Set

11

By Il Potatore

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Cosa è un ecosistema?

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Per ecosistema si intende l’insieme degli elementi biotici ed abiotici di un ambien­te e deii di­versi fenomeni che in esso si formano. I fenomeni possono essere: biologici (respirazione, nutrizione, fermentazione, ecc.) ed abiologici (fenomeni chimici e fisici del terreno; dell’ac­qua, ecc.). Fondamentale, tra i fenomeni fisiolo­gici di un ecosistema, è il ciclo della sostanza organica ). Il ciclo della sostanza organica consiste nella trasformazione dei suoi componenti dalla forma minerale a quella organica per opera delle piante, nel loro successivo pas­saggio dalle piante agli animali ed infine, per decomposizione degli animali e delle piante  ad opera di microrganismi,  loro ritorno sotto forma minerale per poi ini­ziare di nuovo il ciclo. Si dice che un ambiente è   ecologicamente equilibrato quando in esso la sostanza orga­nica compie cicli completi senza subire per­dite o,  che queste, vengono interamente reinte­grate.  Sono  ecosistemi stabili  paludi, boschi,  laghi,  eccetto quando la mano dell’uomo non ne altera i cicli.

Si chiamano sostanze organiche quelle che formano il corpo degli animali e delle piante o che da questi sono prodotte. Per questo animali e piante sono chiamati. organismi. Le sostanze inorganiche formano i minerali. Caratteristiche delle organiche sono: contengono sempre carbonio bruciano con o senza fiamma sviluppando anidride carbonica e vapore acqueo; sono facilmente attaccabili da reagenti chimici.

Il ciclo della sostanza organica si realizza praticamente con la cosiddetta cate­na alimentare, Gli elementi di una catena alimentare sono classificati in:

  • produttori: sono i vegetali che, median­te la funzione clorofilliana tra­sformano l’acqua ed i sali minerali in sostanza organica;

  • consumatori: sono gli erbivori ed i car­nivori che si nutrono di sostanza organica già esistente;

  • decompositori sono i funghi ed i bat­teri che decompongono i residui animali e vegetali  trasformando nuovamen­te la sostanza organica in sostanza minerale. La realtà pratica non è però così semplice come schematizzato in precedenza, in quan­to gli anelli della catena sono variamente connessi tra di loro.

 

 

 

 

 

 

 

 

Dic

12

By potatore

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“Piccoli esseri nascosti”!

posted elisa

Dentro la federa potrebbe “nascondersi qualcosa di veramente rivoltante”, dice Art Tucker, capo della ricerca del Saint Bartholomew’s Hospital di Londra. Il Times di Londra, in un articolo sulla ricerca, dice che dopo due anni oltre un terzo del peso di un cuscino consiste in acari della polvere vivi e morti, escrementi di acari, pelle morta e batteri. I cuscini diventano ricettacoli di allergeni, germi e acari. La soluzione? Il Times riporta: “ gli acari si disidratano e muoiono quando vengono esposti ai raggi del sole”, questo significa che il metodo migliore adottato fin dalle nonne, ovvero dare aria alla biancheria del letto, funziona ancora. Inoltre il detersivo non uccide gli acari, ma lavare i cuscini a oltre 60 gradi si, e ne elimina la maggioranza nel risciacquo.

Feb

2

By potatore

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Potature come procedere!

 

Potatura parlarne non è mai abbastanza specialmente in questo periodo in cui sta per iniziare la potatura primaverile e che vede i giardinieri hobbistici alle prese con mille problemi e altrettante domande e che non sempre potranno trovare tutte risposte esauriente ma, di seguito si tenderà, quantomeno, a far luce su alcuni interventi di una certa importanza per la crescita e il mantenimento dello stato sanitario della pianta.
In particolare si vuole considerare lo sfoltimento di una piante di medio sviluppo come ad esempio meli, peschi e ciliegi da fiore che dopo alcuni anni tendono eccessivamente ad infittirsi e che pertanto vanno alleggerite. Prima intervento è quello di privarle di tutti i rami che si mostrano deboli, che si sono essiccati a causa di eventi meteorici o semplicemente da problemi relativi alla circolazione della linfa. Si passa quindi alla soppressione di rami paralleli al tronco principali o di tutti quelli che tendono a contrastare lo sviluppo del germoglio centrale della pianta avendo cura sempre di utilizzare forbici ben affilate e lame senza sbavature. L’attenzione va quindi posta a tutti quei rami che si sfregano l’un l’altro e di una certa consistenza. Vanno, inoltre, asportati tutti i ricacci lungo il tronco principale fino all’altezza in cui si dipartono le branche principali di solito quattro-cinque o leggermente sopra tenendo in ogni caso presente che i ricacci vanno sempre soppressi a meno che non si deve sostituire una branca mancante o danneggiata.
I ricacci sviluppati alla base del tronco vengono invece chiamati polloni ed alcuni di questi, in certe specie, vengono utilizzati come materiale di propagazione per la loro capacità di emettere facilmente radici. Meli da fiori, tigli, ulivi hanno la facile tendenza ad emettere una folto numero di polloni che tendono a togliere preziosa linfa al fusto principale e pertanto vanno prontamente eliminati. Quando si interviene tempestivamente questi possono facilmente essere eliminati per semplice strappo con le mani ma talvolta e necessario intervenire con forbici e talvolta occorre smuovere il terreno sottostante per arrivare alla base degli stessi. Se diventa necessario asportare una grossa branca occorre procedere con cautela e per gradi. Quando la ramificazione è lunga va inizialmente raccorciata con tagli successivi e fino quando non si lascia un moncone di 30-40 cm. Quest’ultimo va eliminato segandolo inizialmente dal basso verso l’alto per alcuni cm e successivamente al contrario fino al completo distacco e in modo da evitare pericolosi scortecciamenti. Il taglio deve risultare netto e liscio e se è il caso va ripassato con un coltello in modo di favorire l’azione cicatrizzante della stessa pianta. Infine ricordarsi di sterilizzare sempre gli attrezzi da taglio al fine di evitare la facile trasmissione di malattie tra cui quelle virali e la semplice immersione in alcol e il passaggio alla fiamma è più che sufficiente per non correre problemi trasmissione di batteri