Apr

3

By potatore

Commenti disabilitati su L'orto: ambiente naturale

Categories: Agricoltura, Giardino

Tags: , , , , , ,

L'orto: ambiente naturale

 

 L’eccessivo sfruttamento del terreno determinato dalle nuove  specie e varietà molto più  produttive delle precedenti fa sorgere la necessità della reintegrazione della sostanza organi­ca nell’orto, pena un continuo impoverimento organico dello stesso con conseguente calo produttivo sia quantitativo e qualitativo. Il compostaggio dei rifiuti organici sia provenienti dell’abitazione che da materiali di scarto o di pulizia degli ortaggi  diventa, pertanto, condizione indispensabile per  mantenere  sano  e biologicamente attivo il terreno. Sempre allo stesso scopo l’utilizzo di concimi organici tipo letame, cornunghia, sangue secco o di vari altri preparati messe a disposizione dalle ditte specializzate, serve senza dubbio ad ottenere  prodotti qualitativamente ottimi. Se invece oltre che a sostanza organica si vuole integrare il terreno con sostanze azotate, una coltivazione di leguminosa interrata (sovescio) all’inizio  della fioritura avrà effetti  sulla coltivazioni future indubbiamente eccellenti. Il ricorso sistematico alla pacciamatura, poi, determina diversi  vantaggi: miglioramento della struttura,  risparmio idrico, controllo delle infestanti, precocità delle  produ­zioni e non ultimo miglioramento della attività microbica del terreno. Per la pacciamatura di una orto di modeste dimen­sioni non necessariamente si devono impiegare materiali dispendiosi ma possono essere utilizzati materiali semplici come paglia, aghi di pino o foglie in genere, vinacce. Altra regola da adottare in ambito di progettazione allo scopo di contenere lo sviluppo di parassiti e, nello stesso tempo, permettere il razionale sfruttamento del terreno e il ricor­so alla consociazione e alla rotazione. Nel primo  caso  il sistema è stato ampiamente collaudato in passato, anche se, fino ad alcuni anni addietro veniva ritenuto  superato, basti pensare alle alberate fatte per sostenere la vite diffuse in tutta Italia. In un orto famigliare basta semplicemente  utilizzare delle piante i mais come sostegno di piselli o fagiolini rampicanti o alternare nei filari piante legumino­se con ortaggi da foglia. Con una corretta rotazione e avvicendamento tra specie sfruttatrici del terreno tipo le solanacee e le cucurbitacee e miglioratrice come leguminose si  evita un eccessivo  sfruttamento delle  risorse nutritive del terreno e  nello stesso  tempo si evita il proliferare di malattie fungine e di parassiti animali che normalmente completano il ciclo su specie affini. Questi sistemi vanno visti nell’ottica  di una  loro  interazione e non vanno presi  singolarmente in quanto,da soli, non possono radicalmente modificare il corso produttivo dell’orto. Inoltre va ricordato che la  creazione di un ambiente quanto più simile a quello naturale favorisce il proliferare di specie utili alla agricoltura come le Chysoperlee le più conosciute coccinelle  septempunctate predatrici  naturali  degli afidi autentici flagelli  degli orti e dei frutteti.

Apr

5

By potatore

Commenti disabilitati su Siepi: impariamo a valorizzarle

Categories: Giardino

Tags: , , , , , ,

Siepi: impariamo a valorizzarle

Stupendo esempio di “Villa all’Italiana”

Ormai è noto, da accurati studi nel settore, che alcune specie vegetali più di altre riescono a trattenere sostanze tossiche e metalli pesanti emessi dai motori a scoppio sulle foglie e sui rami evitando la diffusione nelle zone limitrofe di tali inquinanti. Il Ligustrum vulgare e il Taxus baccata sono tra le specie da siepe più resistenti a questo tipo di inquinanti che generalmente con la loro azione tossica influenzano anche la crescita delle specie da siepi; meno resistenti ma in ogni caso con un buona resistenza all’azione del piombo risultano l’agrifoglio e il corbezzolo. Per quanto riguarda la protezione dai rumori cittadini si ottengono buoni risultati con qualsiasi specie di piante anche se per azzerare completamente i rumori occorrerebbe una siepe dallo spessore di circa sei metri. Negli ultimi anni viene inoltre rivalutata la presenza della siepe in quanto permette la proliferazione di uccelli e antagonisti delle più comuni malattie che attaccano le piante coltivate. In particolare il Taxus, l’agrifoglio e il sorbo degli uccellatori diventano con le loro bacche luogo preferito per merli, verdoni e codirosso che tra le fronde riescono anche a nidificare. Alcuni insetti utili come api, vespe e coccinelle vengono attirate dalle infiorescenze prodotte dal corniolo o dal corbezzolo e attivano la loro azione benefica tesa al controllo di bruchi di cui sono predatrici le vespe e afidi per le quali crisope e coccinelle sono degli antagonisti naturali eccellenti. Ancora più determinante risulta l’azione delle siepi quando confinano con terreni agricoli nei quali l’azione dei mezzi agricoli sconvolge la presenza di serpenti e ricci predatori di topi, larve e lumache. In quest’ultimo caso risulta però necessario che la siepe conservi quanto più è possibile la forma naturale evitando tagli e cimature di contenimento troppo radicali. Il re delle siepi per le regioni padane rimane pur tuttavia il lauro in virtù della notevole rusticità di adattamento sia al clima che ai tagli. Inoltre il suo fogliame ricco e intenso assembla gran parte delle caratteristiche che generalmente si richiedono ad una siepe riuscendo a raggiungere altezze del tutto ragguardevoli (3-4 metri e fino a 18 metri nelle forme libere).

Feb

12

By potatore

1 Comment

Categories: Potatore news

Tags: , , , , ,

Sotto la pacciamatura c'è vita..

Il ricorso sistematico alla pacciamatura (cioè la copertura del terreno cono foglie , erba tagliata, strame) determina diversi vantaggi: miglioramento della struttura, risparmio idrico, controllo delle infestanti, precocità delle colture e non in ultimo miglioramento dell’attività microbica del terreno.  Per la pacciamatura di un orto di modeste dimensioni, non necessariamente si devono usare materiali dispendiosi ma al contrario materiali semplici com e paglia, aghi di pino, vinacce o foglie in genere. Altra regola da adottare in ambito di progettazione allo scopo di contenere lo sviluppo di parassiti e nello stesso tempo permettere il razionale sfruttamento del terreno è il ricorso alla rotazione e alla consociazione. Nel primo caso il sistema è stato ampliamento collaudato in passato e fino ad alcuni anni addietro, stranamente, veniva considerato superato. Basti pensare alle alberature fatte  per sostenere la vite diffuse in tutta Italia, ma in un orto famigliare basta semplicemente utilizzare delle piante di mais per sostenere piselli e fagioli o alternare nei filari piante leguminose con ortaggi da foglia. Con una corretta rotazione o avvicendamento tra specie sfruttatrici del terreno tipo le solanacee e le cucurbitacee e miglioratrici come leguminose si evita un eccessivo sfruttamento delle risorse nutritive del terreno e allo stesso tempo si evita il proliferare di malattie fungine e di parassiti animali che normalmente completano il ciclo su specie affini. Questi sistemi vanno visti nell’ottica di una loro interazione e non vanno presi singolarmente in quanto, da soli, non possono modificare radicalmente e subitaneamente il corso produttivo dell’orto.  Nel medio e lungo periodo, invece, i vantaggi sono visibili e la qualità del terreno e  di conseguenza quella delle produzioni aumenta notevolmente, l’ambiente riprende la forma naturale e si favorisce il proliferare di specie utili all’agricoltura come la famiglia delle Coccinellidae predatrici di afidi, autentici flagelli  degli orti e dei frutteti.

Set

20

By potatore

Commenti disabilitati su Le coccinelle di Margherita

Categories: Potatore news

Tags: , , ,

Le coccinelle di Margherita

Margherita


Ma sono stra carine le coccinelle!!!Io le ho sempre con me…con adesivi, coccinelline in legno, ciondolini….Ma non perchè portino fortuna…(non ci credo un granchè…), bensì perchè sono animaletti graziosi e coloratissimi!!..(Anche se il mio animale preferito è il lupo..)
Qualche settimana fa avevo la casa infestata da questi esserini rossi con i puntini neri… ”Che belle che sono!!!” pensavo…
Sono uscita un attimo in giardino e, quando sono rientrata, c’era quella rincitrullita di mia mamma che aspirava le coccinelle con l’aspirapolvere…(Ma non si può tutte a me capitano!!!)
Allora per ripicca le ho liberate nella sua camera da letto, ma quell’investigatrice privata (che fiuta una notizia a distanza di kilometri…) l’ha capito e ha spruzzato il DDT così sono morte tutte…
Ma io lo spruzzerei addosso a lei l’insetticida!!!!

Nov

26

By potatore

1 Comment

Categories: Potatore news

Tags: , , , , , ,

Le coccinelle nell'agricoltura biologica

di st. fa

I disciplinari di agricoltura biologica impongono l’utilizzo di mezzi di lotta naturali e quindi chi sente il bisogno di adeguarsi può dar vita ad un piccolo allevamento di insetti utili. Il classico esempio è la coccinella che, oltre a portare fortuna, è un ottimo aiutante e tiene a bada gli In commercio esistono delle scatole al cui interno sono contenute le larve o le uova di svariate specie, ma qualcosa possiamo farlo pure noi coltivando le piante che attirano gli insetti utili. Prendiamo la classica coccinella: possiamo utilizzare le carote, il finocchio, l’achillea, l’aneto, la potentilla, il tagete, il tarassaco, la veronica o la veccia; tutte specie facilmente reperibili.
Un’altra specie utile è la crisopide, un insetto che certamente avrete visto e che dovrebbe aver attirato la vostra attenzione grazie ad un colore verde intenso, “grandi” ali e lunghe antenne. Anche in questo caso la lista di piante è lunga e, oltre a quelle sopra citate compaiono anche il coriandolo ed il girasole.