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By potatore

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L'orto di gennaio

Un colpo d’occhio. Nell’orto le specie coltivabili sono praticamente esaurite  anche se  è ancora possibile sfruttare qualche coltura.  Rimangono, infatti, ancora in campo   i cavoli cappuccio e quelli verza, abbastanza resistenti al freddo  dei quali , i detti popolari ne evidenziano come le gelate  migliorino le caratteristiche  organolettiche. Lattughino da taglio, spinaci, agli, porri,  cipolle  e piselli fanno appena capolino dal terreno ormai in preda al gelo invernale, in attesa di “tempi migliori”.
Lavori – Dicembre e Gennaio spesso costringono l’orticoltore  a un forzato riposo in quanto le temperature limitano i lavori all’aperto. Solo con l’utilizzo di tunnel, anche nei piccoli orti, è possibile coltivare ortaggi anche durante il periodo invernale. Per questo motivo chi non lo avesse ancora fatto,  durante il mese precedente, può proteggere sotto tunnel lattughe e radicchi da taglio, ravanelli, cardi, spinaci e valerianella.  La protezione con tunnel può essere anche utili sul radicchio trevigiano e di Castelfranco in fase graduale di imbianchimento.
Attrezzi –  Visto la scarsità di lavori nell’orto  sarà conveniente procedere al riordino e alla manutenzione  di attrezzi e materiali utilizzati durante la scorsa stagione. Procedere alla stesura di un elenco di attrezzi danneggiati e da sostituire in modo di avere del tempo, poi, per la  sostituzione graduale. I diversi supermercati  e negozi specializzati presenti, in determinati periodi, offrono a prezzi vantaggiosi attrezzature (pale, zappe, rastrelli) e altri materiali come irrigatori e tubi in gomma ; una oculata programmazione degli acquisti può portare a risparmi molto consistenti.
Piano colturale – Un piccolo appezzamento di terreno anche leggermente inferiore ai 100 metri quadrati può essere sufficiente a soddisfare le esigenze  di insalata e verdura di una famiglia di quattro persone. Ciò è possibile a condizione che venga stabilito un piano di coltivazione che tenga conto di una giusta rotazione e avvicendamento delle varie colture. L’orto opportunamente diviso in parcelle di circa 10 metri quadrati deve essere ripartito tra varie colture che tengono conto delle preferenze della famiglia e di una giusta rotazione tra colture depauperanti.

Dic

5

By potatore

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Il cardellino nostrano…la mia passione

di Sebastiano Spinella

Da sempre il cardellino nostrano ha esercitato un grande fascino grazie al suo canto e al suo piumaggio colorato. Questo esemplare è originario dalla Svezia centrale ma oggi e’ diffuso in tutta l’Europa raggiungendo perfino l’Asia  e Africa. Il canto del cardellino nostrano è armonioso con una serie di suoni acuti che lo rendono senza ombra di dubbio l’uccello più amato al mondo,infatti voglio ricordare che questo esemplare è stato spesso oggetto di ispirazioni per molti poeti, scrittori e compositori ( Antonio Vivaldi) che hanno dedicato dipinti, poesie e canzoni. Il piumaggio è caratterizzato da colori vivaci, il maschio ha una mascherina rossa intensa che si distende dietro all’occhio, piume nasali neri (detti “baffi”), piccole copritrici nere con un po di marrone alle punte; la femmina invece si differenzia dal maschio perchè ha la mascherina rossa che non supera l’occhio, piume nasali grigie, copritrici piccole con tesa larga marrone. Il  cardellino si nutre oltre che di semi e frutti di vario tipo anche di insetti. Su rami e steli, alla raccolta del cibo, i cardellini dimostrano una grande abilità acrobatica ed è facile vederli appendersi anche a testa in giù. Questi uccelli si riproducono con maggior frequenza in voliera piuttosto che in gabbia. Le gabbie non dovrebbero essere di misura inferiore ai 90 cm. E’ molto importante infrascare i portanido sia interni che esterni  ad es. con le piante di agrumi o i rametti in plastica degli alberi di Natale; la cosa estremamente importante è che l’ambiente sia sempre luminoso e particolarmente asciutto, poichè con l’umidità lo sviluppo della coccidiosi diventa esponenziale; sarebbe quindi utile l’uso di un buon deumidificatore. Il nido è fatto con muschio, rametti e steli e viene rivestito all’interno con lana, peli e morbido materiale vegetale.Per ottenere risultati soddisfacenti è importante preparare i riproduttori già da Gennaio abituandoli a mangiare una o due volte a settimana il pastoncino, i semi cotti e l’uovo sodo. E’ di fondamentale importanza fornire agli uccelli acqua fresca per tutto il giorno in contenitori puliti. L’acqua deve essere sempre presente e non stagnante poiché potrebbe essere facilmente contaminata da vari agenti patogeni (in particolare lo Pseudomonas); da considerare la possibilità di dotare l’allevamento di abbeveratoi automatici a valvola direttamente collegati all’impianto idrico. A metà Marzo è bene unire i due sessi e formare le coppie stando attenti ai litigi. Verso la fine di aprile la femmina inizia e porta a termine la costruzione del nido senza l’aiuto del maschio e depone da 3 a 6 uova bianco bluastre e bianco verdastre punteggiate di grigio, rossiccio e bruno. L’incubazione dura 12 e talvolta anche 13 o 14 giorni e a 14-15 giorni dalla nascita i piccoli abbandonano il nido ma restano in vicinanza dei genitori anche quando questi attendono alla preparazione della seconda covata. L’accoppiamento dura fino alla seconda decade di settembre, dopo questo periodo avviene la muta l’appuntamento più temuto, perché è la fase più critica da superare per i nostri amici alati. Ricordiamoci di tenere il più possibile bassa l’umidità, di pulire spesso le grate delle gabbie, di fornire due volte a settimana un complesso polivitaminico in acqua da bere. Mantenendo queste condizioni….ma anche passione si possono ottenere risultati ottimi!!!  Si ricorda che il cardellino è specie  protetta in Italia ed è vietata la detenzione di soggetti non anellati e di cui non si dimostri certificazione di nascita in cattività, pena una multa salata quindi il consiglio si attenersi alle norme vigenti circa l’allevamento.