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By potatore

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Alimenti per il bestiame: l’avena

 

Classe: Monocotyledones             
Ordine: Glumiflorae
Famiglia: Graminaceae
Genere: Avena
Specie: sativa L.

Su scala mondiale vengono prodotte circa 20 milioni di tonnellate di granella da una superficie in continua diminuzione di circa 10 milioni di ha. In Italia è soprattutto diffusa nelle regioni meridionali. La diminuzione dell’avena è causata da: la diminuzione degli allevamenti equini, alla minor produttività dell’avena in UF rispetto all’orzo ed ai limiti d’impiego dell’avena nei mangimi bilanciati.

Generalità botaniche:

Il frutto è una cariosside vestita, oblunga, con solco longitudinale e peluria diffusa. Viene impiegata nell’alimentazione del bestiame. Il peso di 1000 semi si aggira tra i 20 e 45 g. Il peso ettolitrico è pari a circa 40-60 kg. Le rese variano da 2 a 5 t/ha. Possiede un valore nutritivo pari a 80-90 UF.

Modalità di stoccaggio:

La conservazione viene effettuata a temperatura ambiente, all’interno di silos refrigerati oppure, posizionata a terra all’interno di magazzini con scanalature nel pavimento per permettere un raffreddamento con l’ aria e mantenere inalterate le caratteristiche chimico-fisiche ed organolettiche. L’avena viene poi confezionata solitamente in sacchi da 25-40 kg.

Alimentazione:

Composizione chimica della cariosside
Umidità 10-12%
Carboidrati 56-58%
Proteina grezza 11-13%
Lipidi 4.2-4.6%
Fibra 12-12.8%
Ceneri 3.2-3.6%

L’avena è un cereale comunemente impiegato nell’alimentazione del cavallo, sia come costituente singolo della razione, sia in miscela con altri cereali, sia all’interno di mangimi industriali, dove spesso occupa un’alta percentuale. Viene somministrata dopo essere stata bagnata per limitare la polverosità e ammorbidire il seme. Viene anche utilizzata per l’alimentazione di ovini e suini; anche per i bovini destinati all’ingrasso ma solo in seguito a macinazione. Di maggiore appetibilità risulta il seme schiacciato, il fiocco d’avena, con un valore nutritivo di circa 115 UF ed una percentuale proteica maggiore. Un cavallo del peso di 4-5 q ha bisogno giornalmente di circa 4-5 Kg di avena da dividersi in due somministrazioni.L’avena contiene un’ elevata percentuale di carboidrati, proteine ed un buon contenuto di vitamina B, vitamina A e fosforo. Inoltre le glumette contengono una sostanza, l’avenina, che stimola il sistema neuromuscolare.

Per quanto riguarda le sue funzioni è importante sottolineare che:

– E’ utile per la forza (equini a uso sportivo)
– Fortifica i tendini (equini a uso sportivo)
– Arresta la diarrea
– Stimola la traspirazione
Questo cereale è considerato ottimo per le proprietà stimolanti del tono muscolare, ma un eccesso può provocare fenomeni di acidosi.

Giu

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By potatore

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Fiori di Bach

I fiori di Bach sono una cura basata sulla floriterapia (terapia con i fiori), ideata dal medico gallese Edward Bach.
Alla base della floriterapia di Bach vi è il principio secondo cui nel curare una persona, devono essere prese in considerazione principalmente la prevenzione e la conoscenza dei disturbi psicologici, i quali determinerebbero i sintomi fisici,il singolo fiore curerebbe il disturbo psicologico che ha causato o potrebbe causare un certo malessere fisico, pertanto, ad ogni disturbo psicosomatico, provocato dallo sfogo dell’energia, corrisponderebbe, un preciso disturbo dell’anima,sulla base di tali principi sono stati distinti 38 “tipi comportamentali” di base;rimedi floreali scoperti da Bach rilascerebbero infatti nell’acqua, se opportunamente trattati, la loro “energia” o “memoria”.
I 38 fiori di bach sono divisi in tre gruppi:
“12 guaritori”:
Agrimonia, per chi nasconde ansia e tormento dietro gaiezza e cortesia;
Centaurea minore, per chi, debole e privo di forza di volontà, viene sfruttato dagli altri;
Cicoria, per chi è possessivo e ricatta gli altri perché stiano con lui;
Eliantemo, per chi è preso da grande paura e panico;
Genzianella autunnale, per chi si abbandona al pessimismo, si scoraggia e si deprime per motivi conosciuti.
Mimolo giallo, per chi ha paura delle cose del mondo;
Balsamina, per chi è impaziente e non sopporta interferenze nel suo ritmo;
Piombaggine, per chi non ha fiducia in sé e chiede continuamente consiglio;
Centigrani, per chi è indeciso tra due vie e si abbandona all’insicurezza;
Verbena, per chi si lascia trasportare troppo dall’entusiasmo e dal fanatismo;
Violetta d’acqua, per chi è orgoglioso e ama stare da solo;
Vitalba, per chi sogna ad occhi aperti, è indifferente alla vita e fugge dalla realtà.
I “7 aiuti”:
acqua di fonte, per chi si autoreprime per essere d’esempio;
Avena selvatica, per chi è scontento o insicuro sul ruolo da svolgere nella vita;
Erica, per chi odia la solitudine e attacca bottone usando gli altri;
Ginestrone, per chi prova grande disperazione e si sente senza speranza;
Olivo, per chi è completamente esausto a causa dello stress o della fatica mentale;
Quercia, per chi non riesce a staccare dal lavoro;
Vite, per chi prova desiderio e ambizione di dominare inflessibilmente gli altri.
I “19 assistenti”:
Agrifoglio, per chi ha sfiducia nel prossimo, prova invidia e odio;
Caprifoglio, per chi si rifugia nella nostalgia del passato, ricordando solo le cose belle;
Carpino bianco, per chi si sente stanco, debole, e dubita delle sue capacità di fronte ad un problema;
Ippocastano bianco, per chi ha pensieri e preoccupazioni costanti e indesiderati;
Castagno dolce, per chi prova un’angoscia estrema, una disperazione con coraggio, però, che non tende al suicidio;
Ippocastano rosso, per chi prova apprensione per gli altri e si aspetta sempre il peggio;
Faggio, per chi è intollerante, polemico e arrogante;
Gemma di Ippocastano bianco, per chi ripete sempre gli stessi errori e non vuole crescere;
Larice, per chi ha paura di fallire ed è affetto da complessi di inferiorità;
Melo selvatico, per chi si sente sporco, nel corpo o nella mente;
Prugno, per chi ha paura di perdere la ragione;
Noce, per chi deve affrontare grandi cambiamenti (es. pubertà, menopausa, vecchiaia, trasferimenti, lutti, divorzi, etc.) e per chi teme di essere vittima di malefici;
Olmo inglese, per chi si sente momentaneamente sommerso di responsabilità;
Pino silvestre, per chi tende a caricare su di sé anche le colpe altrui;Pioppo, per chi ha paura di cose vaghe, indistinte, e senza motivo;Rosa canina, per chi si abbandona alla rassegnazione e all’apatia;Salice giallo, per chi prova amarezza e risentimento;Senape selvatica, per chi è ammalato di depressione, anche passeggera, ma grave e spesso per motivi sconosciuti; Ornitogalo, per chi ha provato ogni tipo di shock o dolore fisico, mentale ed emotivo. Preparare i fiori di Bach è relativamente semplice, e il metodo con cui oggi si estraggono le essenze dai fiori è ancora quello tramandato da Bach stesso,ci sono due metodi che Bach scelse nella preparazione dei suoi rimedi:quello del sole e quello della bollitura. I dodici “guaritori” e i sette “aiuti” si preparano col primo sistema, mentre i diciannove “assistenti” con il secondo.
Il primo metodo, quello del sole è molto semplice. Intanto è necessario lavorare in una giornata calda e soleggiata, ovviamente nel periodo di fioritura della pianta che vi interessa. I fiori vanno raccolti sul posto, senza essere toccati con le mani, e non devono essere bagnati dalla rugiada. Recidendoli con delle forbici, si fanno cadere i boccioli in un recipiente di vetro fine da 300 ml, riempito di acqua pura, avendo cura di non immergerli completamente, ma solo per metà, e di coprire con essi la superficie della bacinella.quindi si lasciano macerare al sole per 5/6 ore ; terminato tale periodo, si filtra l’acqua colorata dai fiori con un filtro di carta in una bottiglia da 1 l. e si allunga con una pari dose di cognac che serve per la conservazione. Questo composto è chiamato tintura madre dei Fiori di Bach. Per quanto riguarda Rock Water, il procedimento è un po’ differente. Trattandosi infatti di semplice acqua di una fonte rocciosa, basta raccogliere quest’acqua nel solito contenitore (senza toccarla con le mani), lasciarla per quattro ore al sole e poi allungarla con il cognac, come prima descritto. Il secondo metodo, invece, è più veloce. Raccolti i fiori con la stessa metodologia, si portano a casa, dove dovranno essere posti in una pentola di metallo porcellanato, all’incirca nella stessa quantità del primo metodo ma con più acqua, 1,5 l. Lasciati bollire sul fornello a gas per circa 30 minuti, si lascerà raffreddare la tintura così ottenuta, aggiungendo poi all’acqua filtrata lo stesso quantitativo di cognac o brandy.