Gen

29

By potatore

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Potare il kiwi….

kiwi

L’Italia è secondo produttore di kiwi al mondo dopo la Cina, paese di cui, ha origine la pianta. Inverni freddi ed estati piovose e umide caratterizzano il clima di provenienza, terreni sciolti ma piogge abbondanti ed aria molto umida. Condizioni similari la pianta la trova al nord Italia e da qui il primato. Come potarla? I ragazzi della foto maturandi all’Itas di Bergamo si sono messi di buona volontà e con poche e precise indicazioni sono passati ai fatti con risultati ben evidenti. Alla pianta in oggetto, un kiwi maschio,  (pianta dioica) sono state inizialmente asportate i rami piccoli ,mal formati o rovinati. Successivamente tra quelli rimasti debolmente diradati sono stati raccorciati a 8 -10  gemme. I rami rimasti, vigorosi, formati nell’anno precedente, formeranno le nuove infiorescenze maschile  utili all’impollinazione. Trattandosi di maschio, la necessità di lasciare un pò più abbondantemente dei rami in modo da privilegiare la formazione di un numero elevato di fiori.  In caso di soggetto  femmina, ovviamente, al fine di evitare frutti troppo piccoli, sarebbe stato necessario diradare ancora qualche ramo. Alla fine va dato uno sguardo generale per rendere la forma della chioma piacevole e la foto di classe è d’obbligo. Occhio che se arriva il vicino e obietta che i tagli sono stati eccessivi o viceversa poco incisivi, se fa notare che avrebbe eliminato il l ramo x piuttosto che y niente paura: è incompetenza e invidia. Non potarla sarebbe stato peggio dal punto di vista produttivo mentre chi pota, come tutti, ha sempre dei dubbi sulla corretta procedura, ma per fortuna al momento della produzione la natura fa il resto e decide da sola se sei stato bravo o meno. Per intanto un 8+ ai ragazzi.

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Mag

19

By potatore

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"Chi semina…..raccoglie!!!!!”

I ragazzi della 2°A, scuola secondaria  di primo grado di Brusaporto, Istituto comprensivo di Bagnatica, hanno condiviso  un’esperienza educativa molto affascinante.Il progetto “Chi semina… raccoglie!!!”che già dal nome fa presagire l’entusiasmo dei partecipanti: “Grazie a questa esperienza abbiamo potuto imparare nuove cose riguardo all’agricoltura” è stato il primo commento dei giovani agricoltori  ed ancora “Ognuno di noi, ha capito cose diverse e queste sono le nostre considerazioni

  • E’ stata un’esperienza costruttiva, che mi ha divertito molto (Fabio)
  • E’ stato bello anche se avrei preferito lavorare da solo perché era bellissimo (Paolo)
  • Ho imparato a considerare la terra che è importante per la vita (Michela)
  • E’ stato molto bello, mi sono molto divertito soprattutto quando abbiamo dovuto piantare. (Stefano)
  • E’ stato bello perché ho imparato che se a un orto ci lavorano più persone che sanno qualcosa si possono imparare molte cose (Riccardo)
  • E’ stato bello perché ho imparato nuove cose sulle colture e ho imparato che la terra è una risorsa indispensabile per vita e non dobbiamo sprecarla (Laura).

Notevole è stata la soddisfazione della prof.ssa responsabile del progetto per la riuscita didattica importante per la formazione dei ragazzi ed ancor di più per la collaborazione che ha trovato sia nel comune di Brusaporto, che ha fornito il materiale occorrente, sia negli insegnanti dell’Istituto Tecnico agrario di Bergamo che si sono occupati dell’aspetto agronomico  e sia  nei  genitori che hanno fornito ” le braccia” per i lavori più pesanti.

Gen

29

By potatore

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Im…….brocchiamola

Imbrocchiamola è la nuova campagna fatta da Lega Ambiente per incentivare il consumo dell’acqua del rubinetto anche nei ristoranti. Già un una cinquantina i ristoranti che al posto di somministrare alla clientela acqua in bottiglia preferiscono mettere in brocca normalissima e  potabilissima acqua del rubinetto. Ciò si traduce in risparmio per la clientela e allo stesso modo un vantaggio economico come riferisce un gestore di ristorante ad una nota trasmissione radio. Il cliente ne guadagna, come detto,  un risparmio sul listino prezzi sulla costosa acqua in bottiglia contro la completamente gratuita “acqua del rubinetto” o del “sindaco” come scherzosamente la definiscono alcuni e il ristorante guadagna innanzitutto spazio visto che le confezioni di acqua in bottiglia ritagliano, già ridotti per motivazioni varie, nei depositi di bar e ristoranti. L’altro vantaggio, come sottolineato nell’intervista, è dato che quanto risparmiato dal cliente nel conto finale generalmente viene prontamente “recuperato” perché si aggiunge la richiesta di un dolcino finale, un amaro o altro e il più delle volte il buon umore della novità si traduce con una maggiore disponibilità a spendere. Trovarsi, poi, a tavola, al posto della fredda bottiglia in plastica una brocca in vetro colma di acqua limpida, fresca e gratis da un aspetto più gradevole al pranzo  e l’ambiente ne guadagna tonnellate di co2, minori camion sulle strade e costi di smaltimento delle bottiglie. Lodevole iniziativa, forse tardiva, ma è già molto nel silenzio generale che vede le ditte commercializzartici introitare cifre paurose dal commercio di acqua quanto inutile quanto dannoso. Sul nostro sito in numerosi articoli più volte si è trattato il tema dell’inutilità e della danno creato all’ambiente utilizzando acqua in bottiglia di plastica e per rispondere ad alcuni, finti tonti, anche dell’acqua commercializzata in bottiglie di vetro: il trasporto incide moltissimo in inquinamento e sulla viabilità. Il logo che è visibile nella home del sito, già da una decina di giorni, è frutto della iniziativa e dell’inventiva  dei ragazzi di  I f dell’ ITAS di Bergamo a cui vanno i miei personali apprezzamenti per la fattiva partecipazione ai problemi ambientali.

Giu

24

By potatore

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Il pinguino somaro

Da una delle più prolifiche alunne stasera ho ricevuto un articolo sui pinguini  e leggendo mi trovo davanti al pinguino somaro. Dopo l’ovvia battuta balenatami in testa ritorno a più miti pensieri e considero: però queste curiosità fa piacere leggerle e  grazie allo stimolo dato dagli alunni che anche gli insegnanti tendono ad aggiornarsi e a mantenersi in continua attività. Se, poi, il pinguino somaro diventa oggetto di sana goliardica discussione: perchè nò.

Dimenticavo: chi volesse aggiornarsi ha solo d’aprire  il link  pinguino somaro  e buona lettura…..

Giu

20

By potatore

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Cara professoressa …

Questa lettera è realmente stata scritta da alunni di terza media alla propria prof di matematica e noi ve la proponiamo così come autenticamente pervenuta con tutti i i lei e i perchè e senza nessun commento con la speranza che i lettori ne assaporino la genuinità degli scriventi alunni.

Cara professoressa,con questa lettera la volevamo ringraziare per tutte quelle volte che ci ha saputo ascoltare.

Esatto. Ascoltare. Un verbo semplice da dire ma difficile da applicare. Lei lo ha saputo fare. Lei ci ha saputo comprendere quando avevamo subito un torto da altre persone. La volevamo ringraziare perché, anche se arrivata quest’anno, ha saputo farsi volere bene nonostante tutto. Forse all’inizio non eravamo molo contenti. Questo perché eravamo legati al precedente insegnante, che essendo stato il nostro professore per due anni, era il preferito. Ma le giuriamo che Lei in neanche un anno è riuscita a prendere il primo posto. Lei non è come tutte le altre professoresse. Lei è molto, molto di più. Forse un po’ severa dal punto di vista professionale ma umile e comprensiva caratterialmente. Perché anche se è da poco che la conosciamo, abbiamo capito che ci tiene molto ai suoi alunni. E questo lo abbiamo potuto capire dalle cose che ha fatto per noi! Portarci al planetario in un orario extrascolastico nel quale sarebbe potuta stare con la propria famiglia. Aiutarci tantissimo per gli esami in quanto eravamo praticamente terrorizzati andando talvolta contro i suoi colleghi e possiamo continuare questo elenco per ore. Ma ci fermiamo qui, perché lo sa anche Lei che brava professoressa e persona è. Non diciamo questo perché è finito l’anno scolastico e dobbiamo fare il solito regalo ai professori, ma perché ciò che le abbiamo detto lo pensiamo veramente. E’ stata molto, molto, molto di più di una professoressa. Ora ci mancano gli esami, forse la parte più brutta di quest’anno scolastico. Sinceramente siamo ancora un po’ spaventati da ciò, ma sappiamo che lei c’è per noi. Noi non ci dimentichiamo MAI ciò che ci ha detto: ”Ci siamo tutti agli esami, non preoccupatevi ragazzi che se qualche collega fa cose strane ci siamo noi. E questo ci ha fatto immenso piacere perché possiamo fidarci di lei. Ma non si scordi che anche lei si può fidare di noi. Per ultimo la vogliamo ringraziare per il fatto di non averci fatto usare quella maledetta calcolatrice e per non averci “suggerito”durante le verifiche! Perché avremo preso tanti tre e quattro (sopratutto qualcuno) ma ciò che ci portiamo dentro equivale a molto di più di un dieci. Grazie. Grazie infinite. Le vogliamo davvero bene profe.

La classe terza.