Giu

18

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Sua maesta il cerro

 

Famiglia:                                                                                                                             Fagaceae

Habitat: Fascia di vegetazione compresa tra i boschi collinari, dominati da roverella e carpino e le faggete montane. Sporadico in Italia settentrionale, diffuso in vaste cerrete ad alto fusto in Italia centrale e meridionale.

Fusto: Grande e scuro albero caducifoglie, a rapida crescita. Profilo alto ed espanso. La corteccia brunastra è fessurata e ruvida.

Foglie: Alterne, con margini lobati, ruvide, verde scuro e lucide sulla pagina superiore. La base è provvista di stipole.

Fiori: Fiori monoici, i maschili in amenti cilindrici penduli(lunghi 8 cm.), i femminili singoli o in gruppi da 2 a 5, racchiusi in un ivolucro di squame, accrescente nel frutto e formante la cupola.

Frutti: Il frutto e’ un achenio (ghianda) che matura nel secondo anno dalla fioritura di forma ovato-allungato (sino a 3 cm.), solitario o a gruppi di 2-4 con brevissimo peduncolo presenta una cupola con squame lunghe e flessuose. Fiorisce da aprile a maggio.

 

 

 

Dic

21

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Il 21 Dicembre….

Con il 21 Dicembre inizia, nell’emisfero boreale, l’inverno e il sole culmina basso sul meridiano. Come ogni anno da secoli la natura va in stasi vegetativa e si sottopone ad un periodo di freddo necessario al ripristino delle proprie riserve nutritive. Nonostante che nel paesaggio predomini il bianco e nero e tutto sembra immobile, la natura segue il suo corso non molto visibile che nella sua lentezza continua inesorabile e costante. Diversi sono gli accorgimenti per proteggere le piante, provenienti da climi più caldi, in questa stagione fredda, e tra questi la copertura con film di plastica, la copertura con paglia o altri materiali alla base del fusto, la protezione del tronco con stuoie o sacchi di iuta per le piantine più giovane. Non vanno sottovalutati i danni provocati dalla presenza di muschi sul tronco. Questi, infatti ricoprendo il tronco mantengono una umidità elevata che provoca la marcescenza dei tessuti. Quando le macchie di muschio diventano estese è bene provvedere alla rimozioné con appositi guanti o alla raschiatura con un piccolo falcetto o coltello a punta ricurva pennellando successivamente il tronco con un preparato di calce e solfato di rame, commercialmente reperibile sotto il nome di poltiglia bordolese. Nelle giornate soleggiate è possibile procedere alla potatura delle piante arbustive e ornamentali ed eventualmente ad alcuni interventi sulle conifere nelle quali vanno asportati solo i rami troppo bassi o quelli sviluppatesi in modo imperfetto o a ridosso della abitazione. Poche risultano le cure per le piante poste in appartamento e consistono nel posizionare nei sottovasi una manciata di argilla espansa immersa in poca acqua: l’acqua evaporando ridarà umidità all’aria resa secca dai caloriferi. Con l’inizio dell’inverno ricomincia ad affluire la linfa nelle parti alte degli alberi e il conseguente graduale ingrossamento delle gemme. Ciò comporta, per chi lo volesse, la possibilità di ottenere delle precoci fioriture semplicemente asportando alcuni rami di talune specie e poste in ambiente caldo. Tra le piante adatte risultano principalmente le forsytzie, arbusti molto noti per la intensa fioritura giallo-oro che caratterizza l’inizio della primavera ma per lo stesso scopo possono essere utilizzati rami di ciliegio, di melo e di susini che come in quest’anno a seguito dell’andamento climatico è possibile già veder fiorito anche se perderà le infiorescenze con l’arrivo della prima gelata. I rami prelevati anche in occasione delle prime potature vanno posti in acqua tiepida per una mezza giornata circa e poi sistemati in vasi con acqua in ambiente caldo e non troppo secco: dopo due-tre settimane a seconda delle specie usate i rami si riempiranno di stupendi fiori che daranno un tocco anticipato di primavera.

Mar

22

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Secondo giorno di primavera..

“Marzo pazzerello guarda il sole e prendi l’ombrello”. Il proverbio popolare non si smentisce e come da copione si è passati dalla neve ad una giornata primaverile con temperature passate repentinamente da 0° a più 15°C. Un vecchio mandorlo, di uno dei giardini storici di Bergamo “decide” che a prescindere dalle temperature,  è il momento di fiorire e dare inizio alla primavera in grande stile.

Gen

29

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Potare il kiwi….

kiwi

L’Italia è secondo produttore di kiwi al mondo dopo la Cina, paese di cui, ha origine la pianta. Inverni freddi ed estati piovose e umide caratterizzano il clima di provenienza, terreni sciolti ma piogge abbondanti ed aria molto umida. Condizioni similari la pianta la trova al nord Italia e da qui il primato. Come potarla? I ragazzi della foto maturandi all’Itas di Bergamo si sono messi di buona volontà e con poche e precise indicazioni sono passati ai fatti con risultati ben evidenti. Alla pianta in oggetto, un kiwi maschio,  (pianta dioica) sono state inizialmente asportate i rami piccoli ,mal formati o rovinati. Successivamente tra quelli rimasti debolmente diradati sono stati raccorciati a 8 -10  gemme. I rami rimasti, vigorosi, formati nell’anno precedente, formeranno le nuove infiorescenze maschile  utili all’impollinazione. Trattandosi di maschio, la necessità di lasciare un pò più abbondantemente dei rami in modo da privilegiare la formazione di un numero elevato di fiori.  In caso di soggetto  femmina, ovviamente, al fine di evitare frutti troppo piccoli, sarebbe stato necessario diradare ancora qualche ramo. Alla fine va dato uno sguardo generale per rendere la forma della chioma piacevole e la foto di classe è d’obbligo. Occhio che se arriva il vicino e obietta che i tagli sono stati eccessivi o viceversa poco incisivi, se fa notare che avrebbe eliminato il l ramo x piuttosto che y niente paura: è incompetenza e invidia. Non potarla sarebbe stato peggio dal punto di vista produttivo mentre chi pota, come tutti, ha sempre dei dubbi sulla corretta procedura, ma per fortuna al momento della produzione la natura fa il resto e decide da sola se sei stato bravo o meno. Per intanto un 8+ ai ragazzi.

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Mar

9

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La potatura degli alberi da frutta

 

Potare  correttamente  gli alberi da frutta  che  trovano posto nel giardino di casa è stato da sempre l’aspirazione di tutti a prescindere da eventuali insuccessi che si possono ottenere. Contrariamente a  quanto,  in  generale qualcuno può ritenere, le piante non potate,  inizialmente, producono  più di quelle potate, anche se i frutti prodotti sono   piccoli  e di qualità inferiore  ma successivamente tenderanno  a  formare  una eccessiva quantità  di  rami  e foglie  che il più delle volte pregiudicano gravemente  lo stato  sanitario della pianta. Pertanto, i vantaggi della potatura, si possono sintetizzare in tre punti: la possibilità di dare una forma, il mantenimento di  una equilibrata distanza   e armonia fra i rami e stimolare  le  formazioni vegetali in cui sono presenti le gemme portatrici di fiori.  Il  primo punto è sicuramente importante quando le  piante da  frutto  sono localizzate in giardino e alla  pianta  non viene  richiesta  solo la produzione di frutta ma  anche  la capacità di rimanere in armonia con arbusti e alberi ornamentali che normalmente  caratterizzano il  giardino.  In questo caso sono da scartare  a priori le forme obbligate  e orientare la potatura in modo che la pianta assuma una forma a  globo,  vaso  o fusetto a seconda   della  specie.  Oltre all’aspetto decorativo va in ogni caso ridimensionata,  alle proporzioni  del  giardino, la chioma che deve  rimanere  di dimensioni ragionevoli. Il secondo punto sull’esatto diradamento dei rami, è determinante in quanto influenza  notevolmente  lo stato sanitario della pianta: a tal  scopo   vanno inizialmente rimossi i rami che presentano anomalie causate da  cancri e gommosi, quelli danneggiati dalle gelate  o  da grandinate.  Cosi  facendo si eliminano eventuali focolai  di malattie e successivamente, una volta evidenziati i rami che caratterizzano l’impalcatura della pianta (quattro cinque al massimo) vanno effettuati pochi tagli che creino molta  luce e  passaggio  di aria all’interno della pianta. Il  terzo  e ultimo punto  è invece quello in cui viene richiesta una  più specifica conoscenza tecnica sui rami che sono portatori  di gemme a fiore o di gemme a frutto. Infatti le specie frutti­ficano  in  modo  diverso  e le  differenze tra  alberi  di  pesche  e di  mele, ad esempio, dopo una potatura  risultano notevoli. Il pesco, fruttifica principalmente  su rami misti lunghi 40-70 cm inseriti su branche principali o secondarie e  quindi  la vegetazione ogni anno va rinnovata  e  ridotta fino al 70%  mentre per ottenere un rinnovo  costante capace di  fornire produzioni ottimali su meli  occorre  asportare intorno al 20% dei rami presenti lasciando un giusto  numero di lamburde formazioni vegetali  in cui meli e peri frutti­ficano maggiormente. Prima  di effettuare qualsiasi intervento cesorio va  sempre valutata la vigoria della pianta e i tagli saranno abbondanti se questa risulterà debole mentre se la pianta è vigorosa vanno effettuati pochi tagli di sfoltimento.

Mag

8

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Frutti sconosciuti: l’annona

massimo


È molto diffusa, e è presente anche nelle regioni mediterranee. L’albero di questa specie può raggiungere i 6 metri di altezza. Contrariamente alle altre annone e una pianta semidecidua, in quanto perde quasi tutte la foglie dopo aver maturato i frutti. Nei climi meno caldi della nostra penisola, ma pur sempre temperati come Capri, la penisola di Sorrento e la Riviera ligure, può essere allevata a spalliera, cioè contro un muro esposto a sud. La buccia è verde giallognola con curiose squame polpose, la polpa del frutto è bianca, cremosa, dolce-aromatica, con il sapore di pera e di cannella, per questo viene anche chiamata mela-cannella. Appartiene alla Famiglia delle Annonaceae e al genere Annona, che comprende circa 60 specie.
E’ una piccola pianta con portamento eretto, chioma aperta e sviluppo lento.
Nei climi caldi e’ sempreverde, mentre nelle zone subtropicali e temperate perde tutte o parte delle foglie.
I fiori bianco-verdastri sono solitari o riuniti in gruppi di 2-3; sono ermafroditi ma gli organi sessuali si sviluppano in tempi diversi.
La struttura del fiore rende difficile sia la fecondazione anemofila (il vento) che entomofila(da insetti come i pronubi); per questo motivo in alcuni Paesi si ricorre all’impollinazione artificiale. Nei climi temperati la fioritura si ha tra la fine di giugno e i primi di luglio e dopo 5-8 mesi si ha la maturazione dei frutti. Questi sono un’infruttescenza (sincarpio) costituita da 60-70 frutti ognuno dei quali contiene un seme bruno avvolto da una polpa bianca aromatica, butirrosa, con sapore simile all’ananas e alla banana.

Apr

21

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Ignorante io

Così come ci è stato spedito l’abbiamo pubblicato: errori compresi. Dallo stesso autore di “come vivere bene la mia casa” e “l’uomo di casa esce per il carnevale” l’atteso articolo.Sicuramente lascia spazio alla riflessione. A voi i commenti

Per pasqua ho regalato dei fiori a mia madre
A pasqua ho regalato un mazzetto di fiori a mia mamma.
Per farmi perdonare i brutti voti che porto a casa da scuola.
Appena glie li ho consegnati lei mi ha detto “Mi sono persa qualche cosa?…è il mio compleanno?”. Le ho risposto” A dire la verità te li ho regalati per farmi perdonare i voti che stò portando portando a casa”
Mi ha guardato stupita, mi ha ringraziato per il pensiero, ma poi mi ha risposto “Grazie ma non basta… è troppo tardi; avrei preferito di gran lunga dei bei voti!”
Appoggiò i fiori e se ne andò fuori in giardino .
Sono salito in camera mia sapendo che i fiori non bastavano, mi sono seduto sul letto e ho pensato:” Mi devo svegliare prima!… Ignorante io!!”.