Nov

14

By potatore

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La scuola del "buon padre di famiglia".

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La scuola pubblica anno dopo anno viene letteralmente smantellata. Se negli anni passati si poteva riscontrare una certa continuità nell’azione di governo con l’ultima annunciata riforma e in parte operativa si è rimasti del tutto spiazzati: Si aspettava una riforma del biennio superiore e invece si è avuta in primis quella delle elementari. La scuola primaria era,  speriamo che dopo i cambiamenti continua ad essere, il fiore all’occhiello della istruzione in Italia e invece è stata rivista? risistemata? tre I (inglese, informatica,impresa)?No, niente di tutto questo e di antica memoria Morattiana: è stato tagliato il personale per rimettere su cassa. Sul resto. rettifica su rettifica si riesce a capire poco di quale materie vanno in pensione e quali restano;  sui tempi, poi, è un autentico terno al lotto. Nel frattempo nella scuola, anche se con molta fatica, si lavora, si ci aggiorna, gli insegnanti si dotato( a loro spese di computer (registri elettronici,programmi, verbali) perché diventa impossibile lavorare ed esaudire le richieste dell’utenza senza questi strumenti. Nessuno ti costringe ma il lavoro di programmazione va scritto al computer se non sei provvisto puoi lavorare a scuola con quelli sgangherati passati d’uffico e alla fine uno sforzo (tanto serve anche ai tuoi figli)  lo compri. Il personale docente si informatizza a zero spese per lo Stato. Altre considerazioni: passerella di alunni tra istituti diversi?Era possibile già trentanni or sono. Alternanza Scuola-lavoro: la maggior parte degli Istituti ha già avviato da tempo progetti.Mi fermo qua negli esempi ma va detto: la scuola va avanti e lo Stato mette i bastoni tra le ruote. Cosa c’è da fare? Poche cose: quelle del buon padre di famiglia:

turnover per i dirigenti scolastici max 5 anni sulla stessa sede. Gli stessi devono andare in pensione una volta maturati gli anni di servizio senza possibilità di prolungamento.

Ridurre del 50%le funzioni strumentali oggi per lo più oggetto di nepotismo-e allo stesso tempo i vari progetti che si risolvono in uno sperpero inutile di risorse.

Impedire i trasferimenti del personale docente prima dei dieci anni se non per comprovate necessità.
Obbligo minime conoscenze informatiche quali navigazioni in internt,gestione posta elettronica e a tal proposito possibilità di detrarre dall’irpef le spese di acquisto di pc, libri, e cosa molto strana in un paese di musicanti le spese relative all’acquisto di strumenti musicali da studio.
Infine che tutte le scuole si attrezzino per ricevere via email documenti di iscrizione, e allo stesso tempo di spedire direttamente a casa tramite email risultati scolastici e notizie sia sull’andamento didattico sia di natura amministrativa….
Il personale in futuro, prima di essere assunto, deve dimostrare buone se non ottime conoscenze informatiche in aggiunta a quelle richieste per la disciplina di insegnamento.. Dimenticavo: rivedere gli stipendi degli insegnanti che sono equivalenti a quello di un lavoratore generico 0 anni di servizio e con titolo di studio licenza elementare

Set

12

By potatore

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La scuola e i dialetti locali

postato da Daniel Bernini


Qualcuno di recente ha lanciato la proposta di poter approfondire in classe il dialetto locale e di non affidare l’insegnamento al prof. che non lo conosca. E si è scatenato il putiferio. Da un lato le posizioni leghiste, per le quali è doveroso che sia proprio la scuola a dare spazio alla cultura locale, con la riscoperta delle tradizioni, delle lingue, degli usi e costumi di una data regione. Non solo: se arriva un prof. da fuori, egli deve dimostrare di conoscere la realtà in cui va a lavorare anche imparandone la lingua. Dall’altra tutti coloro che invece vogliono la scuola trasversale a tutto il Paese, col medesimo insegnamento dal Trentino alla Sicilia. Ognuna delle due posizioni ha i suoi torti e le sue ragioni. Se è vero che non vi è nulla di male nell’insegnamento generale, gettando ogni tanto l’occhio sulla realtà locale, è vero anche che non ha senso inserire in una scuola dei docenti solo in base alla loro conoscenza del luogo. Molto meglio scegliere in base alla preparazione culturale, alla capacità di trasmettere le nozioni, alla sensibilità e all’apertura mentale grazie ai quali possano diventare un riferimento positivo per i ragazzi. Perciò ben venga l’approfondimento e lo studio del luogo dove si vive ma soprattutto ben vengano insegnanti preparati, indipendentemente da dove arrivano.