Ago

1

By potatore

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La strage degli innocenti

Il Canada riapre la caccia ai mammiferi polari. Vittime designate soprattutto i cuccioli, pregiati per il mercato delle pelli. Autorizzata l’uccisione di un milione di animali in tre anni
In Canada si è aperta la stagione della caccia. E’ partita, sotto l’egida governativa, la strage delle foche, compresi i cuccioli, come hanno rivelato le immagini televisive giunte dal Newfoundland e dal Quebec. Migliaia di cacciatori di foche del Canada Atlantico – sono circa 12 mila in possesso di regolare licenza, quasi tutti residenti nella provincia del Newfoundland – si sono spostati verso le banchise di ghiaccio. È una lotta impari. Le foche vengono uccise a picconate, con gli «hakapics», bastoni di legno con un gancio di ferro all’estremità. Si tratta di centinaia di migliaia di animaletti immobili, morbidi, che osservano i cacciatori con gli occhioni spalancati. Due secondi dopo, senza un lamento, giacciono sul ghiaccio in mezzo a una striscia rossa di sangue. Il 97 per cento ha meno di tre settimane e ancora non possono mangiare cibo solido. I cuccioli infatti si nutrono solo del latte materno che è molto grasso e consente di acquistare moltissimo peso in pochi giorni, perciò non sono in grado di muoversi. Le foche migrano in Canada in questo periodo dell’anno soltanto per sei-otto settimane, proprio per dare alla luce i loro cuccioli, poi si spostano in Groenlandia. Qui quelle che sopravvivono alla stagione di caccia canadese rischiano la morte di nuovo, grazie alla legge danese. E’ proprio un piano federale canadese, emanato lo scorso anno, che ha dato il via libera a uccidere fino a 975 mila foche tra il 2003 e il 2005. È questo infatti il numero di foche considerate in «eccesso e dannose per l’economia»
Nel 1996 il governo canadese attribuì a questi animali la responsabilità della sensibile diminuzione di pesca del baccalà. Gli animalisti affermarono che la diminuzione del baccalà era in realtà legata all’eccesso di pesca. Ma il governo di Ottawa decise di reinvestire nella caccia alla foca circa 20 milioni e mezzo di dollari canadesi, provenienti dalle tasse. Da allora sono stati uccisi più di un milione di esemplari. Il numero massimo di animali da uccidere lo scorso anno era di 350 mila unità e ne sono state sterminate 289 mila. Stesso limite è stato stabilito per il 2004. L’ultima volta che i cacciatori canadesi hanno ucciso 350 mila capi risale al 1956 e gli animalisti denunciano che quest’anno la strage potrebbe essere la peggiore in circa 50 anni. Per i cuccioli a pelo bianco esiste comunque il bando ufficiale del governo di Ottawa, che avrebbe così messo a tacere Greenpeace Canada. Sono state inoltre stabilite norme severe per evitare che gli animali vengano scuoiati prima della morte. Nel 2001 infatti un gruppo internazionale di veterinari indipendenti scoprì che il 79 per cento dei cacciatori non controllavano se gli animali erano morti prima di strapparne la pelle e nel 40 per cento dei casi il cacciatore si accorgeva in seguito che l’animale non era ancora morto e gli dava il colpo di grazia.

Ott

14

By potatore

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Una bella storia di amicizia

postato da Melaine

IL LEONE CHRISTIAN (una storia vera)
Conoscete la storia di Christian il leone??? beh se non la conoscete ve la racconto io, perché è una storia molto bella e vera.
Nel 1969 a Londra, John Rendall § Ace Bourke due ragazzi australiani, videro un cucciolo di leone in vendita da Harrods. Vedendolo piccolo, solo e chiuso in una gabbia. decisero di prenderlo e di dargli una casa. Un vicario del posto permise loro di allevare il cucciolo, che chiamarono Christian, nel prato della Chiesa dove giocavano, si divertivano che col tempo diventarono grandi amici. In poco tempo però Christian divenne troppo grande per quel piccolo spazio e dicevano che poteva essere pericoloso. Cosi l’unica soluzione possibile fu quella del reintegro in Africa, che inizio nel 1979 e durò ben tre anni loro non volevano ma furano obbligati. I due ragazzi parteciparono attivamente a questa difficile prova. Dopo questa lunga attesa furono chiamati da un naturalista che si era occupato del reintegro, e li disse che finalmente il progetto aveva avuto esito positivo.
Christian fu portato in Africa dove i suoi salutarono l’indimenticabile leone. Christian si abituo subito alla vita selvatica; Christian si era integrato in un branco e ne era già diventato il leader. Aveva avuto dei cuccioli con due femmine e si avvicinava raramente al campo e agli uomini. Passati alcuni anni decisero di andare a visitare i loro grande amico, ma erano stati avvisati da alcuni naturalistici che il leone fosse diventato completamente selvaggio e avesse dimenticato i rapporti con gli uomini; dopo questa notizia ai due giovani rimane soltanto il bellissimo ricordo dei giochi, delle corse e di tutte le avventure trascorse insieme a Christian. Questo ricordo però era troppo triste.. non riuscivano a dimenticare i giorni del distacco dal cucciolo. Cosi decisero di tornare in Kenya per rivederlo. Dopo alcune ore di osservare i leoni in libertà, arrivò il momento dell’incontro con il leone…anche se voi non ci credete il leone riconosce i suoi vecchi amici e corse ad abbracciarli, questo vuol dire che dopo tanti anni di amicizia non li ha mai dimenticati.
Gli amici del leone videro la sua nuova famiglia adesso loro erano sicuri che Christian era molto felice.
L’amore non conosce limiti e la vera amicizia dura tutta la vita!