Giu

26

By potatore

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Bullismo al femminile: bambine aggressive

articolo di Ga.gl


Di solito, quando si parla di giovani aggressivi che picchiano i compagni, si fa sempre riferimento ai maschi. Invece anche il bullismo al femminile si è diffuso da ormai parecchio tempo; lo confermano le statistiche, su un campione di 1200 studenti delle scuole medie, il 64 % degli intervistati non ritiene questo comportamento una prerogativa maschile. Anche se le ragazze non sempre attuano abusi fisici, sono ugualmente pericolose. Ecco come riconoscerle e “addomesticarle”.
Chi sono le bulle?
Le bulle sono adolescenti o preadolescenti con un grande bisogno di dominare gli altri; si ritengono superiori e per questo riescono ad intimidire, a farsi ascoltare, trascinare gli altri e si impongono su una o più coetanee, con la violenza. Queste ragazze si arrabbiano facilmente, sono intolleranti alla frustrazione, invidiose delle qualità che riconoscono nelle altre persone e il loro obiettivo è distruggere le loro vittime.
Come agiscono?
Solitamente le bulle, così come nel fenomeno del bullismo maschile, non agiscono da sole, ma molto spesso si organizzano in veri e propri “branchi” dove i ruoli sono ben definiti. In molti casi si tratta di una o più ragazzine che si atteggiano a femmine dominanti e hanno nel mirino una sola vittima. Se il branco è misto, le ragazze possono essere solo delle complici dei maschi o divenire leader, trascinando con sé le personalità più deboli, che magari hanno alle spalle un passato da vittime e che accanto alle compagne più aggressive, trovano una possibilità di riscatto.
Chi è la vittima?
La vittima della bulla, in genere, è una coetanea, molto spesso compagna di classe, incapace di reagire, di ribellarsi o anche solo di denunciare l’accaduto. Si tratta di ragazze timide, con un sano rapporto famigliare o comunque ragazzine molto diligenti. La vittima spesso perde la propria autostima e si trascina anche altri disturbi, come quelli che riguardano il comportamento alimentare o attacchi di panico. In altri casi, nella ragazza oppressa scatta un processo di autodenigrazione, accompagnato dalla bramosia di entrare a far parte del gruppo di bulli.

Mag

10

By potatore

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L'arte del quieto vivere

Postato da “cavallo pazzo”

Sollecitato dall’articolo “bulli e bulloni” mi appresto a scrivere quanto segue.

Dall’esperienza a vari titoli fino a questo momento raggiunta, o meglio, dall’osservazione costante di quello che mi vedo intorno noto che il problema dei bulli come molti altri problemi di cui la scuola soffre sono pressocchè irrisolvibili, e dico questo senza nessun pessimismo congenito.

Ho notato che gli organi preposti a risolverli con estrema cura fanno di tutto per evitarli, ridurli nasconderli con naturalezza, anzi con grande “savoir faire”. Vengo con un esempio pratico e molto reale noto a tutti. Immaginiamo di avere un bullo in una classe dopo varie note, trascrizioni e richiami di varia natura cosa di fatto è successo? Nulla: il ragazzo si vanterà scolasticamente di aver raggiunto 40-50 e oltre note e di essere primo nella classe per numero di “attenzioni”anche se il suo primato è in bilico perchè i soliti emulatori cercano nella stessa classe di raggiungerlo. Nel frattempo quanti lavorano con serietà e si comportano correttamente vedono con dispiacere come in classe esistono due pesi e due o forse tre misure: il bullo arriva in ritardo, non prende appunti, risponde sempre in modo irrispettosoo in definitiva fa quello che vuole e il docente di turno chiude due o tre occhi e alla fine della lezione esclama in cuor suo “per oggi è andata”. Al fesso alunno dal normale comportamento niente è permesso: deve prendere appunti, studiare, comportarsi bene ecc.ecc. Nel frattempo il bullo affina la sua “bravura” mette un paio di occhiali all’ultimo grido ed appariscenti ( frutto dell’ultima prestito) fa i suoi proseliti, fa provare le sue sigarette speciali, consiglia i suoi adepti sul comportamento da tenere con questo o quel insegnante ( a secondo del permissivismo o potere nella classe di questo. In definitiva in bullo si alimenta, si ingrassa si esalta.  Il consiglio di classe decide, propone in conclusione dopo varie discussioni decide di non decidere perchè le sue decisioni saranno contestate dal garante di turno che con motivazioni varie tipo: ma son ragazzi, ma sono ragazzate, ma chi non si è fatto una canna, anche io avevo sette in condotta, ma la famiglia non riesce a tenerlo a casa, ma noi abbiamo il compito di recuperali. Alla fine risulterà insomma che la colpa e del pirla ( affettuosamente) di docente che non è stato in grado di gestirlo… il come è tutto un programma. Giorno dopo giorno nell’aria si espande soave, aleggia una brezza nuova: l’arte del quieto vivere. Niente problemi, niente rogne, evitiamo gli eccessivi allarmismi, attenti a segnalare anomalie, problemi e quantaltro può fare finire una scuola sul giornale o in tv. Qua vogliono andarci solo le veline e tutti quelli che aspirano ad un successo facile . Figuriamoci se la scuola intitolata al famoso pedagogo“ Felice la Quiete” va a finire sul giornale per un episodio di droga o di bullismo. Le statistiche dicono che sono i minorenni sotto i quindici anni a utilizzare varie forme di droga più o meno leggere ma quante scuole hanno permesso ai cani della Guardia di Finanza di quantomeno farsi vedere come deterrente. Quante denunce dei Dirigenti scolastici per fatti di droga o bullismo? Gli alunni non hanno visto, i docenti devono star zitti, i dirigenti non hanno avuto nessuna notizia o sentore, i provveditore parla di provincia indenne o oasi felice, il Ministero sta provvedendo: l’esaltazione del quieto vivere!!

Mar

28

By potatore

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Bulli e bulloni


Il  bullismo a scuola è un problema di attualità. Ma, per capirne le ragioni è meglio far luce sulla figura del bullo: partiamo dal fatto che un bullo grande non è un bullone, piuttosto il bullone c’è l’ha al posto della materia grigia. Se qualcuno pensa che scerzare sull’argomento sia scorretto io rispondo questo: i bulli si sono tanto divertiti a spese dei più deboli ed è giusto che ora le vittime siano loro e che i deboli si divertano a spese dei bulli.

Partiamo con l’identikit del bullo:

Primo – il bullo agisce sempre in gruppo, perchè è un coniglio e da solo ha paura.

Secondo – il bullo ha sempre la playstation a casa. Avete mai visto un bullo senza playstation o altra consolle?

Terzo – il bullo fa affidamento su alleati che si trovano al di fuori della banda: i compagni di classe, ad esempio, che quando  succede qualcosa ne sanno sempre meno dei muri, molto meno.

Quarto – il colore delle mutande del bullo è noto sempre a tutti. Avete visto un bullo senza pantaloni larghi, bassi fino alle ginocchia e per evitare che gli cadano è costretto a camminare con le gambe larghe?

Quinto – il bullo non conosce il diagramma “ch” ma usa benissimo la “k”.

Sesto – le tasche del bullo sono più capienti della borsa di Mary Poppins. Infatti da queste escono sempre coltelli, accendini, e centinaia di petardi.

Settimo – il bullo non conosce le parole “per favore”o “permesso”, ma conosce una barca anzi un transatlantico di parole che per motivi di decenza non riporto ed è meglio così.