Gen

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"Buoni propositi" per l'anno nuovo

Negli ultimi anni ormai si registra un aumento del numero dei morti per le ondate di calore, degli incendi, delle malattie causate dallo smog e dal riscaldamento globale, pochi sanno che esiste un’ analisi ufficiale che risale al 2007 richiesta proprio dalla Casa Bianca nella quale si analizzano i rischi che la salute umana corre di fronte ai cambiamenti climatici.  Nell’ analisi si riconosce che l’ aumento delle temperature provoca eventi meteorologici estremi come gli uragani e che le malattie trasmesse da zecche e altri organismi possono diffondersi maggiormente e aumentare la mortalità soprattutto di giovani e vecchi. Le inondazioni potrebbero incidere sulla qualità delle acque, mentre i cambiamenti climatici potrebbero portare a una maggiore produzione di polline con conseguenze l’ aumento delle allergie e il peggioramento dello smog aumentare il rischio di malattie respiratorie. Le forniture alimentari probabilmente diminuiranno perché la disponibilità di acqua sarà minore a causa di una maggiore evaporazione e di una diminuzione della superficie delle nevi. Di fronte a questo quadro non certo rassicurante speriamo che i progetti voluti da Obama vengano presto messi in atto, e che anche il resto dei governi del mondo vogliano adeguarsi per minimizzare gli effetti del riscaldamento. Speriamo che tra i nostri buoni propositi, per l’anno appena  arrivato, ci sia l’ambiente e che tutti i giorni facciamo piccoli fattivi gesti per preservarlo.

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Ott

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Catturare la co2 si può

stefano falgari

Cattura e sequestro di CO2: prevista costruzione di impianti anche in Italia ed è una soluzione alla lotta ai cambiamenti climatici che, seppur fra mille polemiche e in modo abbastanza lento prendere sempre piu quota. A tal proposito è interessante sapere che anche da parte del governo italiano c’è l’intenzione di creare nel nostro territorio impianti di questo tipo. Il progetto italiano verrà portato avanti con la collaborazione di altri Stati che metteranno a disposizione tecnici esperti in materia.
Ad affermarlo è il Ministro per lo Sviluppo Economico, da Londra, d’ambiente mondiale per individuare venti progetti per la cattura e lo stoccaggio della CO2 entro il 2010. In Italia dovrebbero sorgere due impianti, il primo, dice il ministro, vorremmo che questo fosse in Sardegna, mentre l’altro, già finanziato dall’Europa, nascerà a Porte Tolle in Veneto. Quella della cattura e del sequestro di CO2 concluso Scajola in modo abbastanza deciso, è una tecnologia innovativa di importanza enorme perché nel mondo c’è molto carbone; di questo modo se anche col tempo useremo sempre meno questa risorsa fossile potremo però continuare ad utilizzarla nel futuro breve con meno preoccupazione per l’ambiente. Che dire di quest’iniziativa? Gli esperti in materia sono molto divisi e i pareri non sono unanimi sulla questione.

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Emigrazione da cambiamenti climatici

di Anna Bosc

“Il fenomeno riguarda ogni anno 6 milioni di persone costrette a lasciare il proprio territorio a causa dei cambiamenti climatici”.
Quest’anno 6 milioni da persone sono state costrette a lasciare il proprio paese a causa dei cambiamenti climatici, ma secondo le stime dell’ Unhcr (Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati) nel 2050 si arriverà a 200/250 milioni. Le cause sono molto semplici da identificare, desertificazione, inondazioni e effetti del riscaldamento globale, ma nono sono così facili da risolvere.
Secondo i risultati di Legambiente di 6 milioni di persone all’ anno sono costrette a emigrare: la metà a causa di cambiamenti climatici “istantanei”,inondazioni e tempeste, l’altra metà a causa di cambiamenti “a lungo termine”, come desertificazione o innalzamento del livello del mare.
Se finora sono state le guerre la maggiore causa dello spostamento dei popoli ora sono i cambiamenti climatici. Sono circa due anni, infatti, che il numero dei profughi ambientali ha superato quello dei profughi di guerra, eppure non si riesce a dare loro assistenza in modo adeguato, perché giuridicamente non esistono; Quindi oltre “all’immediata necessità” di uno status giuridico per i profughi ambientali, la vera urgenza consiste, quindi, nel capire che molte questioni legate all’ospitalità e all’accoglienza nei nostri Paesi devono in primo luogo essere affrontate attraverso un serio impegno collettivo nella lotta ai cambiamenti climatici. Misure ancor più necessarie se si pensa che al di là delle prospettive future, gli effetti del riscaldamento globale e dei cambiamenti climatici sono già una drammatica realtà in molti paesi, che hanno pagato un prezzo alto per vittime e gli sfollamenti. In Brasile, quest’anno, sono state un milione le persone colpite dalle inondazioni con un numero di sfollati tra 400.000 e 600.000, mentre in 350 mila sono stati colpiti in Namibia dalla recente inondazione dovuta alle piogge torrenziali iniziate dal mese di gennaio scorso. Non solo: Il 50% delle strade e il 63% dei raccolti è a rischio. Per l’Onu 544 mila persone potrebbero confrontarsi con un’insufficienza di cibo tra il 2009 e il 2010. Dati poco confortanti anche in Angola dove 160 mila persone hanno subito inondazioni, ma è un numero destinato a crescere. E ancora, in Myanmar (ex Birmania) il ciclone Nargis ha fatto 140 mila vittime, colpendo anche altri 2-3 milioni di persone e costringendo 800 mila persone a sfollare. Anche l’Italia ha già iniziato a scontare gli effetti del riscaldamento globale in quanto area mondiale ha la più alta vulnerabilità in termini di perdita di zone umide e in particolare degli ecosistemi e della biodiveristà marino-costiera. Lo studio di Legambiente stima che saranno sommersi circa 4.500Km quadrati del territorio nazionale, distribuiti in prevalenza al Sud, dove si concentreranno la maggior parte delle aree che andranno incontro a una progressiva desertificazione. A maggior rischio, secondo il rapporto Enea, è la Sardegna con il 52% del territorio esposto al pericolo della desertificazione.