tra i settembrini a fiore semipieno più belli segnaliamo la ‘Winston Churchill’, con fiori rosso carminio, e la ‘Schóne von Diethkon’, lilla. Per favorire la produzione di fiori grandi occorre potare i rami deboli in primavera, mentre per stimolare una vegetazione più rigogliosa è consigliabile cimare la pianta; quest’ultima operazione aumenta, inoltre, la produzione di fiori, anche se più piccoli.

Per il giardino roccioso

I garden propongono anche delle specie nane, come ad esempio l’Aster dumosus, dai fiori molto piccoli, ottimo per donare accenti variopinti alle bordure e ai giardini rocciosi. Raggiunge un’altezza massima di 25-40 cm e fiorisce dalla metà di agosto fino ad ottobre. Di questa specie sono particolarmente valide le cultivar a fiore pieno ‘Jenny’, blu violetto, ‘Snow Sprite’, bianca, e a fiore semipieno ‘Alice Haslam’, rosa cupo, e ‘Prof Anton Kippenberg’, blu lavanda. Molto belle sono anche le varietà ‘Kassel’, a fioritura rosso canninio, e ‘Herbstgruss vom Bresserhof, rosa. Altre specie a fioritura autunnale sono l’Aster frikariii, l’Aster amellus (una specie nana) e l’Aster thomsonii. Gli astri, soprattutto le specie nane, sono ottimi per la coltivazione in vasi e fioriere, per abbellire il terrazzo, il balcone e l’ingresso della casa. Al termine della fioritura, potete togliere le piante dal vaso, metterle a dimora in una zona soleggiata del giardino, cosicché rinvigoriscono, e, appena prima che i boccioli si aprano, sistemarle nuovamente nel contenitore. Queste piante, facilissime da coltivare, amano una posizione soleggiata; le specie da taglio necessitano di molto sole, mentre quelle nane crescono bene anche alla leggera ombra. Tutte si adattano a praticamente ogni tipo di suolo, purché sia fertile, fresco, ben lavorato e preferibilmente calcareo. Le annaffiature devono essere frequenti, senza causare ristagni d’acqua. Gli astri hanno buona resistenza al freddo e sfoggiano per molti anni la loro ricca fioritura.