Dic

9

By Il Potatore

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Il freddo è arrivato..in ritardo.

 

Il freddo invernale e le brinate danno un duro colpo  alle coltivazioni sia di tipo arboreo  che  erbaceo. La perdita delle foglie si è ormai completata sulla maggior parte delle specie ma resistono ancora le foglie dei kiwi  e di qualche resistente amarena. Normalmente  le piante arboree hanno delle  difese naturali che le permettono di superare, con o senza danni il periodo invernale.  In particolare con l’approssimarsi della  sta­gione fredda le piante lignificano i germogli più teneri in modo  che la lignina e la cellulosa facciano da riparo  alle rigide temperature. Le gemme, invece, vengono rivestite da particolari formazioni vegetali  chiamate perule che per  la loro consistenza faranno  da riparo fino alla  primavera successiva quando si schiuderanno lasciando avanzare  il nuovo germoglio. Non sempre, però, le difesa attuate dalla pianta sono così valide  e dopo certe  annate più rigide è  facile trovare in primavere rami secchi, piantine morte ed anche in piante  di notevole circonferenza è possibile notare le tipiche fessu­razioni  verticali del tronco e più propriamente della  cor­teccia a sottolineare temperature invernali non sopportabili per la pianta. Normalmente  sono  le piante più giovani a  giovarsi  della cura  dell’uomo che con opportuni  accorgimenti  aiuta  le piante  dell’orto  e del giardino  a limitare  i  danni  da gelata o  addirittura alla morte  per  allessamento. Della paglia o altro materiale organico posto sul terreno  attorno al  fusto evita il più delle volte l’eccessivo  congelamento del  terreno,  mentre  avvolgere il fusto  con  paglia  ben asciutta e successivamente avvolgere il tutto con un film di materiale  plastico  è l’ideale per la protezione  di  que­st’ultimo. Nelle  piante da frutta risulta invece efficace  pennellare il  tronco con solfato di rame e calce nella proporzione di 1:1. Con questo semplice rimedio si disinfetterà efficace­mente il fusto da parassiti animali e vegetali ed in parti­colare del muschio responsabile della marcescenza dei tessu­ti

Apr

2

By potatore

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Proteggiamole!!

Non sempre  le difese attuate dalla pianta sono  valide  e dopo certe  annate più  rigide è facile trovare  in primavere rami secchi, piantine morte ed anche in piante  di notevole circonferenza   notare le tipiche  fessurazioni  verticali  del  tronco e   più propriamente  della corteccia a sottolineare temperature invernali non “sopportabili” per la pianta. Normalmente sono le piante più giovani a giovarsi della cura dell’uomo che con opportuni accorgimenti aiuta  le  piante dell’orto e  del giardino   a  limitare  i danni  da gelata o addirittura alla morte per  allessamento.  Con  l’arrivo della “bella stagione” alcune protezioni utilizzate per l’inverno possono essere valide anche per l’estate mentre per le piante giovani messe a dimora in autunno o alla fine dell’inverno occorrre pensare a della protezioni dai raggi solari. Il materiale organico o meglio la pacciamatura utilizzata su alcune colture organico posto  sul  terreno attorno al fusto se durante il periodo invernale proteggeva dall’eccessivo gelo, in primavera, evita l’eccessivo riscaldamento del suolo e riduce la necessità di irrigazioni. Nelle piante da frutto, invece, vanno tolte dal fusto eventuali sacchi di iuta, tessuto non tessuto, stuoi o altri materiali che proteggevano dal freddo per approntare dei ripari dal diretto contatto con i raggi solari. Infatti, risulta  efficace pennellare  il  tronco  con solfato di rame  e  calce  nella proporzione di 1:1 o 1-2. Con questo semplice rimedio si disinfetterà  efficacemente il fusto da parassiti animali e  vegetali ed in particolare del muschio responsabile della marcescenza dei frutti. Il bianco della  calce farà protezione ai raggi infrarossi emessi dal sole che, nelle piantine con poca chioma, sono responsabili di fastidiose scottature alle sottuile cortecce. A tale trattamento non dovranno essere sottratte le piante, ormai,  piantumate da diversi anni in quanto la protezione è sempre, come già detto , non solo di natura protettiva dai raggi solari ma anche di difezione da parassiti animali e vegetali presenti sulle cortecce dele piante ormai a dimora da diversi anni. L’effetto “bianco” dei tronchi è anche piacevole esteticamente. Una vecchia scopa o un vecchio pennello possono essere utili per pennellare i tronchi fino e compresi le diramazioni principali: le piogge e le avversità metereologiche col tempo provvederanno a rimuovere la calce e il rame ma dopo aver espletato al meglio le sue funzioni.