Apr

15

By potatore

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Disastro Lambro: tutto sistemato?

nicholas

Nella notte tra il 22 e il 23 febbraio 2010, da una raffineria in disuso dagli anni ottanta nel comune di Villasanta –Mi-, 2,5 milioni di litri di petrolio per abitazioni e vari tipi di idrocarburi sono defluiti nei terreni vicini alla raffineria, da lì nel fiume Lambro, gonfiato in quei giorni dalle abbondanti precipitazioni invernali, per poi arrivare nel fiume Po. L’allarme, lanciato nelle prime ore dell’alba, ha fatto immediatamente scattare un piano di emergenza che ha visto coinvolti Vigili del Fuoco, volontari dalla Protezione Civile, tecnici dell’ARPA e Corpo Forestale dello Stato. Da subito sono state installate, lungo tutto il corso del fiume Lambro e del fiume Po, dighe galleggianti in grado di fermare il petrolio e consentirne così il recupero. Ma è tutto finito? Il fiume è “guarito”? Purtroppo no: i veleni viaggiano ancora, ora più lentamente rispetto a prima, meno concentrati ma sfortunatamente anche meno visibili.  A poco più da un mese dal disastro, si continuano ad avvistare chiazze di idrocarburi sulle rive dei fiumi contaminati; nelle lanche (diramazioni dove la corrente, rallentando fino a fermarsi, crea isolotti e deposita ciò che trasporta) si trovano ancora segni dell’ “onda nera”, così definita l’onda di petrolio di quei giorni. In queste anse molte specie migratrici hanno trovato l’habitat naturale per riprodursi e vivere la stagione degli amori che quest’anno sarà avvelenata dai residui di oli combustibili e idrocarburi. Concludendo: il buon lavoro e l’impegno delle forze in campo hanno consentito di limitare la maggior parte degli effetti tremendi della “marea nera” ma le ferite di questo disastro continuano purtroppo a farsi sentire.

Ott

15

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Il fiume Po

Il fiume Po nasce da Pian del Re ai piedi del Monviso a 2000 mt di altezza, ha una lunghezza di 650 km e possiede 141 affluenti. Il Po e anche soprannominato “Il Grande Fiume” per la lunghezza e portata d’acqua e proprio per questi due fattori può essere paragonato ai grandi fiumi d’Europa come il Danubio e il Reno. Questo fiume ha da sempre dovuto sopportare problemi di inquinamento dovuti agli scarichi eccessivi immessi nel fiume, dovuti soprattutto agli scarichi di pesticidi agricoli e agli scarichi delle grandi città come Milano che fino a due anni fa non possedevano un depuratore.Il Po inoltre possiede numerose specie ittiche come l’Anguilla, la Carpa, la Scardola, il Barbo Comune e il Persico Reale. I grandi predatori sono il Luccio e il Pesce Siluro, ma ci sono anche specie come il Carassio resistente agli sbalzi di temperatura o il Pesce Gatto, predatore notturno che vegeta sui fondali.  Nel fiume vivono anche specie marine e  che nel Po vengono a riprodursi: la Cheppia e lo Storione Cobice.Queste due specie  sono a rischio di estinzione sia per il degrado ambientale sia per le barriere costruite lungo il corso del fiume, che di conseguenza ne impediscono la risalita.Dunque per l’inquinamento di questo fiume ci sono specie che muoiono e diminuiscono e per questo pescatori sportivi e professionali preferiscono altre mete come gli affluenti del Po. Questo splendido fiume riserva all’uomo un inestimabile valore naturalistico da proteggere.