Set

30

By potatore

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Purificazione dell'aria

Le piante d’appartamento per quanto sensibili al sole e al freddo, sono utili perché resistono molto bene al fumo di sigaretta, ai gas delle auto, dei mobili e detersivi.  Si parla di sindrome dell’edificio malato: disturbi come bruciore agli occhi, cefalea, sinusite e sonnolenza, citandone solo alcuni, che colpiscono chi sta troppo chiuso in ambienti chiusi.  Lo scienziato Bill Wolverton ha dimostrato che le piante diminuiscono la concentrazione nociva. I veleni costituiti da molecole di idrogeno, carbonio e ossigeno penetrano nei vegetali dagli stomi e in parte formano zuccheri, lipidi e acidi organici, e in parte vanno nelle radici dove sono poi trasformati da batteri aerobici sempre in zuccheri, lipidi e acidi organici. I due rimedi contro la sindrome dell’edificio malato sono aprire le finestre e puntare sul verde.
E’ dimostrato che nei luoghi ventilati automaticamente l’aria è 100 volte più inquinata. Alcuni inquinanti sono: la formaldeide, proveniente da prodotti per l’incollaggio, spray, e vernici;
composti organici semivolatili  (Svoc) come CO2 , monossido di carbonio, biossido d’azoto e di zolfo provenienti da processi di combustione; e composti organici volatili (Voc) come cilene, toluene e benzene provenienti da solventi, vernici e  detersivi.
Lo scienziato Bill Wolverton ha individuato le 50 piante più adatte contro questo inquinamento.
Per esempio la Nephrolensis exaltata assorbe formaldeide, xilene e benzene; oppure le dracene divorano tutti i gas; l’aloe riduce la formaldeide e i Voc ridotti anche da banano nano e cactus colonnare; i Svoc sono ridotti dal ficus come pure dalla peperomia e dalla sansevieria.

Apr

2

By potatore

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Grasse ma belle!

di giorgiap
PRIMA COSA: i cactus sono solo il 20% di tutte le piante grasse..
Adattatesi a vivere in zone dove l’acqua si vede raramente, le piante grasse sono tipi strani: sembrano extraterestri sbarcati sulla terra da chissà dove. Esistono tante famiglie, di sicuro numerose: contano circa 10000! specie, riunite in grandi famiglie.
Tra queste ci sono i cactus, che a volte hanno fiori grandi e vistosi ((anche se nelle nostre case difficilmente fioriscono!!!!), e le EUFORBIE: quando sono fiorite, secernano un latte con proprietà cicatrizanti ma tossico, per tenere lontani gli animali che provano a mangiarle. Le piante grasse (in realtà il nome più corretto è succulente), grazie a speciali tessuti spugnosi, trattengono i liquidi nel fusto o nelle foglie: sono come serbatoi, dove immagazzinano riserve d’acqua nei periodi piovosi, per poi prelevarla nei periodi di siccità. Non solo, per limitare la perdita di liquidi, hanno escogitato anche altri, ingegnosi sistemi. Rispetto alle altre piante hanno pochi stomi: sono i buchini delle foglie, di solito aperti di giorno per fare entrare anidride carbonica. Grazie a questo gas, e alla luce del sole, le piante possono fare la fotosintesi, nutrirsi e crescere. Problema: quando gli stomi sono aperti esce anche acqua. Per questo le piante grasse li aprono di notte: fa meno caldo e evaporano meno liquidi. Ma come fanno a fare la fotosintesi senza luce solare??? Usano reazioni chimiche in parte diverse da quelle delle piante”normali”. Il loro fusto, inoltre, è ricoperto da una CUTICOLA e da uno strato di CERE, per limitare l’evaporazione. Tal volta è così spesso che quando la pianta muore e secca, il guscio rimane”rigido”, dando l’impressione che sia ancora viva. Se vogliamo “adottare” un cactus e non vogliamo farlo morire ricordiamo queste semplici regole: è più facile ucciderlo bagnandolo troppo, piuttosto che troppo poco. Mettiamo sabbia nella terra quando lo travasiamo: così l’acqua in eccesso se ne va rapidamente e le radici non marciscono. Infine, anche se ogni pianta ha esigenze diverse, quelle più comuni da noi, d’inverno, è meglio tenerle in casa, sul davanzale della finestra (hanno bisogno di tanta luce).