Set

19

By potatore

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Il parquet in bambù

di Daniel Bernini


Una maggiore sensibilità al rispetto dell’ambiente ha portato alla riscoperta del bambù che, per le sue caratteristiche, è un’interessante e valida alternativa al legno. Molti non sanno che in oriente esso è già usato da centinaia di anni nel settore edilizio e domestico; infatti il bambù è leggero, flessibile e talmente resistente da essere usato in Cina per i ponteggi dei muratori nella costruzione dei grattacieli; difficilmente subisce alterazioni a causa di fattori esterni. Quindi, a maggior ragione per il parquet, esso rappresenta un’alternativa estetica, ecologica ma anche economica al legno.  Il bambù raggiunge il massimo della crescita in pochi mesi contro i 20-30 anni di un albero; ricresce senza doverlo ripiantare e non necessita di antiparassitari o fertilizzanti. Il parquet in bambù è antiallergico perché non necessita di particolari trattamenti avendo già di suo una lucentezza naturale; in origine è chiarissimo ma può essere scurito con getti di vapore, senza coloranti. La pulizia è altrettanto semplice perché va passato solo con l’aspirapolvere e periodicamente con prodotti specifici per il legno. A volte, certe soluzioni si vanno a cercare chissà dove, senza rendersi conto che le abbiamo sotto il naso.

Feb

9

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Biocarburante a tutta birra

articolo di st.ri

Una società produttrice di birra, ha inventato un nuovo sistema di adeguamento della propria fabbrica, che renderà la sua bevanda un combustibile a base di etanolo di alta qualità. Tutto senza che gli appassionati di quella birra ne risentano. Il biocarburante verrà ricavato dallo scarto del lievito di birra.
La fabbrica, inizierà il sistema di test nel secondo trimestre di questo anno, con la speranze di passare alla produzione su più ampia scala di etanolo nel terzo trimestre. Questa ha le potenzialità per essere una grande novità per l’ambiente, ma anche per i nostri clienti che diventeranno energicamente indipendenti. Attualmente, questa azienda rivende quasi 1,6 milioni di galloni (3,79 milioni di litri) di scarti chiamati “fondo del barile”, cioè lievito di birra non utilizzato, agli agricoltori locali che li utilizzano come mangimi lattiero-caseari. I rifiuti contengono tra il 5 e l’8% di alcol, compresi i lieviti e le sostanze nutritive sufficienti che consentono al sistema dell’etanolo di aumentare il livello di alcool fino al 15% per una migliore resa del carburante. Tom Quinn, co-fondatore ed amministratore delegato della società, conclude la presentazione della sua idea così:Per vivere ecologico non serve soltanto mangiare naturale, ma da oggi è anche possibile bere ecologico. L’idea è venuta a Franz Ehrnsperger, proprietario di sesta generazione della birreria tedesca Lammsbrau. La sua azienda, presente in Bavaria dal 1628, ha come discriminante dalle altre produttrici di birra il fatto di produrre birra ecologica al 100%. Per fare una eco-birra bisogna partire prima di tutto da colture biologiche. Nelle sue tenute infatti lavorano circa 100 agricoltori che producono cereali e luppolo coltivati in modo naturale, senza prodotti chimici che “avvelenerebbero” la sua birra. E questa non è una cosa scontata, perchè in tutta la Germania i birrifici che lavorano con prodotti propri, e quindi sicuramente naturali, sono solo 4 su 1300. Poi si passa ai macchinari, che sono garantiti da rigidi controlli di qualità, ed infine alla vendita, in costante crescita da quando si tende a favorire il biologico.