Ott

3

By potatore

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Categories: Allevamento

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Conigli

Tra le specie allevate dall’ uomo un posto di riguardo merita l’allevamento di conigli. L’ottima carne bianca, tenera, di gusto delicato e dal punto comparativo con la carne di altre specie, più ricca di proteine e povera di grassi: l’ideale nelle diete e anche per l’alimentazione dei bambini. Per chi ha spazio di seguito alcune “dritte” per facilitare  l’allevamento e quindi la possibilità di prodursi un pò di buona carne. Le razze più indicate per un piccolo allevamento famigliare sono quelle a taglia media come la Californiana e la Bianca di Nuova Zelanda. Queste due razze, facilmente reperibili sul mercato, associano un buon sviluppo e una notevole prolificità arrivando ad allevare anche dieci e più coniglietti per parto.  Dopo l’accoppiamento occorrono circa 30-32 giorni per il parto e la gestazione tende a diminuire con l’aumentare dei feti . Il parto è preceduto dalla preparazione del nido e l’allattamento dura dei piccoli dura 7 settimane anche se è conveniente far  accoppiare la coniglia nuovamente dopo 10-14 giorni dal parto e svezzare i coniglietti entro il 35 giorno dalla nascita. In questo modo si susseguiranno parti ogni 44-45 giorni con una produzioni media annuale di 55-70 coniglietti. Se si considera che alla macellazione si possono ottenere 2-2,2 kg di carne a  coniglietto ingrassato si può facilmente evincere che una sola coniglia può produrre più carne in un anno di una bovina.  Resta beninteso che tale risultato è possibile nel caso in cui vengono posti in allevamento, una volta raggiunta la maturità sessuale, anche i figli. Occhio all’acquisto delle coniglie fattrici e dei conigli riproduttori che non abbiano i denti anteriori molto sviluppati (cannibili) e accertarsi che le femmine possiedono tra 8 e 10 mammelle. Ricordarsi che i conigli sono erbivori e non come spesso succede allevati con granaglie, per loro a lungo tempo, tossiche! Per chi volessse saperne di più utilizzi il servizio “domande all’esperto”

Mag

4

By potatore

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Conigli liberi e felici

sara

Una volta i conigli finivano tutti in padella.
Da un po’ di tempo,invece,esistano anche quelli da compagnia.
Da tempo immemorabile spopolano in Inghilterra e ora anche da noi.
Sono graziosi, occhioni tondi e orecchie sbarazzine.
Quelli in vendita, poi, essendo cuccioli sono irresistibili.
Facile infatti è cascarci e tornarsene a casa con un coniglietto.
Che male c’è ??? Niente in linea di principio, anzi bene, perchè qualsiasi animale domestico che entra nella nostra casa può diventare strumento educativo per i bambini.
L’importante è che l’acquisto non venga fatto con leggerezza.
Che si sappia che il nuovo ospite non è un giocattolo, che ha le sue esigenze e , inoltre una prospettiva di vita d’una decina d’anni.
ATTENZIONE però : se si vuole adottare un coniglio occorre accettare senza drammi che ogni tanto compaiano sul pavimento certe palline nere che non sono liquirizia.
Se ciò , e qualcos’altro ancora, non viene tollerato, se si pensa, il coniglietto, di farlo vivere eternamente in gabbia,allora date retta a me.
MEGLIO NON COMPRARLO.

Apr

11

By potatore

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Max Mara Fashion Group…. uno stile che uccide

sara azzaro

Max Mara è tra i nomi più noti dello stile italiano, un marchio storico in espansione in tutto il mondo, che non si è mai fatto scrupoli ad utilizzare pelliccia animale nelle sue collezioni.
Quello che loro proprongono come stile non è altro che una moda sanguinaria. Quel pelo che adorna i capi firmati era il manto di un animale, l’unico ad avere il diritto di indossarlo.
Milioni di animali vengono uccisi ogni anno dall’industria della pelliccia, un’industria senza scrupoli nascosta dietro al lucciante mondo della moda e dello spettacolo, che creano desideri volubili e allontanano gli individui dalla riflessione su ciò a cui stanno contribuendo con i loro acquisti.  Non possiamo non renderci conto che quello che vediamo nelle vetrine sono resti di animali morti; uccisi per una moda inutile.
Una moda per la quale esseri viventi diventeno semplici oggetti, merci da allevare, scuoiare, esporre in vetrina, impacchettare. Gli animali sono invece esseri capaci di emozioni e sensibili al dolore come gli umani, e come tali dovrebbero essere rispettati. Fermare questo massacro è possibile, a cominciare da una tua scelta : non acquistare capi con inserti di pelliccia. Negli allevamenti gli animali sono ammasati in minuscole gabbie di rete metallica sulla quale si lacerano le zampe e si provocano deformazioni. Lo stress e la sofferenza dovuti alla prigionia causano loro comportamenti ripetitivi, cannibalismo e autolesionismo ragion per cui vengono imbottiti di psicofarmaci e sedativi. Gli animali così confinati non toccano mai il terreno. I metodi di uccisione negli allevamenti sono economici e brutali, camere a gas, rottura del collo, scosse elettirche, bastonate o uncini nel cranio. Gli animali più utilizzati sono visoni, le volpi, i conigli, i cincillà, i procioni, ma anche cani, gatti, linci e ermellni. Ogni anno in tutto il mondo sono più di 40 milioni quelli uccisi appositamente per la loro pelliccia.  La produzione di pellicce è inoltre molto inquinante. Infatti la concia e la tintura delle pelli scarica nell’ambiente prodotti chimici altamente tossici, così come le tonnellate di deiezioni prodotte dagli allevamenti intensivi inquinano i suoli e le falde acquifere. L’industria delle pellicce cerca di confondere le persone proponendo non più solo i capi interi prodotti con decine di pelli, ma sopratutto inserti a prezzi accessibili come colli di giubbotti, sciarpe e perfino guarnizioni e oggetti di arredamento. Queste pelli vengono spesso lavorate stingendo il pelo, rasandolo o colorandolo, rendendole quindi difficili da identificare come vere.  Non possiamo non renderci conto che si tratta di resti di animali morti, uccisi per una moda inutile. E solo per ignorenza ed egoismo che altre specie animali vengono considerati inferiori e sfruttate.