Giu

5

By potatore

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Il giardino roccioso!

Una particolarità che contraddistingue i giardini di nuova concezione è la presenza del giardino roccioso. Forse ciò è dovuto al fatto che esiste un indiscutibile senso naturale che porta l’uomo a circondarsi di una oasi verde che sia quanto più possibile somigliante alla realtà. E’ risaputo, tra l’altro, che anche che parchi e giardini non sono indenni ai dettami della moda e dalle ventate più o meno naturalistiche che caratterizzano la creazione degli spazi verdi.
Sicuramente la costituzione di un giardino roccioso all’interno di una area verde più o meno grande trova un un indiscutibile fascino, fermo restando alcuni criteri di natura botanica e più generalmente di armonia delle forme che rendano l’insieme gradevole. Per procedere alla collocazione delle varie parti costitutive di un roccioso o in ogni caso di qualsiasi elemento che riguarda l’orografia di un giardino, occorre inizialmente effettuare su carta un disegno quanto più possibile vicino. Un roccioso ideale va posto in luogo aperto e lontano da zone ombreggiate o con eccessiva influenza di piante di alto fusto. L’esposizione ideale sarà sud sud-ovest o in ogni caso lontano da zone fredde e con presenza di ristagni idrici. La pietra utilizzata, preferibilmente locale, darà la possibilità di limitare i costi e entrerà in armonia con il paesaggio limitrofo. Le rocce calcare sono decisamente sconsigliate a meno che non si decide per piante che prediligono tale sostanza. Il peso delle rocce utilizzate dovrà essere inferiore ai 50-60 Kg per facilitare gli spostamenti ed non inferiore ai 20-30 kg per i motivi opposti. Prima di provvedere alla collocazione occorre scavare il terreno sottostante al luogo prescelto in modo da “piantare” la base, favorire la risalita dell’umidità e dare un aspetto naturale. Una volta costituita la base verranno collocate le altre rocce provvedendo in contemporanea alla messa a dimora delle piante negli affranti più stretti visto che successivamente tale operazione risulta più difficoltosa. Una volta completata la messa in opera delle parti rocciose occorre riempire gli spazi e le varie fenditure con un supplemento di terra e torba o altro miscuglio per roccioso. Ottimo per le specie alpine risulta un miscuglio di terra e compost integrato di torba e con l’aggiunta di sabbia per migliorare l’effetto drenante. Una volta riempite bene la cavità occorre ultimare la collocazione delle specie vegetali e provvedere ad una prima irrigazione che favorisca una leggera compressione dell’apparato radicale. Sempervivum e garofanini nani sono insieme alla erica le specie maggiormente utilizzate ai quali possono essere associate sassifraga, alisso, piccole succulente striscianti, ciuffetti di felci, piccole conifere e,  qualche aromatica.

Dic

14

By potatore

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I commenti di "Natale" di Margherita

margherita posted

Una delle più diffuse tradizioni (pagane) in Italia, è quella dell’albero di Natale. Essa è presente già nel mondo antico e nel medioevo, in seguito assimilata dal Cristianesimo. Una cronaca di Brema del 1570, ritrovata dal tedesco Ingeborg Weber-Keller,  raccontava che l’albero di Natale veniva decorato con noci, mele, datteri e fiori di carta. Il primo albero addobbato risale al 1510 nella città di Riga, a cui è stata anche dedicata una targhetta scritta in otto lingue. Di solito si addobba un abete o una conifera sempre verde (in Italia è molto diffuso il Peccio o abete rosso, mentre nell’Europa centrale e nei paesi nordici, gli abeti comuni), con piccoli oggetti colorati, luci, festoni, dolciumi e ai suoi piedi, i regali. Come da tradizione si deve addobbare l’8 dicembre, il giorno dell’immacolata, e si disfa il 6 gennaio, il giorno della befana (cioè anche il giorno dedicato alle mie zie e a mia nonna…) La moda diffusa negli ultimi anni è quella di portare nelle case alberi artificiali, che risultano essere più economici e più pratici, perché quando finiscono le feste, si possono disfare e mettere in soffitta, pronti per essere riutilizzati l’anno successivo, sebbene siano molto meno poetico e “grazioso”. Altri ritengono che l’albero artificiale sia molto importante perché, altrimenti,se tutti utilizzassero abeti veri, si incrementerebbe il disboscamento. Questo è un problema facilmente risolvibile, perché basta addobbare delle piante sempreverdi che possano stare in appartamento, in questo modo si rispetta la tradizione a cui gli italiani sono molto legati.
Secondo il mio parere, l’unico buon e serio motivo per utilizzare alberi artificiali è solo quando in casa ci sono persone che soffrono di allergie alle conifere, però anche questo problema può essere risolto, infatti, basta addobbare un albero in giardino.
Per cui vi consiglio di utilizzare solo alberi veri,così si rispetta la tradizione,è molto più decorativo e più carino….
Secondo voi, non è più bello avere in casa un po’ di natura “viva”con un verde sgargiante e qualche sfumatura di giallino,decorato dai mille colori delle lucine.…piuttosto che un mucchio d plastica uguale per tutti gli anni e soprattutto inespressivo con il solito verde “morto” o “sbiadito”,  che poi magari brucia con il calore..??
E poi scusate, per la prima volta è d’accordo pure mia zia!!!!
È la prima cosa sensata che dice in tutta la sua vita!!!!!!!Il problema è che anche lei usa quello di plastica..!!é mitica mia zia,anche se è un po’ stressante……Però mi è venuta una bella idea…..Visto che si avvicina il periodo natalizio, (e ci si scambiano i regali…) potrei impacchettarle e spedirle a qualcuno….ma sono sicura che mi ritornano indietro…..Oppure posso metterle sul campanile così predicano loro al posto del parroco..e per sentire la messa non c’è bisogno di andare in chiesa……

Lug

2

By potatore

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Conifere siberiane = plastica ecologica?

di le.lo

Leggo su Greenreport della scoperta, da parte di un gruppo di ricercatori siberiani, di un nuovo materiale ecologico simile alla plastica, ma a base di residui di conifere. Il team di Novosibirsk ha realizzato il materiale a partire dalla lavorazione di aghi e rami delle conifere siberiane, senza l’aggiunta di nessuna sostanza legante. Il materiale, provvisoriamente battezzato Ecolife, ha le stesse caratteristiche di resistenza e adattabilità dei materiali agglomerati, senza però contenere la formaldeide perché provenienti direttamente dalla natura. La produzione di Ecolife potrebbe risolvere il grave problema dello smaltimento dei rifiuti prodotti dall’industria del legname che interessa la Russia e portare alla produzione di nuovi materiali bio in sostituzione della plastica, diminuendo anche il rischio di incendi nelle aree di abbattimento delle conifere.