Nov

30

By potatore

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Acqua: istruzioni per l'uso

    L’acqua è un bene prezioso e secondo alcune previsioni di noti esperti, in futuro lo sarà sempre di più tanto da poter causare guerre tra i popoli per l’accaparramento delle fonti di approvvigionamento. Esempio attuale è l’eterna lotta che si svolge in Medioriente tra Arabi e Israeliani che ha tra varie motivazioni dell’essere, la fonte di acqua che proviene dalle alture del Golan. In molti paesi del mondo tra cui il nostro, ogni anno vanno persi milioni di litri di acqua e la causa sta innanzitutto nel labirinto di acquedotti che risultano fatiscenti, usurati dal tempo, dimenticati dagli amministratori e sotto la responsabilità di una miriadi di enti scollegati tra loro e senza piani organici di utilizzo. Per molto tempo purtroppo, l’acqua è stata considerata un bene inesauribile ma solo nell’ultimo decennio ci si è accorti che invece con l’aumentare dei bisogni umani, la disponibilità naturale di acqua potabile va notevolmente diminuendo e tende a diventare un bene sempre più prezioso. E’ certamente necessario un miglioramento degli impianti tenendo conto ovviamente delle esigenze ambientali ma non solo, allo stesso tempo vanno rivisti i consumi, riflettendo sul fatto che il nostro Paese risulta tra i più alti per consumo procapite. Nei confronti dell’acqua, occorre pertanto una maggiore cultura capace innanzitutto di ridurre i consumi domestici. Non occorrono per questo cervellotiche strategie ma una serie di piccoli accorgimenti che applicati al vivere quotidiano sono capaci di dare un aiuto concreto all’ambiente e allo stesso tempo al bilancio familiare. Per esempio la riparazione del classico rubinetto gocciolante basta ad ottenere un risparmio nazionale di 50 mila litri annui, l’utilizzo della lavastoviglie o della lavatrice a pieno carico ne consente il risparmio di ottomila. Se poi, a ciò viene sommato il risparmio d’acqua ottenuto lavando la frutta e verdura in ammollo piuttosto che in acqua corrente, il riutilizzo dell’acqua di cottura della pasta e della verdura per l’irrigazione delle piante in vaso, il risparmio sale a più di 10 milioni di litri. Anche con l’igiene personale si può incrementare il risparmio idrico senza per questo smettere di lavarsi: una doccia infatti assicura la metà di consumo di un bagno e riempire il lavabo o il bidè può risultare un gioco “parsimonioso” per incentivare i piccoli a lavarsi più frequentemente.

Mar

12

By potatore

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Un angolo di paesaggio..in casa

Le piante in casa poche o molte, sul davanzale o a terra, in cucina o in soggiorno qualunque sia la loro forma e al dimensione hanno il pregio di rendere l’ambiente circostante gradevole e accogliente. Anche se si possiede uno spazio verde fuori dalla porta  o che si  viva addirittura  in campagna non si deve rinunciare ad avere delle piante in casa  soprattutto in inverno perché queste contrastano col paesaggio esterno e in ogni  caso hanno colori e forme molto diverse dalle specie coltivate  all’aperto. La specie coltivate in casa sono, infatti, frutto di anni di ricerche e di incroci fra varietà diverse tanto che ormai le specie in commercio sono tantissime e tante altre sono in arrivo carichi di colori e profumi dalle regioni umide tropicali oppure dalle forme strane e curiose come quelle provenienti dalle zone aridi del pianeta. Il problema in caso di acquisto non è quello di stabilire quale pianta piace di più ma semmai oltre al fatto estetico-ornamentale va individua quale specie si ambienta  meglio al microclima che si ha in casa ed è più adatta  al tipo di cure che gli occupanti della casa possono dedicare. Ad esempio una famiglia che per motivi di lavoro tende ad avere poco tempo per le piante ma allo stesso tempo non vuole rinunciare a  qualche esemplare può facilmente tenere in casa delle cactacee, clivie, spatifilli, dracene, sanseverie e sicuramente rinunciare ad avere al balcone dei gerani, delle bromeliacee o piante da fiore in casa che richiedono cure più costanti tra cui  le irrigazioni. Il gusto personale quindi anche se è indubbiamente da  considerato deve in ogni caso lasciar posto alle esigenze delle specie. Per questo ed altre ragioni, è necessario, quando si acquistano le piante, conoscere loro esigenze e ciò la dice lunga perché alcune persone tendono a “specializzarsi” e preferiscono coltivare cactacee, altri bromeliacee, alcuni ficus e altri ancora orchidee o bonsai. Questo sistema può essere divertente anche su scala ridotta le la mini collezione di piante coltivate in casa può essere motivo di gioia e di soddisfazione personale vuoi per la bellezza e le forme ottenute, vuoi per i fiori ottenuti o ancora per i giusti accostamenti e le pregevoli composizioni. In ogni caso generalmente è il fogliame a dare bellezza ad una pianta e molto meno i fiori che persistono per poco tempo, inoltre l’acquisto riguarda sempre esemplari piccoli o di medie dimensioni e nel tempo lo stesso esemplare potrà migliorare nel tempo e assumere altezza ed eleganza imponenti ma allo stesso tempo, può divenire spoglio e poco rigoglioso. Una cosa è sempre bene però ricordarsi che una pianta in vaso non è un prezioso oggetto d’arte, ma un organismo affascinante, in grado di rispondere positivamente a tutte le affettuose cure ricevute.

Ago

9

By potatore

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Riciclare e non incenerire

Studi francesi dimostrano come la presenza degli inceneritori provocano malformazioni dell’apparato uro-genitale dei nuovi nati. Questo tipo di notizie, purtroppo, tendono a passare in sordina e la favola dei termovalorizzatori che aiutano l’ambiente” continua  ad esistere.

Apr

11

By potatore

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Max Mara Fashion Group…. uno stile che uccide

sara azzaro

Max Mara è tra i nomi più noti dello stile italiano, un marchio storico in espansione in tutto il mondo, che non si è mai fatto scrupoli ad utilizzare pelliccia animale nelle sue collezioni.
Quello che loro proprongono come stile non è altro che una moda sanguinaria. Quel pelo che adorna i capi firmati era il manto di un animale, l’unico ad avere il diritto di indossarlo.
Milioni di animali vengono uccisi ogni anno dall’industria della pelliccia, un’industria senza scrupoli nascosta dietro al lucciante mondo della moda e dello spettacolo, che creano desideri volubili e allontanano gli individui dalla riflessione su ciò a cui stanno contribuendo con i loro acquisti.  Non possiamo non renderci conto che quello che vediamo nelle vetrine sono resti di animali morti; uccisi per una moda inutile.
Una moda per la quale esseri viventi diventeno semplici oggetti, merci da allevare, scuoiare, esporre in vetrina, impacchettare. Gli animali sono invece esseri capaci di emozioni e sensibili al dolore come gli umani, e come tali dovrebbero essere rispettati. Fermare questo massacro è possibile, a cominciare da una tua scelta : non acquistare capi con inserti di pelliccia. Negli allevamenti gli animali sono ammasati in minuscole gabbie di rete metallica sulla quale si lacerano le zampe e si provocano deformazioni. Lo stress e la sofferenza dovuti alla prigionia causano loro comportamenti ripetitivi, cannibalismo e autolesionismo ragion per cui vengono imbottiti di psicofarmaci e sedativi. Gli animali così confinati non toccano mai il terreno. I metodi di uccisione negli allevamenti sono economici e brutali, camere a gas, rottura del collo, scosse elettirche, bastonate o uncini nel cranio. Gli animali più utilizzati sono visoni, le volpi, i conigli, i cincillà, i procioni, ma anche cani, gatti, linci e ermellni. Ogni anno in tutto il mondo sono più di 40 milioni quelli uccisi appositamente per la loro pelliccia.  La produzione di pellicce è inoltre molto inquinante. Infatti la concia e la tintura delle pelli scarica nell’ambiente prodotti chimici altamente tossici, così come le tonnellate di deiezioni prodotte dagli allevamenti intensivi inquinano i suoli e le falde acquifere. L’industria delle pellicce cerca di confondere le persone proponendo non più solo i capi interi prodotti con decine di pelli, ma sopratutto inserti a prezzi accessibili come colli di giubbotti, sciarpe e perfino guarnizioni e oggetti di arredamento. Queste pelli vengono spesso lavorate stingendo il pelo, rasandolo o colorandolo, rendendole quindi difficili da identificare come vere.  Non possiamo non renderci conto che si tratta di resti di animali morti, uccisi per una moda inutile. E solo per ignorenza ed egoismo che altre specie animali vengono considerati inferiori e sfruttate.

Ott

24

By potatore

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Catturare la co2 si può

stefano falgari

Cattura e sequestro di CO2: prevista costruzione di impianti anche in Italia ed è una soluzione alla lotta ai cambiamenti climatici che, seppur fra mille polemiche e in modo abbastanza lento prendere sempre piu quota. A tal proposito è interessante sapere che anche da parte del governo italiano c’è l’intenzione di creare nel nostro territorio impianti di questo tipo. Il progetto italiano verrà portato avanti con la collaborazione di altri Stati che metteranno a disposizione tecnici esperti in materia.
Ad affermarlo è il Ministro per lo Sviluppo Economico, da Londra, d’ambiente mondiale per individuare venti progetti per la cattura e lo stoccaggio della CO2 entro il 2010. In Italia dovrebbero sorgere due impianti, il primo, dice il ministro, vorremmo che questo fosse in Sardegna, mentre l’altro, già finanziato dall’Europa, nascerà a Porte Tolle in Veneto. Quella della cattura e del sequestro di CO2 concluso Scajola in modo abbastanza deciso, è una tecnologia innovativa di importanza enorme perché nel mondo c’è molto carbone; di questo modo se anche col tempo useremo sempre meno questa risorsa fossile potremo però continuare ad utilizzarla nel futuro breve con meno preoccupazione per l’ambiente. Che dire di quest’iniziativa? Gli esperti in materia sono molto divisi e i pareri non sono unanimi sulla questione.

Ott

14

By potatore

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Inquinamento : tutti ne siamo responsabili!!!!!!

Inquinamento atmosferico è un termine che indica tutti gli agenti fisici, chimici e biologici che modificano le caratteristiche naturali dell’atmosfera. Questo è uno dei problemi maggiormente sentiti dalle popolazioni dei grandi agglomerati urbani, di cui ci si è iniziati a preoccupare solamente negli ultimi 30 anni. Dagli anni ‘70 infatti sono state adottate delle politiche per la riduzione degli agenti chimici e di numerose altre sostanze particolari presenti nell’aria. Queste politiche per una maggior salvaguardia dell’ambiente hanno dato dei risultati per alcuni inquinanti come ad esempio il biossido di zolfo, il piombo e il monossido di carbonio; per altri come ad esempio il biossido di azoto, l’ozono e le PM10 non hanno portato i risultati sperati, dei quali si è scoperto solo recentemente la loro criticità per quanto riguarda la salute.
Gli scarichi degli ormai numerosissimi aerei, un fattore inquinante che desta crescente preoccupazione
Definizione di inquinante atmosferico: fattore o sostanza che determina l’alterazione di una situazione stazionaria attraverso: modifica dei parametri fisici e/o chimici; variazione di rapporti quantitativi di sostanze già presenti; introduzione di composti estranei deleteri per la vita direttamente o indirettamente.
Distinzione tra primario e secondario
primario: la sua immissione nell’ambiente deriva da una sua emissione o produzione dal comparto; il monossido di carbonio è un esempio di inquinante primario, perché è un sottoprodotto della combustione
secondario: la produzione avviene nel comparto stesso ovvero nell’ambiente ricevente, in seguito a trasformazioni; la formazione di ozono nello smog è un esempio di inquinante secondario.
Principali inquinanti
Contaminanti gassosi
Contaminanti gassosi importanti sono:
• Monossido di carbonio, (CO): emesso principalmente dai processi di combustione, particolarmente dagli scarichi di veicoli con motori a idrocarburi, a causa di una combustione incompleta. Le concentrazioni maggiori si trovano generalmente nei pressi delle strade. L’inalazione in grandi quantità può causare mal di testa, fatica e problemi respiratori. Il limite massimo previsto per legge in Italia è di 10 mg/m³ in una media di 8 ore (D.M. 02-04-2002). Sopra i 500 mg/m³ può essere letale.
• Anidride carbonica, (CO2): anche questo gas è emesso principalmente dai processi di combustione, particolarmente dagli scarichi di veicoli con motori a idrocarburi, escluso il metano. La concentrazione dell’anidride carbonica al di la di lievi variazioni stagionali si valuta che abbia subito un aumento, dal 1750 del 31%. Nel 2004 la concentrazione nell’atmosfera era di 379 ppm nell’era preindustriale di 280 ppm. È il gas serra maggiormente responsabile del riscaldamento globale dovuto ad attività antropiche.
• Clorofluorocarburi, che distruggono lo strato di ozono della stratosfera.
• Piombo e altri metalli pesanti: tossici e spesso cancerogeni, mutageni e teratogeni.
• Ossidi di azoto (NOx): le emissioni sono principalmente nella forma di NO, che viene ossidato dall’ozono (O3) per formare il diossido d’azoto (NO2). L’ossido di azoto è irritante per gli occhi ed il tratto respiratorio. L’inalazione può causare edema polmonare, inoltre può avere effetti sul sangue, causando formazione di metaemoglobina. I vari ossidi di azoto reagiscono inoltre con gli idrocarburi nell’atmosfera per generare smog fotochimico. Può depositarsi in siti ecologicamente sensibili causando acidificazione ed eutrofizzazione.Gli ossidi di azoto, come d’altronde gli ossidi di zolfo sono anche precursori del particolato fine.
• Diossido di zolfo generato dalla combustione di carburanti contenenti zolfo, principalmente nelle centrali elettriche e durante la fusione di metalli ed in altri processi industriali. Il diossido di zolfo causa le piogge acide
• l’ozono presente negli strati inferiori dell’atmosfera è un inquinante secondario formato da reazioni fotochimiche che coinvolgono gli ossidi di azoto e i composti organici volatili. Sebbene l’ozono presente negli strati superiori dell’atmosfera (stratosfera) aiuti a ridurre l’ammontare di radiazioni ultraviolette che raggiungono la superficie terrestre quello presente nella bassa atmosfera è un gas irritante e può causare problemi alla respirazione.