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By potatore

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Colony Collapse Disorder

a cura di Mo.Sa.

Si chiama Colony Collapse Disorder ed è un fenomeno che nel Nord America sta raggiungendo dimensioni impressionanti. È la moria delle api, una realtà preoccupante che anche in Europa e in Italia presenta ormai numeri significativi. In Nord America la mortalità delle api è stimata intorno al 60-70 %. In Italia ci sono numerose segnalazioni di casi di mortalità nelle regioni settentrionali, imputati soprattutto ad avvelenamenti provocati con trattamenti agro-farmaci. Nelle regioni meridionali la situazione non desta al momento particolare preoccupazione.
Si tratta di una situazione che mette in discussione l’equilibrio naturale globale con rischi anche per la salute e l’alimentazione, che dipende per oltre un terzo da coltivazioni impollinate attraverso il lavoro d’insetti, al quale proprio la api concorrono per l’80%. Le api sono utili anche per la produzione di carne: con l’azione impollinatrice che svolgono nei confronti delle colture foraggere da seme come l’erba medica e il trifoglio, sono fondamentali per i prati destinati ad animali da allevamento.
L’allarme è stato lanciato in molte regioni, dalla Lombardia al Piemonte, dal Veneto al Friuli Venezia Giulia.
In Italia è a rischio una popolazione stimata di circa cinquanta miliardi di api in oltre un  milione di alveari che impollinano le piante agricole lungo tutto lo stivale. Esiste anche l’ipotesi di un inquinamento elettromagnetico causato da elettrodotti, ripetitori e altri dispositivi di trasmissione. Un fenomeno che si è osservato a maggio 2007 riguarda l’anomalo aumento d’improvvisi sciami di api nelle città a causa delle elevate temperature. Cresce poi l’apprensione per gli eventuali effetti di contaminazioni da parte di O.G.M .
Tra i principali sospettati, ci sono anche parassiti come virus o batteri sconosciuti e pesticidi che potrebbero anche agire in combinazione nell’indebolire ed uccidere la api.
Occorre una verifica scientifica immediata di tutti i principi attivi sospetti, al fine di una loro sospensione cautelativa al pari di quanto avvenuto in altri paesi, ad esempio la Francia.
Legambiente ha dedicato grande attenzione allo studio degli effetti dei fitofarmaci maggiormente incriminati di provocare la moria delle api. In Lombardia la situazione è particolarmente grave: secondo dati forniti da Apilombardia, l’associazione dei produttori apistici, già ad aprile 2007 in quella regione si registravano 200 alveari colpiti nella bassa bresciana, 150 nella provincia di Cremona e altrettanti nella bassa Lomellina in Provincia di Pavia.
Ma c’è anche un’altra ipotesi che i ricercatori stanno valutando e sulla quale hanno già ottenuto evidenze interessanti. Le microonde diffuse dai ripetitori per telefoni cellulari interferirebbero con il sistema di navigazione delle api, impedendo loro di ritornare all’alveare.
Ora però il rischio maggiore è quello che, prima di intervenire concretamente, si attendano certezze matematiche difficili da ottenere; nel frattempo api e alveari sono sempre più a rischio estinzione.