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By Il Potatore

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I lavori ….di Novembre

La caduta delle foglie caratterizza questo periodo dell’anno e mantenere il giardino libero da esse comporta un continuo intervento.
Compost – Le foglie secche cadute al suolo prima di essere sistemate nel compost vanno mischiate a materiali organici umidi per evitare che queste formino strati spessi ed impermeabili. La decomposizione di quelle più coriacee può richiedere l’aggiunta di sostanze azotate oltre al periodico rivoltamento della parte compostata.
Siepi – Ancora per alcune settimane è possibile impiantare nuove siepi o mettere a dimora nuovi alberi. Preparare accuratamente le trincee e le buche che accoglieranno le piante sistemando sul fondo un buono strato organico preferibilmente stallatico e una volta posizionate le piante pressare con i piedi il terreno circostante al fusto per far aderire perfettamente le radici o il pane di terra alle pareti. Una abbondante irrigazione sarà l’ultima operazione necessaria.
Piante in vaso – Il disseccamento delle terminale delle foglie sta ad indicare una eccessiva secchezza dell’aria all’interno degli appartamenti. Al fine di evitare queste antiestetiche necrosi marginali fogliari occorre posizionare nel sottovaso una manciata di argilla espansa e tenerla per metà coperta di acqua.
Ciclamini e crisantemi – I vasi vanno posizionati in luoghi freschi, con ottimale umidità dell’aria, lontano da fonti di calore. Ogni due settimane, una concimazione completa e delle annaffiature frequenti ed abbondanti, favoriranno la fioritura.
Balconi - Ciclamini, crisantemi, eriche, conifere nane, fucsie sono  le specie che caratterizzano i balconi nel tardo autunno  e che possono essere tenute al balcone per ornamento ancora  per qualche giorno prima che inizi l’inverno.
Prato – Prima della messa a riposo può risultare utile distribui­re  un miscuglio di torba e sabbia setacciata finemente.  Questo accorgimento ha il duplice scopo di rendere permeabile il terreno sottostante e proteggere dal freddo intenso.
Raccolta – Pronti per la raccolta melograni, nespole giapponesi e Kaki. Quest’ultimi, prima di essere consumati vanno sistemati in cantina per un breve periodo di ammezzimento. Questo periodo può essere ridotto se accanto ai cachi vengono sistemati delle mele.
Attrezzi – Prima di riporre definitivamente la falciatrice per il periodo invernale occorre ripulirla delle parti terrose e di ogni traccia di erba. Successivamente spruzzare sulle parti metalliche olio o gasolio per evitare la formazione di ruggine.
Piante grasse – Durante il periodo invernale vanno in riposo vegetativo e pertanto vanno sistemate in ambiente luminoso e non molto caldo, privo di correnti d’aria. Le irrigazioni devono sempre più essere diradate mentre occorre sospendere del tutto le concimazioni.
Ulivi – Entro la metà del mese è possibile provvedere alla potatura di queste piante che ormai caratterizzano molti giardini della bergamasca. Purtroppo troppo spesso si vedono piante potate in modo molto approssimativo, potatura che non tiene conto della forma naturale delle piante e delle sue caratteristiche produttive. Va ricordato che gli ulivi fruttificano sui rami prodotti nell’anno precedente e pertanto gli interventi cesori debbono interessare i rami che hanno già fruttificato effettuando allo stesso tempo un abbondante sfoltimento della chioma.
Agrumi – I vasi di agrumi devono essere portati al coperto prima dell’arrivo del freddo ed in ogni caso prima che le temperature notturne scendono al di sotto dei 5°C . Questo in particolare per le piante di limoni notoriamente più sesibili al freddo e agli sbalzi termici.

ago

25

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Il rientro dalle vacanze!!

Dopo la pausa estiva riprendono, con gli inizi del mese di settembre, le varie attività lavorative, al tempo stesso le piante di casa e di giardino ben presto torneranno ad una situazione di “normalità” e le cure colturali torneranno ad essere più costanti. Occorre intervenire un po’ su tutte le specie erbacee, arbustive e arboree al fine che sfruttino al meglio questo ultimo periodo favorevole e si preparino all’arrivo della stagione fredda. Piante sane e ben curate o tappeti erbosi in buon rigoglio vegetativo sono sicuramente requisiti minimi per superare brillantemente la stagione invernale e proprio in questo mese vanno approntate le ultime cure significative per riequilibrare eventuali eccessi o difetti determinati dal periodo di ferie. Per primo va verificato se durante il periodo d’assenza non sono state soddisfatte pienamente le esigenze idriche delle piante sia in vaso sia in giardino. Per le prime, se viene costatata la mancanza del giusto turgore, sarà opportuno immergere l’intero vaso in una vaschetta con acqua per un’ora circa e successivamente far sgocciolare l’acqua in eccesso e ricollocarlo nel posto iniziale. Per tutte le altre in piena terra, l’irrigazione sarà conveniente effettuarla in due tempi di cui la prima di soccorso, appena arrivati, e la successiva nella tarda sera o nelle prime ore del mattino successivo fino alla totale sazietà. Altri interventi necessari sono la pulizia delle erbe infestanti, la soppressione dei fiori avvizziti, una leggera rimozione del terriccio superiore del vaso. Se le piogge autunnali tardano ad arrivare e le temperature si mantengono elevate occorre continuare a somministrare alle varie specie alte quantità di acqua mentre se il clima viene rinfrescato dai temporali di fine estate ciò sarà un toccasana per i rosai rifiorenti che riprenderanno a fiorire e allo stesso tempo per i prati e per le graminacee microterme come poe, loietti e festuche che riacquisteranno una certa vigoria vegetativa. Dal punto di vista pratico ciò comporta la necessità di sfalciare più frequentemente il prato, anche una volta la settimana, e quindi più spesso del periodo estivo. Va ricordato che con il taglio va asportato circa un terzo dell’altezza dell’erba al fine di evitare antiestetici fenomeni di comparsa di erba secca determinata dallo stress a cui vengono sottoposte le piantine con tagli troppo “drastici”. Per tutte le specie presenti il colore delle foglie è indicatore dello stato di salute. Si può osservare facilmente, in particolare su alcune specie come rose, ortensie ed agrumi, un ingiallimento del margine fogliare che gradualmente tende ad occupare l’intera lamina fogliare, in questi casi è facile intuire che si tratta di assenza di ferro o di altri microelementi come zinco, magnesio e manganese. Sul mercato esistono prodotti specifici di basso costo somministrabili per irrorazione fogliare proprio in questo periodo, oppure preparati da somministrare al terreno diluiti in acqua e in questo caso è possibile intervenire tutto l’anno.

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Il cardellino nostrano……la mia passione

di Sebastiano Spinella

Da sempre il cardellino nostrano ha esercitato un grande fascino grazie al suo canto e al suo piumaggio colorato. Questo esemplare è originario dalla Svezia centrale ma oggi e’ diffuso in tutta l’Europa raggiungendo perfino l’Asia  e Africa. Il canto del cardellino nostrano è armonioso con una serie di suoni acuti che lo rendono senza ombra di dubbio l’uccello più amato al mondo,infatti voglio ricordare che questo esemplare è stato spesso oggetto di ispirazioni per molti poeti, scrittori e compositori ( Antonio Vivaldi) che hanno dedicato dipinti, poesie e canzoni. Il piumaggio è caratterizzato da colori vivaci, il maschio ha una mascherina rossa intensa che si distende dietro all’occhio, piume nasali neri (detti “baffi”), piccole copritrici nere con un po di marrone alle punte; la femmina invece si differenzia dal maschio perchè ha la mascherina rossa che non supera l’occhio, piume nasali grigie, copritrici piccole con tesa larga marrone. Il  cardellino si nutre oltre che di semi e frutti di vario tipo anche di insetti. Su rami e steli, alla raccolta del cibo, i cardellini dimostrano una grande abilità acrobatica ed è facile vederli appendersi anche a testa in giù. Questi uccelli si riproducono con maggior frequenza in voliera piuttosto che in gabbia. Le gabbie non dovrebbero essere di misura inferiore ai 90 cm. E’ molto importante infrascare i portanido sia interni che esterni  ad es. con le piante di agrumi o i rametti in plastica degli alberi di Natale; la cosa estremamente importante è che l’ambiente sia sempre luminoso e particolarmente asciutto, poichè con l’umidità lo sviluppo della coccidiosi diventa esponenziale; sarebbe quindi utile l’uso di un buon deumidificatore. Il nido è fatto con muschio, rametti e steli e viene rivestito all’interno con lana, peli e morbido materiale vegetale.Per ottenere risultati soddisfacenti è importante preparare i riproduttori già da Gennaio abituandoli a mangiare una o due volte a settimana il pastoncino, i semi cotti e l’uovo sodo. E’ di fondamentale importanza fornire agli uccelli acqua fresca per tutto il giorno in contenitori puliti. L’acqua deve essere sempre presente e non stagnante poiché potrebbe essere facilmente contaminata da vari agenti patogeni (in particolare lo Pseudomonas); da considerare la possibilità di dotare l’allevamento di abbeveratoi automatici a valvola direttamente collegati all’impianto idrico. A metà Marzo è bene unire i due sessi e formare le coppie stando attenti ai litigi. Verso la fine di aprile la femmina inizia e porta a termine la costruzione del nido senza l’aiuto del maschio e depone da 3 a 6 uova bianco bluastre e bianco verdastre punteggiate di grigio, rossiccio e bruno. L’incubazione dura 12 e talvolta anche 13 o 14 giorni e a 14-15 giorni dalla nascita i piccoli abbandonano il nido ma restano in vicinanza dei genitori anche quando questi attendono alla preparazione della seconda covata. L’accoppiamento dura fino alla seconda decade di settembre, dopo questo periodo avviene la muta l’appuntamento più temuto, perché è la fase più critica da superare per i nostri amici alati. Ricordiamoci di tenere il più possibile bassa l’umidità, di pulire spesso le grate delle gabbie, di fornire due volte a settimana un complesso polivitaminico in acqua da bere. Mantenendo queste condizioni….ma anche passione si possono ottenere risultati ottimi!!!  Si ricorda che il cardellino è specie  protetta in Italia ed è vietata la detenzione di soggetti non anellati e di cui non si dimostri certificazione di nascita in cattività, pena una multa salata quindi il consiglio si attenersi alle norme vigenti circa l’allevamento.