Gen

3

By potatore

Commenti disabilitati su Frutta e ortaggi… i più sicuri d'Europa

Categories: Potatore news

Tags: , , , ,

Frutta e ortaggi… i più sicuri d'Europa

di Daniel Bernini
ortaggi
Recentemente il Ministero della Salute ha pubblicato i risultati di una ricerca riguardante la presenza di antiparassitari sulla frutta e sugli ortaggi prodotti in Italia. I dati si riferiscono al 2010 e dicono che il 98.7% dei nostri prodotti ortofrutticoli sono “regolari”, cioè senza residui o con residui ampiamente sotto i limiti previsti per legge. Esiste infatti una normativa europea che prevede che nei prodotti agricoli possano esserci tracce di antiparassitari, purchè a livelli bassissimi e non pericolosi per la salute umana; a tale scopo ha fissato i cosiddetti LMR (limiti massimi di residuo), che sono decine di volte più bassi rispetto a quelli considerati dannosi dalle autorità sanitarie. Legambiente ha comunque manifestato la sua reoccupazione per la presenza di questi residui; in particolare punta il dito sul fatto che ancora non si conoscono bene gli effetti sulla salute umana di residui di più prodotti chimici, anche se ciascuno presente sotto i limiti ammessi. C’è da dire che l’EFSA, l’agenzia europea per la sicurezza alimentare, ha pubblicato uno studio piuttosto tranquillizzante su questo aspetto, ma le rassicurazioni non sono mai troppe. La buona notizia è che la frutta e la verdura made in Italy sono le più sicure d’Europa. Qui i dati ufficiali più recenti sono relativi al 2007, ma sono comunque interessanti. In quell’anno i campioni fuorilegge di frutta e verdura furono l’1.1% in Italia, il 4.82% in Spagna, il 4.85% in Germania e il 7.59% in Francia. Inoltre, nel nostro Paese, vi è stato un costante miglioramento nel tempo: in 15 anni la percentuale di irregolarità si è ridotta di quasi cinque volte. Questi dati testimoniano come gli agricoltori italiani siano molto attenti a questo aspetto e ci spronano a fare molta attenzione al momento di fare la spesa: non solo scegliendo prodotti italiani diamo una mano alla nostra economia, ma abbiamo la certezza di acquistare prodotti più sicuri e di migliore qualità.

Dic

19

By potatore

Commenti disabilitati su Freddo brrr!!!!

Categories: Potatore news

Tags: , , , , , , ,

Freddo brrr!!!!

Il freddo invernale e le brinate  danno un duro colpo  alle coltivazioni sia di tipo arboreo  che  erbaceo. Normalmente le piante arboree hanno delle  difese naturali che le permettono di superare, con o senza danni il periodo invernale.  In particolare con l’approssimarsi della   sta­gione fredda le piante lignificano i germogli più teneri  in modo  che la lignina e a cellulosa facciano da riparo  alle rigide temperature. Le gemme, invece, vengono rivestite da particolari formazioni vegetali  chiamate perule che per la loro consistenza faranno  da riparo  fino alla primavera successiva quando si schiuderanno lasciando avanzare  il nuovo germoglio.  Non sempre, però, le difesa attuate dalla pianta sono così valide e dopo certe  annate più rigide è  facile trovare in primavere rami secchi, piantine morte ed anche in piante  di notevole circonferenza è possibile notare le tipiche  fessu­razioni verticali del tronco e più propriamente della  cor­teccia a sottolineare temperature invernali non sopportabili per la pianta. Normalmente sono le piante più giovani a giovarsi della cura dell’uomo che con opportuni accorgimenti aiuta  le piante dell’orto e  del giardino a limitare  i danni da gelata  o  addirittura alla morte per allessamento. Della paglia o altro materiale organico posto sul terreno  attorno al fusto evita il più delle volte l’eccessivo congelamento del  terreno,  mentre  avvolgere il fusto  con  paglia ben asciutta e successivamente avvolgere il tutto con un film di materiale  plastico  è l’ideale per la protezione  di que­st’ultimo. Nelle  piante da frutta risulta invece efficace  pennellare il  tronco con solfato di rame e calce nella proporzione  di 1:1. Con questo semplice rimedio si disinfetterà efficace­mente il fusto da parassiti animali e vegetali ed in parti­colare del muschio responsabile della marcescenza dei tessu­ti

Giu

29

By potatore

Commenti disabilitati su Belle, velenose ma anche medicinali!!

Categories: Potatore news

Tags: , , , ,

Belle, velenose ma anche medicinali!!

Gran parte delle piante presenti nella vita quotidiana sono generalmente scelte per la bellezza del fogliame o della fioritura ma non sempre si conoscono le altre caratteristiche che le contraddistinguono e cioè le loro proprietà medicinali o peggio il loro lato tossico o addirittura velenoso. Eppure già gli Egiziani nel 500 A.c. come risulta dal “papiro di Ebers” conoscevano più di settecento forme di medicamenti ricavati in parte dalle piante tra cui artemisia, edera e maggiorana. In Italia nel 500 si conoscevano e si apprezzavano le qualità del cardo mariano (Silybum marianum) per le sue proprietà diuretiche e i benefici apportati al fegato, mentre era vietato il consumo alle ragazze del carciofo perché ritenuto stimolante della circolazione del sangue ed eccitante. Negli ultimi tempi è stato riconosciuto il valore nutrizionale della soia (Glycine max) indicata per il trattamento del colesterolo e adatta all’alimentazione dei diabetici. Mentre si riconoscono le proprietà benefiche di alcune piante, poco si sa della tossicità di altre che in virtù della loro bellezza sono lasciate troppo a portata di bambini o di animali domestici e a volte con grave pericolo per l’incolumità degli stessi. Sono oltre un migliaio le specie conosciute che contengono sostanze tossiche e non sempre si tratta di specie selvatiche. Ciclamini, potos e filodendri, molto diffusi negli appartamenti, provocano al solo contatto con la bocca irritazioni e ulcere e nel caso particolare del filodendro per la presenza all’interno delle foglie di cristalli aghiformi di ossalato di calcio, il contatto con parti molli del corpo può provocare dermatiti.. Il ficus elastica e la stella di Natale racchiudono il loro effetto tossico nel lattice che contengono il quale provoca irritazioni agli occhi e dermatiti. Purtroppo il primato negativo in fatto di tossicità spetta all’oleandro, tra le piante arbustive e al tasso, tra le piante arboree. Sono sufficienti dieci semi di oleandro (Nerium oleader) per uccidere una persona adulta per cui per i bambini la dose si abbassa rendendo tale pianta anche se bella dal punto di vista ornamentale, molto temibile ; del tasso (taxus bacata), invece, basta una bacca a risultare letale per un bambino Da non sottovalutare anche il maggiociondolo e il comunissimo agrifoglio dalle rosse bacche a maturazione invernale. Anche le piante da frutta contengono la loro parte di veleno e principalmente quelle appartenente al genere Prunus : mandorle, albicocche e pesco. In questo caso, però la dose letale è contenuta nel seme all’interno del nocciolo ma ciò non toglie che bastano dieci mandorle amare per uccidere un bambino e circa 60 per un adulto. E’ il caso di concludere che le “conoscenze botaniche” salvano la vita.

Giu

8

By potatore

Commenti disabilitati su Il made in Italy ….è sicuro!!

Categories: Potatore news

Tags: , , , , , ,

Il made in Italy ….è sicuro!!

posted cerere

Mucca pazza, febbre aviaria, febbre suina, maiali e uova alla diossina l’elenco delle emergenze alimentari non ha sosta e non appena la notizia passa ai giornali succede l’irreparabile: crollo dei consumi. Questo si ripercuote immediatamente sui produttori che nel giro di pochi mesi si trovano le stalle piene di animali invenduti e costretti a macerare tonnellate di frutta e verdura che hanno il solo torno di trovarsi nel bel mezzo di una campagna di “diritto di informazione” che nella realtà si traduce nel evitare il consumo in successione di carne bovini, di quella aviaria e quindi di carne suina e via di questo passo. Effetti devastanti sugli agricoltori e sugli allevatori che si vedono sfumare anni di lavoro faticoso con una legislazione , quella italiana, molto severa in fatto di controlli sui prodotti agricoli. Quanti casi di mucca pazza in Italia? Quanti di aviaria? quanti di febbre suina? Resta da porsi la domanda sul perchè i consumatori italiani si lasciano, così facilmente, scoraggiare dagli allarmismi europei e  mondiali quanto hanno piena e ripetuta certezza che la filiera dei prodotti agricoli Italia, dà garanzie di qualità dei prodotti consumati. Sì, è proprio così, i prodotti agricoli italiani sono dal punto di vista qualitativo sicuri e  certificati e allora perchè non continuare a consumare carne, frutta e ortaggi italiani?  Perchè mortificare gli sforzi e l’esperienza delle nostre produtioni agricole? Perchè non accertarsi, nell’acquisto del prodotto che sia “Made in Italy” e tranquillamente gustarsi il piacere del prodotto fresco e genuino e meglio se a “km 0”. Mistero dei consumi e forse della corretta o insufficiente informazione. Per intanto segnaliamo i nuovi aiuti Europei a causa della crisi del comparto agricolo che lasceranno qualche goccia di rinfresco su una agricoltura fin troppo “arida”.

Mar

9

By potatore

2 Comments

Categories: Potatore news

Tags: , , , , , , , ,

La potatura degli alberi da frutta

 

Potare  correttamente  gli alberi da frutta  che  trovano posto nel giardino di casa è stato da sempre l’aspirazione di tutti a prescindere da eventuali insuccessi che si possono ottenere. Contrariamente a  quanto,  in  generale qualcuno può ritenere, le piante non potate,  inizialmente, producono  più di quelle potate, anche se i frutti prodotti sono   piccoli  e di qualità inferiore  ma successivamente tenderanno  a  formare  una eccessiva quantità  di  rami  e foglie  che il più delle volte pregiudicano gravemente  lo stato  sanitario della pianta. Pertanto, i vantaggi della potatura, si possono sintetizzare in tre punti: la possibilità di dare una forma, il mantenimento di  una equilibrata distanza   e armonia fra i rami e stimolare  le  formazioni vegetali in cui sono presenti le gemme portatrici di fiori.  Il  primo punto è sicuramente importante quando le  piante da  frutto  sono localizzate in giardino e alla  pianta  non viene  richiesta  solo la produzione di frutta ma  anche  la capacità di rimanere in armonia con arbusti e alberi ornamentali che normalmente  caratterizzano il  giardino.  In questo caso sono da scartare  a priori le forme obbligate  e orientare la potatura in modo che la pianta assuma una forma a  globo,  vaso  o fusetto a seconda   della  specie.  Oltre all’aspetto decorativo va in ogni caso ridimensionata,  alle proporzioni  del  giardino, la chioma che deve  rimanere  di dimensioni ragionevoli. Il secondo punto sull’esatto diradamento dei rami, è determinante in quanto influenza  notevolmente  lo stato sanitario della pianta: a tal  scopo   vanno inizialmente rimossi i rami che presentano anomalie causate da  cancri e gommosi, quelli danneggiati dalle gelate  o  da grandinate.  Cosi  facendo si eliminano eventuali focolai  di malattie e successivamente, una volta evidenziati i rami che caratterizzano l’impalcatura della pianta (quattro cinque al massimo) vanno effettuati pochi tagli che creino molta  luce e  passaggio  di aria all’interno della pianta. Il  terzo  e ultimo punto  è invece quello in cui viene richiesta una  più specifica conoscenza tecnica sui rami che sono portatori  di gemme a fiore o di gemme a frutto. Infatti le specie frutti­ficano  in  modo  diverso  e le  differenze tra  alberi  di  pesche  e di  mele, ad esempio, dopo una potatura  risultano notevoli. Il pesco, fruttifica principalmente  su rami misti lunghi 40-70 cm inseriti su branche principali o secondarie e  quindi  la vegetazione ogni anno va rinnovata  e  ridotta fino al 70%  mentre per ottenere un rinnovo  costante capace di  fornire produzioni ottimali su meli  occorre  asportare intorno al 20% dei rami presenti lasciando un giusto  numero di lamburde formazioni vegetali  in cui meli e peri frutti­ficano maggiormente. Prima  di effettuare qualsiasi intervento cesorio va  sempre valutata la vigoria della pianta e i tagli saranno abbondanti se questa risulterà debole mentre se la pianta è vigorosa vanno effettuati pochi tagli di sfoltimento.

Ott

11

By potatore

Commenti disabilitati su I pesticidi sono l'ultimo dei mali

Categories: Potatore news

Tags: , , , , , ,

I pesticidi sono l'ultimo dei mali

Nella ricerca che i consumatori fanno tutti i giorni per trovare i prodotti più sani chimica­mente, molto volte porta­no  a casa frutta e verdura con una carica  di  microtossine ben più dannose di quelle di eventuali residui di  fitofar­maci. Come dimostrano studi recenti non sempre non sempre il prodotto naturale è sinonimo di salute; infatti, in  natura la pianta per difendersi da funghi, batteri ed altri  paras­siti sia vegetali che animali produce una sorta di anticorpi che risultano molto più cancerogeni dei pochi milligrammi di residui  che si pos­sono trovare nei prodotti  ortofrutticoli come  residui  dei vari trattamenti  effettuati dal­l’uomo. Ormai  in campo alimentare la normativa è molto severa ed  i prodotti ortofrutticoli con resi­dui tossici superiori  alla legge sono solo una modesta ed irrilevante quantità. Da  non trala­sciare una fonte autorevole, la quale asserisce che il nostro organismo reagisce bene ad eventuali piccole dosi di sostanze  tossiche  o  velenose in quanto  anche  il  nostro organi­smo si difende con anticorpi. In ogni caso evitiamo di generalizzare poiché il prodotto eco­logico  purché  provenga da ditte serie  e  da  personale specializzato  è ed rimane un prodot­to di prima qualità,  ma bisogna  d’altro  canto evitare di pensare che alla  frutta bella,  liscia e lucente ci sia dietro chissà quale abbon­danza  di pesticidi ed altre diavolerie chimiche che  i  vari luoghi comuni rendono responsabili gli agricoltori. Non  serve, tra l’altro, ostinarsi a sbucciare a  tutti  i costi  le mele o le pere giustificando che le parti  esterne sono  le più ca­riche di sostanze tossiche; semmai  le  parti vicine  all’endocarpo o comunemente torsolo potranno essere le  più  ricche di sostanze nocive e  una  energica  lavata toglie sicuramen­te le sostanze nocive presenti sulla buccia. Lasciamo quindi che i bimbi ritornino a mangiare a morsi  le mele  che oltre alla componente vitaminica hanno una  azione balsamica per i nostri denti

Mag

8

By potatore

1 Comment

Categories: Potatore news

Tags: , , , , , , ,

Frutti sconosciuti: l’annona

massimo


È molto diffusa, e è presente anche nelle regioni mediterranee. L’albero di questa specie può raggiungere i 6 metri di altezza. Contrariamente alle altre annone e una pianta semidecidua, in quanto perde quasi tutte la foglie dopo aver maturato i frutti. Nei climi meno caldi della nostra penisola, ma pur sempre temperati come Capri, la penisola di Sorrento e la Riviera ligure, può essere allevata a spalliera, cioè contro un muro esposto a sud. La buccia è verde giallognola con curiose squame polpose, la polpa del frutto è bianca, cremosa, dolce-aromatica, con il sapore di pera e di cannella, per questo viene anche chiamata mela-cannella. Appartiene alla Famiglia delle Annonaceae e al genere Annona, che comprende circa 60 specie.
E’ una piccola pianta con portamento eretto, chioma aperta e sviluppo lento.
Nei climi caldi e’ sempreverde, mentre nelle zone subtropicali e temperate perde tutte o parte delle foglie.
I fiori bianco-verdastri sono solitari o riuniti in gruppi di 2-3; sono ermafroditi ma gli organi sessuali si sviluppano in tempi diversi.
La struttura del fiore rende difficile sia la fecondazione anemofila (il vento) che entomofila(da insetti come i pronubi); per questo motivo in alcuni Paesi si ricorre all’impollinazione artificiale. Nei climi temperati la fioritura si ha tra la fine di giugno e i primi di luglio e dopo 5-8 mesi si ha la maturazione dei frutti. Questi sono un’infruttescenza (sincarpio) costituita da 60-70 frutti ognuno dei quali contiene un seme bruno avvolto da una polpa bianca aromatica, butirrosa, con sapore simile all’ananas e alla banana.

Apr

16

By potatore

5 Comments

Categories: Potatore news

Tags: , , , , , ,

Pere Kaiser provenienza SudAfrica

Pere Kaiser provenienza SudAfrica, pere Williams provenienza argentina è quello che si legge negli stand della frutta dei supermercati: che fine ha fatto la frutta italiana.  Negli anni Novanta l’Emilia era un tappeto rosso di meleti in fioritura e l’abbondante produzione ha fatto crollare i prezzi a circa 90lire al chilo quando la sola raccolta ne costava 100 di lire. Poi è stata la volta delle pesche, albicocche e prugne e via dicendo. La crisi del comparto agrumario è invece atavica e pensare che basterebbe alzare la quota di succo d’arancia nelle bevande, oggi al 12%,  per smaltire una parte della produzione e rialzare i prezzi alla produzione. L’ultima novità comunitaria  stabilisce che si può immetterre sul mercato aranciata senza che contenga succo di agrumi: siamo al paradosso.  Il risultato è che gli agricoltori hanno letteralmente abbandonato  gli agrumeti e in particolare quelli con produzioni marginali, che gli emiliani hanno tagliato i meleti, i campani le pesche e le prugne visto la scarsa remunerazione del prodotto. Si comincia così ad importare frutta dalla Turchia, dalla Grecia, dall’Argentina a prezzi più competivi ma con grande spreco di carburante ( trasporto via arerea) e quindi di inquinamento del pianeta.  Pensare che la nostra agricoltura era il fiore all’occhiello nella produzione di frutta (rimaniamo secondi per la produzione mopndiale di Kiwi) ed eravamo assolutamente autosufficienti. Le colpe come al solito sono degli altri ma sicuramente sono di tutti: i produttori che non hanno diversificato le produzioni, i commercianti e i dettaglianti che alzano i prezzi disincentivando all’acquisto e i consumatori che invece di utilizzare frutta di stagione preferiscono le fragole a Natale e l’uva a Pasqua. Chissà se si ritornasse a consumare frutta di stagione……… con poca presenza di pesticidi……….. senza necessità di lunghi trasporti………. che in etichetta spicca prodotto italiano…………