Mag

16

By potatore

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Grandine..!!!

E’ un’idrometeora costituita da ghiaccioli, più o  meno grandi, amorfi, che cadono con violenza al suolo. Affinché si forma la  grandine  è necessario che, nell’atmosfera,  si  verificano  le seguenti condizioni:
– aria satura di vapore acqueo;
– temperatura inferiore di zero gradi;
– scariche elettriche;
– moti vorticosi dell’aria.
La grandine è sempre dannosa e può arrecare alle colture, sia erbacee che alboree, danni rilevanti. Fortunatamente cade sempre  su  superfici  di terreno non molto estese  e  ciò  appunto perché è difficile che le condizioni, sopra citate, si  verificano contemporaneamente su vasti strati dell’atmosfera.
L’unico sistema di difesa è quindi quello “passivo” e cioè con l’utilizzo di reti antigrandine. Secondo alcuni studi  le valli alpine sono colpite dai 4  ai  7 giorni l’anno da grandine, fino a  10 giorni nel Friuli. Solo 2,5 giorni  l’anno a Milano e quasi 5 a Genova. A Roma l’incidenza della grandine è molto bassa ma curiosamente a Palermo i giorni in cui precipita al suolo ghiaccio sono circa 6 l’anno ma niente a confronto con “Il paese del sole” Napoli con quasi 7 giorni nei quale sarà opportuno mettere le reti antigrandine all’orto e riparare la macchina in garage

Ago

21

By potatore

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Il buco dell'ozono: l'azione vana dell'uomo

di fe.pa

Il tentativo di ricostruzione dello strato di ozono che ci protegge dai raggi UVA di maggior intensità, che possono causare oltre alle scottature anche cancri alla pelle, cecità e depressione del sistema immunitario, potrebbe essere vanificata dal riscaldamento globale che  sta lentamente modificando le caratteristiche fisico-chimiche dell’atmosfera e rallentando la ricostruzione  dello strato perso.
Gli uomini hanno cercato di mettere al bando i prodotti più nocivi all’ozono, ma nonostante ciò continuano a immettere nell’atmosfera gas serra che, oltre a far salire le temperature globali, sono  indirettamente dannosi anche all’ozono.
Negli ultimi dieci anni sono state raccolte abbastanza informazioni per dire che lo strato di ozono sta rispondendo positivamente alla eliminazione dei CFC, riportandosi ai livelli originali prima degli anni 80.
Ora bisogna fronteggiare nuovi problemi: l’aumento della temperatura sulla superficie terrestre può instaurare temperature più basse del solito negli strati inferiori della stratosfera(15-20 km d’altezza), favorendo la formazione di nubi stratosferiche che favoriscono l’erosione dell’ozono.
Il problema dell’erosione dello strato di ozono iniziò a essere evidenziato  intorno alla fine degli anni 70 e l’inizio degli 80 e sembrava avviato a soluzione  quando fu firmato il protocollo di Montreal del 1987, che metteva al bando i CFC utilizzati per vari impieghi sociali e civili.
L’erosione dell’ozono è risultata maggiore a latitudini superiori, soprattutto nell’emisfero australe, dove ha periodicamente creato il cosiddetto “ buco” sovrastante l’Artico e la punta del Sudamerica. Il fenomeno è stato puntualmente accompagnato da un aumento delle radiazioni ultraviolette misurate al suolo.
L’aumento dei gas serra (anidride carbonica, protossido d’azoto,metano) sarà la causa dell’erosione dell’ozono, vanificando l’azione positiva della messa al bando dei CFC.